Papa Leone XIV ha chiesto personalmente ai fedeli di accompagnarlo con la preghiera. Oggi questa richiesta assume un significato ancora più rilevante dopo l’intervento chirurgico al quale il Pontefice è stato sottoposto al Policlinico Agostino Gemelli di Roma.
Il 13 ottobre la Santa Sede ha confermato che l’esame istologico eseguito durante l’operazione ha diagnosticato un adenocarcinoma polmonare. Per rendere radicale l’intervento, i chirurghi hanno asportato con tecnica videoassistita il lobo inferiore del polmone destro. L’operazione è durata circa 90 minuti, si è conclusa positivamente e senza complicazioni. La mattina del 14 ottobre la Sala Stampa della Santa Sede ha riferito che il Papa aveva trascorso una notte tranquilla.
Di fronte alla malattia, la Chiesa non rinuncia alla medicina né trasforma la preghiera in una formula magica. Ma continua a fare ciò che i cristiani hanno fatto per secoli: pregare per i malati e chiedere a Dio la grazia della guarigione.
Tra i santi più invocati dalle persone colpite da un tumore c’è San Pellegrino Laziosi, religioso italiano del XIII-XIV secolo, conosciuto in tutto il mondo proprio per la sua particolare vicinanza spirituale ai malati oncologici.
Chi è San Pellegrino Laziosi, il santo dei malati di cancro
San Pellegrino Laziosi nacque a Forlì intorno al 1265. Dopo una giovinezza segnata anche dalle tensioni politiche che opponevano la sua città all’autorità pontificia, entrò nell’Ordine dei Servi di Maria e trascorse gran parte della sua vita religiosa nella città natale.
Il Dicastero delle Cause dei Santi lo ricorda come un religioso particolarmente devoto a Cristo e sollecito verso i poveri. Oggi è invocato come protettore contro le malattie cancerogene. Fu canonizzato da Papa Benedetto XIII il 27 dicembre 1726 e la sua memoria liturgica ricorre il 1° maggio.
La ragione della particolare devozione dei malati di tumore a San Pellegrino si trova nell’episodio più celebre della sua vita.
Secondo l’antica Legenda tramandata dai Servi di Maria, quando aveva circa sessant’anni Pellegrino fu colpito da una grave piaga alla gamba. Alla ferita si aggiunse quello che il testo antico definisce «quel terribile morbo che chiamano cancro». La situazione divenne tanto grave che il medico decise di amputargli la gamba.
La guarigione di San Pellegrino
La notte precedente all’operazione, Pellegrino si trascinò davanti a un’immagine di Gesù Crocifisso e pregò intensamente.
Secondo la tradizione agiografica, durante il sonno vide Cristo scendere dalla Croce e guarirgli la gamba. La mattina seguente il medico constatò che la lesione era scomparsa e che l’amputazione non era più necessaria.
È da questo episodio che nasce la devozione a San Pellegrino come santo dei malati di cancro e delle persone colpite da gravi malattie.
Il suo corpo è conservato ancora oggi nella Basilica di Santa Maria dei Servi di Forlì, conosciuta comunemente come Basilica di San Pellegrino Laziosi, meta di fedeli che vi si recano per pregare e affidare al santo familiari e amici malati.
La preghiera a San Pellegrino per Papa Leone XIV
La notizia del tumore di Papa Leone XIV ha suscitato una vasta mobilitazione spirituale. Comunità cattoliche, diocesi e fedeli di diversi Paesi hanno pregato per il Pontefice; al Policlinico Gemelli è stato recitato il Rosario per la sua salute.
Proprio San Pellegrino può diventare, in questi giorni, un particolare intercessore per Leone XIV e contemporaneamente per tutte le persone che affrontano un tumore.
Quale preghiera recitare per una persona malata di tumore?
La preghiera per un malato di tumore può essere molto semplice. Non sono necessarie formule particolari: si può affidare la persona direttamente a Dio, pronunciarne il nome e chiedere l’intercessione della Vergine Maria o di un santo, come San Pellegrino.
La stessa tradizione della Chiesa riconosce pienamente la possibilità di pregare per ottenere la guarigione. L’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede sulle preghiere di guarigione ricorda che chiedere a Dio il recupero della salute appartiene all’esperienza cristiana di ogni epoca.
Si può quindi pregare così:
Signore Gesù, ti affidiamo [nome]. Tu conosci la sua paura, la sua sofferenza e la speranza che porta nel cuore. Dona sapienza ai medici, forza alla sua famiglia e serenità nei giorni più difficili. Per intercessione di San Pellegrino, concedigli la grazia della guarigione e fa’ che possa sentire sempre la tua presenza accanto a sé. Amen.
Si può chiedere un miracolo per la guarigione dal cancro?
Sì. Un cristiano può chiedere con fiducia a Dio anche la guarigione da una grave malattia. La preghiera cristiana, tuttavia, non è una tecnica capace di assicurare automaticamente un determinato risultato e non sostituisce le terapie mediche.
Questo punto assume un significato particolare proprio pensando a Leone XIV. Nel giugno scorso, durante una visita al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia, il Papa aveva ricordato ai pazienti che Dio rimane presente anche nei momenti di maggiore debolezza e aveva sottolineato come la sua opera passi anche attraverso medici, infermieri e quanti si prendono cura dei malati.
Fede e medicina, dunque, non sono concorrenti. Pregare per una guarigione significa affidare a Dio la propria vita mentre si percorre responsabilmente il cammino delle cure.
San Pellegrino e la speranza nella malattia
La storia di San Pellegrino ha attraversato quasi sette secoli proprio perché parla a una delle esperienze più profonde dell’uomo: affrontare una malattia che stravolge tutto improvvisamente.
Per chi riceve una diagnosi di tumore, per chi affronta un intervento, per chi attende un esame o una terapia, la preghiera può diventare un luogo nel quale consegnare paura, speranza e incertezza.
Lo è anche per chi sta accanto al malato.
E in questi giorni, mentre Papa Leone XIV affronta la convalescenza dopo l’intervento, la sua stessa richiesta ai fedeli torna a ricordarlo: pregare per chi è malato significa anche dirgli che non è solo.
