L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Sabato, 30 Luglio 2022

La vita è una corsa incessante che si ferma solo alla fine

Caro amico, ci si rende conto della vanità della vita quando i capelli imbiancano e le rughe ti ricordano il lavorio implacabile  del tempo.

Ti guardi indietro e ti sembra impossibile di essere arrivato così rapidamente alla fine.

La tua memoria fruga nel magazzino dei ricordi e fai fatica a credere che quel bambino che eri sia il vecchio che sei e che non ha più  l’animo di alzare gli occhi per guardare  avanti.

Non appena sei entrato nell’ingranaggio del tempo è incominciata una corsa sempre più frenetica, dalla quale era  impossibile uscire, verso un traguardo che era sempre  più in là, fino a diventare una chimera inafferrabile.

Forse ti salgono dal fondo del cuore le parole che hai sentito quando imparavi il catechismo e andavi alla Messa.

Non le hai dimenticate perché ti avevano colpito: “Come l’erba sono i giorni dell’uomo, come il fiore del campo, così egli fiorisce.

Lo investe il vento e più non esiste e di sé non lascia più traccia” (Salmo, 102,15-16).

L’enigma più oscuro della vita lo avevi scoperto quando eri un bambino che cercava di fare i primi passi.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Mercoledì, 27 Luglio 2022

Il giusto e l’empio non possono subire la medesima fine.

Caro amico, forse che i perseguitati e i persecutori subiranno lo stesso destino, in pasto ai vermi della terra?

La bontà, la giustizia, l’amore, la verità, l’onesta, la laboriosità e tutto ciò che rende bella la persona umana non avranno un destino migliore dell’ingiustizia, della menzogna, della malvagità, della violenza?

Tu che ti ostini a correre nel labirinto sei così accecato da non vedere che l’ingannatore sta trascinando la tua vita in un caos tale da invocare la morte?

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Lunedì, 25 Luglio 2022

Se dopo la morte c’è il nulla a che serve la vita?

Caro amico, gli abitanti del labirinto pensano che con la morte la persona umana si dissolve nel nulla. Sei anche tu uno di quelli?

Oggi sono una moltitudine che, come un gregge allo sbando, corre verso il mattatoio.

Coloro che pensano che l’uomo viene dalla terra e ritorna alla terra, non possono non trarre le conseguenze di questa impostazione,

per quanto concerne il significato della loro vita.

Se con la morte la persona umana si dissolve, senza che nulla rimanga di essa, se non cose anch’esse destinate a perire, che cos’è la vita?

Se il traguardo finale dell’avventura umana è il nulla, ne consegue che la vita è inutile.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Venerdì, 22 Luglio 2022

Il pensiero della morte ti insegna  a vivere

Caro amico, sappi che il pensiero della morte conferisce alla vita una serietà e una intensità che la valorizzano,

mentre coloro che mettono la testa sotto la sabbia, per non vedere e per non decidere, rischiano di banalizzarla e di dissiparla.

Il tuo modo di interpretare la vita e di realizzarla dipende molto da come guardi alla morte,

alla tua morte, che ti attende al valico con in mano un resoconto che ti riguarda e che ti consegnerà per il momento del giudizio.

Sai anche tu, meglio di me, che questi pensieri non sono di moda, però sono veri e per questo sono da prendere sul serio,

perché il tempo passato nell’inganno non torna più.

Il pensiero della morte ti insegna a vivere e se ne hai un concetto sbagliato rischio di rovinarti la vita.

 

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Mercoledì,  20 Luglio 2022

La  presenza della  morte  è un ammonimento salutare

Caro amico, la presenza della morte irrompe nella vita come la più orribile e dolorosa delle tragedie che la possano colpire.

Potremmo dire che a tutto c’è rimedio, ma non alla morte. La sua sentenza è irriformabile e mostra all’uomo quanto sia fragile e impotente.

Ora comprendi perché la fede ti riveli che la morte sia il più tremendo dei castighi per il più grave dei peccati.

