Tutela dei minori, le linee guida della commissione Pontificia

La plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori si concentra su responsabilità, coinvolgimento delle vittime e dei sopravvissuti e rafforzamento della protezione

Responsabilità, coinvolgimento delle vittime e dei sopravvissuti, rafforzamento delle strutture di protezione della Chiesa: sono stati questi i tre filoni di discussione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, che si è riunita in assemblea plenaria dal 28 settembre al 2 ottobre.

Durante l’incontro, la commissione ha anche esaminato la Terza Relazione Annuale sulle politiche e procedure di protezione delle Chiese, l’attuazione dei nuovi statuti della Commissione, le priorità regionali e la sostenibilità delle iniziative di protezione a livello mondiale.

I membri della Commissione hanno approvato, tramite referendum, l’Instrumentum laboris per la Quarta Relazione Annuale, la cui pubblicazione è prevista per il 2027.

In particolare, è stato sottolineato quanto sia cruciale che vittime e sopravvissuti partecipino al processo di relazione annuale.

La Commissione ha esaminato la fase successiva del Quadro Universale di Salvaguardia (USF) definitivo, compresi i piani per la sua diffusione e attuazione in diversi contesti ecclesiastici, con l’obiettivo di rendere le linee guida facilmente accessibili e applicabili dalle strutture regionali esistenti, così da essere meglio attuate a livello locale.

Il tema della protezione all’interno degli Istituti di Vita consacrata e le comunità religiose è stato anche oggetto di dibattito. In particolare, si è parlato delle esperienze specifiche delle donne religiose, compresi gli abusi di potere, di coscienza e di autorità spirituale, nonché gli abusi sessuali. I membri hanno anche considerato le barriere strutturali e culturali che possono scoraggiare la denuncia e complicare la possibilità di rispondere efficacemente di fronte alle denunce di abuso.

La Commissione ospiterà a Roma il secondo incontro annuale sulla prevenzione degli abusi nella vita consacrata dal 9 all’11 dicembre 2026, sul tema “Comunione, Cura e Giustizia: Relazioni Reciproche per una Missione Condivisa”. Il seminario sinodale di apprendimento riunirà circa 300 partecipanti provenienti da cinque continenti e si concluderà con un’udienza con il Santo Padre.

L’Assemblea ha inoltre affrontato la comprensione della vulnerabilità, comprese le situazioni plasmate da relazioni, circostanze e squilibri di potere che incidono sulla dignità della persona umana.

Il Gruppo di studio sulla vulnerabilità ha ricevuto il sostegno unanime per un programma di lavoro rivisto, e un compendio finale sarà presentato all’Assemblea plenaria nella sua sessione di marzo 2027 e pubblicato nel corso dello stesso anno.

Basandosi sull’importante lavoro del Gruppo di studio sugli abusi online, la Commissione ha anche ribadito il suo impegno ad affrontare la crescente sfida dello sfruttamento facilitato dalla tecnologia e degli abusi sui minori, e ha esaminato come le tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale e le

piattaforme online vengono utilizzate nella cura pastorale dei bambini e degli adolescenti, al fine di comprendere i rischi associati. Si è discusso anche di come fornire a genitori, parrocchie e istituzioni cattoliche gli strumenti necessari per affrontarli.

La Commissione ha inoltre accolto con favore una più ampia collaborazione con partner internazionali ed enti all’interno della Curia che si occupano di intelligenza artificiale, al fine di garantire che la dignità, la sicurezza e il benessere dei bambini rimangano al centro dello sviluppo e della governance tecnologica.

Durante la plenaria, si è esaminato anche l’andamento dell’iniziativa Memorare, che aiuta le Chiese povere a finanziare programmi di protezione. Nell’occasione, si è prestata particolare attenzione a definire i criteri di responsabilità e sostenibilità, nonché le modalità in cui si possa passare dalle proposte di finanziamento all’attuazione del piano in maniera adeguata secondo le culture locali.

 I membri hanno sottolineato l’importanza di monitorare i progressi e garantire un impatto efficace, sviluppando al contempo modelli sostenibili che possano attingere alle reti locali, alle partnership e a fonti di finanziamento diversificate.