L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Venerdì, 22 Aprile 2022

La preghiera di Gesù è la intercessione del Verbo Incarnato presso il Padre

Caro amico, tutta la vita di Gesù è un fiume fecondo di preghiera che lava e irrora la terra.

Tuttavia quale valore avrebbe se Gesù non fosse ciò che egli afferma di essere, il Figlio di Dio che il Padre ha inviato in questo mondo?

Se viene offuscata la divinità del Figlio, anche la sua preghiera perde il suo carattere unico e irripetibile.

Senza la mediazione del Figlio e la grazia dello Spirito Santo, dove potrebbe arrivare la preghiera degli uomini? A cosa servirebbero le formule, i riti e la moltiplicazione delle parole?

Gli insegnamenti di Gesù sulla preghiera mostrano l’inutilità dei mezzi umani per renderla efficace.

Senza la fede e la grazia che operano nel cuore, che cos’è la preghiera se non una sceneggiata?

Gesù mette in guardia i suoi discepoli di ieri e di oggi:

“Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità, vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Giovedì, 21 Aprile 2022

La preghiera riempie la vita di Gesù

Caro amico, l’inizio della missione è preceduto da quaranta giorni e quaranta notti di digiuno e di preghiera. Il digiuno lo prepara alla rinuncia radicale a ciò che satana gli offre.

La preghiera lo nutre della volontà del Padre, al cui compimento consacra la sua vita.

Prima di scegliere i dodici apostoli si ritira sulla montagna e trascorre l’intera notte in orazione (Cfr Lc 6,12).

L’ultima Pasqua, che Gesù celebra con i suoi discepoli prima della passione, è contrassegnata un’invocazione rivolta al Padre, che abbraccia il cielo e la terra, il tempo e l’eternità.

Ogni parola che Gesù pronuncia manifesta una dedizione totale e un amore ardente che rivelano da quale profondità salga la sua intercessione.

Nel Getzemani affronta l’assalto dell’impero delle tenebre prostrandosi a terra e pregando con tale intensità che il suo sudore diviene come gocce di sangue che cadono a terra (cfr Lc  22, 44). Durante la passione Gesù soffre, offre e prega, fino al momento conclusivo della sua opera, quando muore perdonando e pregando.

Tutta la vita di Gesù è un fiume fecondo di preghiera che lava e irrora la terra.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Mercoledì, 20 Aprile 2022

Gesù nel tempo della sua vita terrena ha pregato incessantemente

Caro amico, la preghiera di Gesù è incominciata nel momento dell’incarnazione e non cesserà finché non sarà completata l’opera mirabile della creazione e della redenzione.

L’intercessione del Figlio di Dio attraversa il tempo della sua vita sulla terra e risuona nel tempio celeste fino alla fine dei secoli.

Colpisce come la preghiera accompagni ogni passo del Redentore nel breve tempo della sua missione.

La giornata di Gesù sarebbe incomprensibile senza la preghiera che sale incessante dal suo cuore.

Nonostante il tempo impiegato  per formare gli apostoli e per istruire le folle, il Maestro si raccoglie spesso in preghiera, alla quale sacrifica anche il sonno della notte.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

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Martedì, 19 Aprile 2022

Il cristiano si rivolge al Padre per mezzo di Gesù

Caro amico, da quando il Figlio di Dio si è fatto uomo, una preghiera incessante sale al Padre e ogni preghiera passa necessariamente attraverso di lui.

Il cristiano o prega con Gesù e per mezzo di Gesù, sotto l’impulso dello Spirito, o non prega affatto.

La preghiera cristiana è una preghiera per partecipazione.

I figli di adozione come potrebbero pregare se non in unione al Figlio eternamente generato, grazie al quale hanno accesso al Padre?

La preghiera di Gesù è incominciata nel momento dell’incarnazione e non cesserà finché non sarà completata l’opera mirabile della creazione e della redenzione.

L’intercessione del Figlio di Dio attraversa il tempo della sua vita sulla terra e risuona nel tempio celeste fino alla fine dei secoli

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Venerdì, 15 Aprile 2022

Gesù è la preghiera vivente che raccoglie ed eleva ogni preghiera

Caro amico, quando Gesù prega manifesta il mistero abissale dell’incarnazione.

