In Bangladesh, i cristiani rappresentano meno dell’1 per cento della popolazione e per questo già la presenza di un seminario è qualcosa di particolarmente significativo. Figuriamoci se il seminario è presente da un secolo, come il Seminario Minore del Piccolo Fiore, che ha celebrato il 100esimo compleanno il 2 ottobre, con una celebrazione guidata dall’arcivescovo Bejoy D’Cruze di Dacca che ha dichiarato: “Non rimanga mai vuoto”.
C’erano oltre mille fedeli alla Messa del centenario del seminario, e D’Cruze lo ha definito “culla del sacerdozio nel Paese”. “Situato nella parrocchia di Hasnabad – ha detto D’Cruze – questo seminario minore ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione spirituale, intellettuale e umana dei futuri sacerdoti”.
L’arcivescovo di Dacca ha anche incoraggiato le famiglie a mandare “figli e nipoti” nel seminario minore, e a incoraggiare gli altri a fare lo stesso. Il tema delle vocazioni è centrale, in un Paese dove i sacerdoti non sono mai abbastanza.
Alla celebrazione c’erano diversi ex studenti, tra cui anche alcuni i cui percorsi gli avevano allontanati dal sacerdozio.
Fondato nel 1926 da padre Jean-Baptiste Delaunay, missionario americano dell’Ordine della Santa Croce, il Seminario Minore del Piccolo Fiore è stato il primo istituto cattolico in Bangladesh dedicato alla formazione delle vocazioni sacerdotali. Nel corso dell’ultimo secolo, quasi 5.000 giovani vi hanno studiato.
Tra i suoi ex allievi figurano cinque arcivescovi, cinque vescovi, circa 200 sacerdoti e quattro religiosi. Molti altri sono diventati insegnanti, medici, avvocati, ingegneri, funzionari pubblici e imprenditori.
Riconoscendo questo notevole impatto, il vescovo D’Cruze ha sottolineato che solo una piccola percentuale degli studenti del seminario minore diventa sacerdote. Ha aggiunto, tuttavia, che i valori e la disciplina acquisiti durante la loro formazione nel seminario minore continuano a plasmare le loro vite anche molto tempo dopo averlo lasciato.