Comprendi anche perché la resurrezione dai morti e la vita eterna siano il dono più grande della Redenzione.

La presenza della morte è la cosa più seria della vita.

Ti segue come un ombra, discreta e silenziosa, che affiora e che ti interpella ogni volta che una persona cara o un tuo conoscente escono da questo mondo per non farvi più ritorno.

Quando, come in lampo di luce, ti attraversa il pensiero che il tempo passa e non si ferma mai e che anche per te sfilerà l’ultimo granello della clessidra,

tu preferisci rimuoverlo, perché ti disturba e ti inquieta.

Non potresti compiere un errore più grave, gravido di conseguenze negative.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Venerdì, 15 Luglio 2022

Il coraggio di dire basta all’inganno dell’ effimero

Caro amico,  c’è un’uscita, uno spiraglio di luce, oltre il limite oscuro nel quale ti sei rinchiuso, come un uccello notturno timoroso del chiarore del giorno.

Voglio dirti che la felicità, non quella asfittica e ingannatrice dell’effimero, ma quella vera, piena e duratura,

che il cuore umano desidera, e senza la quale è perennemente inquieto, esiste ed è possibile.

Ti chiedo solo di fare un po’ di fatica, certo meno inutile e disagevole di quella a cui si sottopongono i maratoneti del labirinto.

La fatica di rientrare in te stesso, di sgombrare il tuo cuore dal fango che si è accumulato, di tagliare i lacci dei desideri impuri del tuo “ego” famelico

e di dire basta al cibo che non sfama, all’acqua che non disseta, con i quali il nemico ti attira nella sua rete al fine di distruggerti.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Venerdì, 15 Luglio 2022

Il coraggio di dire basta all’inganno dell’effimero

Caro amico, c’è un’uscita, uno spiraglio di luce, oltre il limite oscuro nel quale ti sei rinchiuso, come un uccello notturno timoroso del chiarore del giorno.

Voglio dirti che la felicità, non quella asfittica e ingannatrice dell’effimero, ma quella vera, piena e duratura, che il cuore umano desidera, e senza la quale è perennemente inquieto, esiste ed è possibile.

Ti chiedo solo di fare un po’ di fatica, certo meno inutile e disagevole di quella a cui si sottopongono i maratoneti del labirinto.

La fatica di rientrare in te stesso, di sgombrare il tuo cuore dal fango che si è accumulato, di tagliare i lacci dei desideri impuri del tuo “ego” famelico e di dire basta al cibo che non sfama, all’acqua che non disseta, con i quali il nemico ti attira nella sua rete al fine di distruggerti.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Martedì,  1 Luglio  2022

Le felicità piena si trova  solo  in Dio

Caro amico, invano il cuore umano cerca ed esplora desiderando sempre cose nuove.

Invano rincorre l’amore che sempre gli sfugge, svolazzando come una farfalle di fiore in fiore.

Noi cerchiamo nel mare mutevole dell’effimero ciò che non può soddisfare il nostro cuore.

Il desiderio di felicità presuppone l’esistenza di un amore infinito che dia pienezza, e un amore eterno che non si dissolve nel nulla.

Ti sei mai chiesto se questo desiderio sia destinato a rimanere un’illusione o non  possa invece divenire una realtà?

E’ possibile  all’uomo essere felice, non di una felicità vaga e fugace, ma di una felicità che sia la pienezza di un amore senza fine?

Questo uno degli interrogativi fondamentali della vita.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Venerdì, 8 Luglio 2022

Qualcuno misteriosamente ti sostiene nella traversata pericolosa della vita

Caro amico, non ti sei mai chiesto quale sia la motivazione che sorregge gli uomini nella tempestosa traversata della vita

e che li spinge a guardare sempre avanti, nonostante le difficoltà, i naufragi e i pericoli che si profilano minacciosi all’orizzonte senza dare tregua?

Nonostante che i momenti di sereno siano rari, l’uomo non cessa mai di scrutare l’orizzonte aprendo il cuore alla speranza.