Il suo spirito contempla la gloria del Padre e la missione salvifica che il suo amore misericordioso gli ha affidato.

La sua volontà si unisce indissolubilmente a quella del Padre fino a farne il suo cibo quotidiano.

La sua anima si fonde con la divinità e ne riflette la luce immortale. Il suo cuore è una fonte ricolma dell’acqua viva dell’amore eterno, che disseta le labbra riarse dell’umanità in esilio.

La preghiera di Gesù è una sola cosa con lui.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Giovedì, 14 Aprile 2022

La preghiera di Gesù è quella del Figlio che è una sola cosa col Padre

Caro amico, Gesù è assai più di un maestro di preghiera.

Gli apostoli gli chiedono di insegnare loro a pregare perché scorgono un’esperienza di preghiera ineguagliabile, che li riempie di stupore.

La preghiera di Gesù va ben oltre le preghiere con le quali i pii israeliti santificavano la loro giornata. Va anche al di là delle sublimi invocazioni dei salmi.

Trascende le più elevate esperienza mistiche degli uomini di Dio della Sacra Scrittura.

Nessuna esperienza di preghiera è accostabile, anche minimamente, a quella di Gesù.

Infatti la sua non è la preghiera della creatura debole e bisognosa di ogni aiuto.

Non è la preghiera dell’uomo peccatore che necessità del perdono e della grazia.

E’ la preghiera del Figlio di Dio, che irradia incessantemente dalla sua persona divina unita alla natura umana.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Mercoledì, 13 Aprile 2022

La preghiera del Figlio valorizza ogni preghiera che sale sincera dal cuore

Caro amico, Gesù Cristo è la preghiera vivente, sorgente inesauribile di ogni grazia.

Da essa dipende il valore e l’efficacia di ogni preghiera umana.

Senza la preghiera del Figlio di Dio quelle degli uomini sarebbero un chiacchiericcio che ricade loro addosso.

I cristiani pregano sempre in intima unione con Gesù.

I non cristiani pregano in vista di lui, finché non piaccia alla sua misericordia inondarli della sua luce.

Grazie alla preghiera di Gesù l’umanità è la famiglia che Dio raccoglie in unità nel vincolo della pace.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

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Martedì, 12 Aprile 2022

Nessuna preghiera perviene al Padre senza la mediazione del Figlio incarnato

Caro amico, chi non ha la grazia della fede non prega invano, ma la sua preghiera viene misericordiosamente raccolta dal Figlio e presentata al Padre, perché la grazia della redenzione opera la salvezza nel cuore di tutti gli uomini.

Avendo perso di vista la centralità della preghiera di Gesù Cristo, senza la quale nessuna preghiera giunge a destinazione,

non pochi cristiani hanno incominciato a vagare qua e là, come pecore smarrite, come se la preghiera di altre religioni potesse avere un valore al di fuori della preghiera del Salvatore del genere umano.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Lunedì, 11 Aprile 2022

I cristiani pregano in unione con la preghiera di Gesù

Caro amico, unendo indissolubilmente la natura umana alla persona divina, il Figlio di Dio irradia la sua luce sull’intero genere umano e, per vie a Lui note, suscita l’anelito alla preghiera in tutti gli uomini di buona volontà.

La preghiera di Cristo è l’unica preghiera, grazie alla quale le invocazioni, che salgono da ogni angolo della terra, giungono fino al cielo.

I cristiani pregano in unione a Gesù, come “figli nel Figlio”, animati dalla grazia dello Spirito.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

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Venerdì, 8 Aprile 2022

La preghiera di Gesù

Caro amico, La preghiera del cristiano è partecipazione della preghiera di Gesù.

Se questa verità fondamentale fosse compresa nella sua portata non avremmo assistito a quelle manifestazioni di sincretismo religioso che nulla hanno a che fare con la preghiera autentica.

Infatti “Lex orandi, lex credendi”, “La legge del pregare è la legge del credere”, dicevano i cristiani dei primi secoli.

La preghiera cristiana nasce dalla fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio e Redentore dell’uomo.

Ogni volta che i discepoli di Gesù si raccolgono in preghiera, lo fanno in intima unione con Lui e partecipano della sua preghiera.

Infatti egli è il Mediatore fra Dio egli uomini ed “E’ sempre vivo per intercedere a loro favore” (Eb 7,25).  Gesù è la preghiera vivente.

