Buonasera a tutti!
Sono Marika, ho 28 anni, vivo ad Altamura e sono infermiera. Mi occupo di assistenza domiciliare, un lavoro che mi piace definire la mia piccola missione.
Sono nata e cresciuta in una famiglia che ha sempre vissuto la fede all’interno della comunità parrocchiale. Per me, infatti, la parrocchia è sempre stata casa e famiglia. È proprio nella mia comunità che ho conosciuto Gesù Cristo, attraverso l’impegno, l’affetto e la testimonianza delle persone che ho incontrato quotidianamente.
Io credo in Gesù perché, attraverso quei volti, ho sperimentato il Suo amore moltiplicato. Ed è stato proprio questo amore a spingermi a mettermi in ricerca e a iniziare un cammino per raggiungere quella felicità che avevo sempre percepito.
Se penso alla mia conversione, riconosco un momento preciso. Avevo 19 anni frequentavo la parrocchia come qualsiasi giovane e, dopo la maturità, non sapevo bene cosa fare del mio futuro.
Partecipai a un pellegrinaggio diocesano a Taizé, in Francia. Durante un momento di preghiera nella grande Chiesa, aprii a caso una pagina della Bibbia, che il nostro parroco ci aveva sapientemente regalato prima della partenza, e mi imbattei nel racconto della Passione secondo Marco.
Quelle parole suscitarono in me un’emozione e un coinvolgimento viscerale così intensi che mi chiesi: «Quanto può amarmi quest’uomo da riuscire a soffrire così?»
Quel racconto, così violento in apparenza, divenne per me una dichiarazione d’amore di Dio. E io sentii il desiderio di rispondere a quell’amore con la mia vita.
Da quel momento è iniziato un percorso scandito dalla meditazione della Parola e dalla ricerca di quell’amore eterno nella quotidianità.
Ripensando alle scelte più importanti della mia vita, mi accorgo che molte state accompagnate dall’ascolto della Parola di Dio: dal percorso universitario al mio lavoro, fino alla scelta vocazionale del matrimonio.
Proprio perché l’amore genera amore, ho ricevuto la grazia di incontrare Giuseppe, che ha scelto di condividere con me questo cammino e con il quale sento la stessa forza della Parola di Dio.
Insieme abbiamo riavviato, qualche anno fa, il percorso parrocchiale dei giovanissimi. Nonostante le difficoltà e gli impegni che spesso rendono complicato conciliare tutto, sentiamo che non potremmo fare altro che cercare di far conoscere ai più giovani quello stesso amore che ha cambiato le nostre vite.
E questo amore continua a moltiplicarsi attraverso il cammino condiviso con altri giovani della nostra unità pastorale, che per noi è diventata una seconda famiglia.
Ma nel mio percorso non sono mancati momenti di smarrimento e difficoltà.
Dopo gli studi universitari, ho iniziato a sentirmi inadeguata: nei confronti di me stessa, della mia relazione, del mio lavoro e persino di Dio. Per un periodo ho abbandonato gli impegni parrocchiali e ogni relazione con Lui. Brancolavo nel buio e non riuscivo a trovare una via d’uscita da quella che era diventata la mia personale tomba.
Ed è proprio qui che ho sperimentato quanto sia grande l’amore di Dio.
Arrivò il Triduo pasquale e, dopo tanto tempo, rimisi piede in parrocchia. Al termine dell’azione liturgica del Venerdì Santo, mi sedetti e riaprii il Vangelo. Ancora una volta mi ritrovai davanti al racconto della Passione di Gesù Cristo, secondo Giovanni.
Quella volta, però, nella mia mente risuonava una sola parola: «sepolcro». Era proprio lì che mi sentivo di essere.
E guardando quella parola, compresi che non potevo rimanere in quel sepolcro, perché quella non era la chiamata che avevo ricevuto. Dovevo vivere anch’io la mia personale Risurrezione.
Quella Pasqua segnò davvero per me un passaggio alla vita. Ancora oggi, quando sento di cedere, ripenso a quella parola e a quel sepolcro che Dio, in soli tre giorni, ha svuotato.
Questa esperienza mi ha insegnato che Dio non ci indica semplicemente una strada da seguire, né ci toglie la libertà di scegliere. Credo, piuttosto, che proprio nella nostra libertà Egli continui a cercarci, ad amarci e a mostrarci uno spiraglio di felicità, anche quando noi non riusciamo più a vederlo.
Ed è questo l’amore in cui credo: un amore che ci raggiunge attraverso le persone, che ci parla attraverso la Sua Parola e che, anche quando ci sentiamo sepolti dalle nostre paure e fragilità, continua a chiamarci alla vita.