Soffermati a riflettere sul cammino della tua vita, pensando ai momenti difficili che hai vissuto, quando le acque dell’amarezza ti squassavano e tu non trovavi un appiglio a cui aggrapparti o una mano amica che accorresse in tuo aiuto.

In quei momenti come hai potuto trovare la forza di resistere e di ricostruire ciò che era stato distrutto, ricominciando da capo, come un contadino dopo un uragano devastante?

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Padre-Livio-Direttore-Radio-Maria

Venerdì, 1 Luglio 2022

Ogni istante ti viene donato

Caro amico, col tempo devi necessariamente fare i conti.

E’ un abito che non puoi smettere, ma che deve tenerti addosso giorno e notte.

La vita la  puoi realizzare solo nel tempo, non in quello di cui  poi disporre a tuo piacimento, ma in quello che ti viene dato e non sai fino a quando.

A prima vista il tempo sembra una maledizione.

Non appena un bambino scopre la morte, si rende conto che sulla vita incombe una nuvola nera, che oscura la luce del sole.

Anche tu, mentre la tua barchetta corre via veloce, senti crescere l’inquietudine e ti guardi indietro e poi avanti,

cercando invano di scoprire quanto ancora ti resta da vivere.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Lunedì, 4   Luglio 2022

Cercare  Dio e incontrarlo è l’essenziale della vita

Caro amico, tutto passa inesorabilmente. La vita, per chi è arrivato alla fine, è lunga quanto un battito di ciglia.

Col salmista puoi ben dire: “Come l’erba sono i giorni dell’uomo, come il fiore del campo, così egli fiorisce. Lo investe il vento e più non esiste e il suo posto non lo riconosce.” ( Salmo 102, 15-16).

Arrivare all’ultimo giorno, col cuore intriso di amarezze e di rimpianti, non era nelle tue speranze.

Se c’è una consolazione nel tuo bilancio finale sarà qualche opera buona e non certo quello che hai accumulato e che devi necessariamente lasciare.

Quando il tempo è finito, lo è per sempre. La vita è un’occasione unica, che ti è concessa una sola volta.

Chiediti se era possibile viverla diversamente e se il tempo, invece di essere una maledizione, non poteva essere una benedizione, un’opportunità,

una vetta dalla quale spiccare il volo verso l’eternità.

Vostro Padre  Livio

 

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Venerdì, 24 Giugno 2022

Non rimuovere le domande sul senso della vita

Caro amico, tu credi veramente che sei spuntato dal mare dell’effimero e che stai di nuovo immergendoti in questo abisso senza senso?

Non hai l’impressione che qualcuno si prenda gioco di te e che sia invidioso della tua origine e del tuo destino?

Incomincia a porti delle domande, senza le quali non diverrai mai un vero uomo.

Chiediti dove stai andando, dove ti sta portando la strada che hai intrapreso, per quale obbiettivo stai lottando e faticando

e che cosa ti potrà consolare quando la tua clessidra lascia scorrere gli ultimi granelli di sabbia.

Mettiti in discussione, non lasciare passare il tempo che non ritorna, non affaticarti su una strada che è senza uscita,

non rassegnarti a passare i tuoi giorni lungo i corridoi di un labirinto che ti porta da nessuna parte.

Se non lasci appesantire il cuore dalle false gioie e non lasci abbagliare gli occhi dalle false luci, ti sarà concesso di vedere quella posta misteriosa dalla quale sei entrato nel mondo e attraverso la quale potrai passar laddove il fiume del tempo sbocca nell’istante dell’eternità.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Giovedì, 23 Giugno 2022

La tentazione di camminare senza una meta

Caro amico, ti metto in guardia da questa tentazione sopraffina, con la quale la serpe inietta il suo veleno di morte eterna.

E’ una tentazione tutta nuova, studiata apposta per la nostra generazione ammaliata dall’effimero, nel quale invano cerca di saziarsi.

E’ la tentazione di fare della vita un cammino  fine a se stesso, cogliendo tutto ciò che è possibile e con tutti i mezzi a diposizione.