Non solo la preghiera dei credenti, ma ogni preghiera che sgorga dal cuore dell’uomo sotto l’ispirazione dello Spirito, arriva fino al Padre, passando attraverso il suo cuore

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Giovedì, 7 Aprile 2022

L’amore di Dio è la medicina che guarisce

Caro amico, anche l’inferno ha i suoi ”martiri” osserva S. Caterina da Siena, e sono quelli incatenati dal peccato.

Una volta che ti sei liberato dal male devastante del peccato, non esitare di presentare all’Amore misericordioso le tue sofferenze fisiche e spirituali.

A Dio nulla è impossibile e la sua pietà si estende su ogni creatura.

La sua mano versa il balsamo su ogni ferita dell’anima.

La sua luce indica sempre una via di uscita.

Non c’è angoscia che non venga consolata.

Non c’è disperazione che non si apra alla speranza. Non c’è malattia che non possa essere guarita.

Non c’è dolore che non possa essere sopportato e offerto.

In unione con Gesù crocifisso ogni tua sofferenza sarà trasfigurata alla luce della resurrezione.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Mercoledì, 6 Aprile 2022

La Croce è la fonte della nostra guarigione

Caro amico, la preghiera nel momento dell’afflizione è necessariamente una preghiera ai piedi della croce.

Nel Crocifisso vediamo il compendio della sofferenze del mondo.

Ogni uomo che ne è colpito vi può leggere la sua vicenda personale.

Guardando alla croce l’uomo può, in primo luogo, guarire dalla sua sofferenza più grande e più incurabile, quella che viene dal peccato.

La separazione da Dio è il più straziante dei dolori, anche se il mondo cerca di soffocarlo sotto la coltre dell’effimero.

Senza la luce, la pace e la gioia che vengono dall’Onnipotente, a che cosa è ridotto il cuore dell’uomo, se non a una landa deserta abitata da serpenti e da scorpioni.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Martedì, 5 Aprile 2022

Dio raccoglie le nostre lacrime nel suo otre

Caro amico, Gesù ha compiuto in se stesso il più stupefacente dei miracoli, facendo sgorgare dal dolore la gioia e dall’angoscia la pace.

Lungo il corso dei secoli gli uomini, nella loro impotenza, non hanno cessato di elevare al cielo le loro grida di angoscia e di supplica, persino di collera e di imprecazione.

Forse l’Onnipotente era troppo lontano per ascoltare? O forse le sue orecchie non erano attente?

Forse le lacrime di cui grondano le cose sono state versate invano?

La  risposta della fede è nelle parole del salmista “ I passi del mio vagare tu li hai contati, le mie lacrime nell’otre tuo raccogli; non sono forse scritte nel tuo libro?” (Sal 55,9).

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

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Lunedì, 4 Aprile 2022

Gesù ha trasformato il dolore in un dono di amore

Caro amico, la forza della profezia del profeta Isaia sul Servo sofferente che redime il dolore umano, sta nella sua realizzazione nella carne del Figlio di Dio, che ha patito fino a morire per la redenzione del mondo e che è risorto a vita immortale.

Il dolore non è stato abolito, ma è stato redento. Gesù ha raccolto su di sé ogni sofferenza, fisica, morale e spirituale, e l’ha trasfigurata, facendone una sorgente inesauribile di vita.

Il Figlio di Dio si è servito delle stesse conseguenze funeste del peccato per  distruggerlo.

Ha offerto la sua immane sofferenza, che l’ha straziato nel corpo, nel cuore e nell’anima, perché il mondo fosse lavato e purificato.

Alla luce della croce il dolore che affligge la vita umana non è più una forza distruttiva.

La maledizione è stato trasformata in benedizione. E’ infatti dalla Croce, che è l’icona della vita umana straziata, che viene il perdono dei peccati e la vita eterna.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

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Sabato, 2 Aprile 2022

La sofferenza umana è riscattata dalla Croce di Cristo

Caro amico, La riposta del cristianesimo alla sofferenza è la passione del Redentore.

Non è una riposta fatta di parole, che lasciano la situazione immutata. Non è una fuga nei piaceri fugaci nell’illusione di trovare piallativi

Non è la fiducia nel potere demiurgico dell’uomo, i cui limiti sono evidenti.

La risposta della fede al grido di dolore che sale dalla carne e dal cuore dell’uomo è il Servo sofferente, che si è caricato sulle spalle i fardelli dell’umanità.

E’ il Figlio di Dio che ha espiato i peccati del mondo, radice malefica di sofferenza e di morte.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

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Venerdì, 1 Aprile 2022

Gesù ha redento la sofferenza offrendola al Padre per la salvezza delle anime 

Caro amico, eppure la sofferenza non è una maledizione senza speranza.

La sua origine risale ai primordi dell’umanità, quando l’uomo, creato felice, ha voltato le spalle al suo Creatore.

Da allora le lacrime e il sangue hanno dilagato in ogni angolo della terra.

L’onnipresenza della sofferenza e della morte ha alimentato l’esperienza religiosa dell’umanità.

Ma è sulla Croce che il dolore ha perso il suo pungiglione mortale ed è stato santificato.

Gesù ha raccolto su di sé tutte le sofferenze del mondo e le ha offerte al Padre in espiazione dei peccati dell’umanità.

“Dalle sue piaghe siamo stati guariti” (Is 53.5).

Vostro Padre Livio

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Giovedì, 31 Marzo 2022

La sofferenza è una compagna di vita ineliminabile 

Caro amico, l’uomo invano cerca di erigere delle difese invalicabili alle scorribande della sofferenza.

Non c’è persona o luogo al mondo che conoscano le sue visite. Il dolore è onnipresente.

E’ iscritto nel genoma umano e segue l’uomo come la sua ombra.

Dal primo vagito all’ultimo respiro è il compagno inseparabile di viaggio. La vita umana è una Via Crucis che tutti, volenti o nolenti, devono percorrere.

Il Calvario è un appuntamento a cui nessuno può mancare.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

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Mercoledì, 30 Marzo 2022

La preghiera nella sofferenza

Caro amico, la preghiera nella sofferenza è la più spontanea e la più universale.

Nel momento del dolore l’uomo viene bruscamente richiamato alla sua realtà di creatura fragile e impotente.

Ci sono dei mali che l’uomo si procura da solo, con l’uso stolto e irresponsabile del suo libero arbitrio.

Ognuno può valutare per esperienza personale quante sofferenze il peccato gli abbia procurato.

Ci sono però dei mali che l’uomo subisce e che si abbattono sulla sua vita con la forza distruttrice di un uragano.

La visita improvvisa di una malattia scompagina la tranquillità di un’esistenza, provocando preoccupazioni e angosce.

La scomparsa di una persona trafigge il cuore con un dolore lancinante e inconsolabile.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Martedì, 29 Marzo 2022

La preghiera è l’arma della vittoria

Caro amico, nella preghiera trovi la forza di dire col cuore quel “rinuncio” che sconfigge il nemico e lo costringe a ritirarsi nella tenebra.

Considera con quale decisione Gesù, durante l’agonia del Getzemani, ha aderito alla volontà del Padre, nonostante la violenza dall’assalto dell’impero delle tenebre:

“In preda all’angoscia , pregava più intensamente e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.

Poi rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza.

E disse loro: ”Perché dormite? Alzatevi e pregate per non cadere in tentazione” (Lc 22, 44-46).

Gesù ha vinto la sua battaglia contro il principe di questo mondo con la preghiera. E’ l’arma che ha messo in mano ad ogni uomo perché riporti la vittoria.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Sabato, 26 Marzo 2022

Bisogna vegliare per non entrare nella tentazione

Caro amico, nella preghiera attingi la forza per rinunciare a ciò che satana ti offre per incatenarti senza che te ne avveda.

Hai mai osservato come un pesce si allontana velocemente non appena ha scoperto che l’esca, per quanto allettante, può essere un pericolo mortale?

L’uomo però non è così deciso nell’allontanarsi dal pericolo. Ciò che il seduttore presenta, scatena la fame delle passioni che protendono avidamente le loro fauci.

Per quanto l’allarme risuoni forte, l’uomo si copre gli occhi per non vedere e si tura gli orecchi per non sentire.

Il sibilo del maligno è irresistibile e chi vi si sofferma ne rimane ammagliato: “La donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza”  (Gn 3, 6)

Vostro Padre Livio