Non è necessario che ci sia una meta oltre il limite visibile, purché si riesca a cogliere tutti i frutti del giardino,

divorandoli fine all’ultimo morso, dopo il quale lasciarsi dissolvere nel nulla, dal quale saresti uscito fuori.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Mercoledì, 22 Giugno 2022

Sei stato pensato fin dall’eternità ed è ad essa che devi tendere

Caro amico, ti sei mai chiesto come sei entrato in questo mondo?

Sei venuto dal di fuori, come un pellegrino di passaggio, o sei germogliato dalla terra alla quale ritornare?

Questo è il dilemma dinanzi al quale si trova ogni uomo, lo voglia o non lo voglia.

Nel primo caso la porta dalla quale sei entrato è quella che si spalanca sull’eternità ed è quella la meta da raggiungere e attraverso la quale uscire.

Nel secondo caso, non vi è nessuna porta, perché anche tu saresti come un fiore che spunta al mattino e muore alla sera,

senza nessuna speranza se non quella vana di trattenere l’istante che passa.

Considera se vale la pena impostare la vita perseguendo traguardi, dopo i quali devi ancora correre, proponendoti obbiettivi che si dissolvano nel cammino,

accumulare beni che dovrai lasciare insieme al sudore che ti sono costati.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Martedì, 21 Giugno 2022

Ti sei mai chiesto come sei entrato in questo mondo?

Caro amico,  ti voglio rendere consapevole che un obbiettivo da raggiungere nel viaggio della vita è necessario,

che senza una meta cammini e fatichi invano,

ma che non puoi perseguire traguardi che ti lasciano nel labirinto della finitezza, soffocante e depressivo come l’odore della morte.

Per uscire  devi trovare la porta dalla quale sei entrato e dalla quale puoi andare fuori.

L’entrata e l’uscita non hanno due porte diverse, ma una sola ed è uguale per tutti quelli che si muovono come formiche nel mare sconfinato dell’effimero.

Questo mondo, caro amico, non è un bozzolo chiuso in se stesso,

non è una monade senza porte e senza finestre, non è un oceano senza un porto dal quale si parte e al quale si ritorna.

Ti sei mai chiesto come sei entrato in questo mondo? Sei venuto dal di fuori, come un pellegrino di passaggio, o sei germogliato dalla terra alla quale ritornare?

Questo è il dilemma dinanzi al quale si trova ogni uomo, lo voglia o non lo voglia.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Lunedì, 20 Giugno 2022

Non consumare il tempo della via come un vagare inutile

Caro amico,  ti parlo di un fine ultimo, cioè di un obbiettivo che sia oltre l’oscurità del bosco, oltre l’oceano cangiante dell’effimero, oltre la falsa luce che, tramontando,  si dilegua nella tenebra della notte.

Questo è un punto nevralgico del modo con cui affrontare il viaggio della vita.

Si tratta di mettere a fuoco una meta che ti porti fuori dalla selva oscura,  che realizzi i tuoi desideri più autentici,

che ti faccia pregustare una felicità che non inganna, che ti apra spiragli di una luce che non tramonta.

Che ti serve viaggiare se poi affondi in una palude maleodorante e, al termine di tanto ansimare, ti  trovi stanco e consumato dal tempo,

ancora prigioniero di una labirinto senza uscita?

Oggi, più di ieri e dei secoli passati, gli uomini affrontano la traversata della vita senza prima scoprire quale sia il golfo di luce al quale attraccare la propria barchetta.

I più si mettono in viaggio senza sapere dove vanno. Si prefissano delle mete che sono tali sono in apparenza.

Il loro navigare è un “Odissea” che li porta da un isola all’altra, più o meno piacevole o minacciosa.

Pochi, come Ulisse, perseguono una meta che il cuore desidera, una meta dalla quale sono partiti e alla quale vogliono ritornare.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Padre-Livio-Direttore-Radio-Maria

Sabato, 18 Giugno 2022

Prima di iniziare un viaggio bisogna avere ben chiara la meta

Caro amico, la vita è stata descritta dal sommo poeta come “una selva oscura”, che diventa un labirinto inestricabile quando si smarrisce “la diritta via” (Dante Inferno, 1).

Non la puoi affrontare a cuor leggero, avanzando a tastoni, senza avere prima ben chiaro dove vuoi arrivare e predisporre le tappe del tuo itinerario.

Finiresti per perderti, aggirandoti qua e là, illudendoti di avanzare mentre ritorni sempre nel medesimo posto.

Eppure quanti intraprendono questo viaggio senza avere una meta da raggiungere che li orienti e che li motivi nella lunga traversata.

Giunge inevitabilmente il momento in cui uno si stanca, si siede e si rassegna, rinunciando ad andare oltre.

Questa caro amico è la sconfitta che incombe e che invano cercheresti di allontanare se non ti sei chiarito prima  il fine ultimo di tanta fatica e di tanto camminare.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Venerdì, 17 Giugno 2022

La vita è un cammino in una selva oscura

Caro amico, non ti è mai capitato di camminare in un bosco fitto e oscuro e di perdere il sentiero?

Prima andavi avanti tranquillo, perché ti sentivi rassicurato dal percorso che si delineava davanti ai tuoi occhi.

Eri certo che, passo dopo passo, saresti arrivato  a rivedere il cielo e a imboccare la strada principale.

Ma ecco che all’improvviso ti trovi impigliato negli arbusti e non sei più in grado di trovare la direzione giusta.

Ti muovi da una parte e dall’altra a caso, mentre la paura ti paralizza, impedendoti di ragionare.

Ti metti a gridare, nella speranza che qualcuno ti ascolti, ma invano aspetti una riposta.

Che fare? Fermarti in attesa di un aiuto o continuare a muoverti nella speranza che filtri un raggio di luce, che ti indichi dove andare?

Questo, caro amico è il cammino della vita, quando lo si incomincia senza avere ben chiara la meta e senza una bussola che ti orienti quando l’oscurità si fa impenetrabile.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Giovedì, 16 Giugno 2022

Chiediti se il tuo cammino è nella direzione giusta

Caro amico, oggi l’oscurità della menzogna incombe sull’orizzonte, la vita è stata accorciata nell’ambito  della finitezza,

lo striscione del traguardo è stato alzato sul ciglio dell’abisso,

la tua vita è stata consegnata all’abbraccio dell’inutilità e della disperazione.

Sappi però che la vita è tua e non puoi permettere che ti venga rubata, manipolata e usata per altri fini che non siamo la tua felicità.

Riprendila in mano. Chiediti chi te l’ha data, rifletti sul suo inestimabile valore, proiettala verso il traguardo di luce che ti è stato preparato fin dall’eternità.

Stai facendo un viaggio.

Ti pare saggio camminare senza chiederti prima se sei sulla direzione giusta, quella che ti conduce alla meta?

Che cosa consiglieresti a una persona che corre imperterrita su una strada che finisce in un voragine senza speranza?

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Mercoledì, 15 Giugno 2022

Chi farebbe una strada che non porta da nessuna parte?

Caro amico, oggi sono sempre più gli uomini che camminano ma non sanno verso dove.

Un velo di oscurità è calato sui loro occhi e il loro sguardo si è talmente accorciato, che non vedono oltre l’istante passeggero che si dilegua passando.

Invece di impostare la vita con l’obbiettivo di raggiungere un traguardo per il quale vale la pena fare tutti i sacrifici necessari,

la trascorrono nell’inseguimento dell’effimero da afferrare e da consumare,  incuranti del vortice del nulla che tutto consuma.

Così il viaggio diventa fine a se stesso, è una strada che porta da nessuna parte, è una fatica che si risolve in una beffa.

Chi potrebbe essere attratto da una prospettiva che questo genere, che pure si diffonde  e incanta con la sua falsa luce?

Solo l’ingannatore è in grado di architettare una truffa così plateale, che sta accecando un’intera generazione e lo spinge inesorabilmente verso il culto del nulla nel quale inabissarsi e dileguarsi.

Vostro Padre Livio