“Il nostro incontro può essere inteso come un esercizio di ascolto attento di quegli echi che continuano a risuonare nella vita della Chiesa e nel cuore delle famiglie” e una “risposta ai molti echi che, come pastori, ci raggiungono da diversi ambiti della vita ecclesiale e umana”. Così il cardinale Mario Grech, segretario generale della Segreteria Generale del Sinodo, che questa mattina, 8 ottobre, ha introdotto i lavori della seconda giornata dell’incontro dedicato all’Esortazione apostolica Amoris laetitia nel decennale della pubblicazione.
Ad intervenire stamani sul tema Le famiglie oggi: realtà, bellezza e sfide, sono il cardinale Filipe Neri Ferrão, arcivescovo di Goa e Damão (India) e il professor Vincenzo Rosito, vicepreside del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II. L’incontro vede riuniti in Vaticano, da ieri fino al 14 ottobre, i capi delle Chiese orientali, i presidenti delle Conferenze Episcopali, coppie sposate e diversi esperti.
Il Vangelo voce fondante a cui la pastorale deve ispirarsi
Il cardinale Grech, fin dall’inizio del suo intervento, ricorda che “il Signore ci ha affidato una missione: annunciare la Buona Notizia e testimoniare la gioia del Vangelo in ogni tempo e in ogni circostanza”. Prima di tutto il Vangelo “non è semplicemente una voce tra le tante: è la voce fondante, alla quale ogni autentica azione pastorale cristiana deve ispirarsi”. “Ogni iniziativa pastorale, ogni discernimento, ogni proposta che formuliamo trova, in ultima analisi, la propria origine e il proprio criterio nel messaggio salvifico di Cristo”.
Ascoltare come Amoris laetitia è risuonata nella Chiese locali
Una seconda eco che – ricorda il porporato – “siamo chiamati ad ascoltare con attenzione è quella del Magistero della Chiesa e, in modo particolare, dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia”, un documento che “continua a suscitare in tutto il mondo riflessioni, approfondimenti e iniziative pastorali”.
Ricorda quindi che “a dieci anni dalla sua pubblicazione, siamo invitati ad ascoltare come questo insegnamento sinodale abbia risuonato nelle Chiese locali: i cammini intrapresi, i frutti maturati, le difficoltà incontrate e le questioni che rimangono aperte. La sua recezione ha conosciuto anche tensioni e interpretazioni differenti”. Nota, quindi, che “tutto questo appartiene alla storia che siamo qui a ripercorrere insieme, chiedendoci che cosa abbiamo imparato nel tentativo di tradurre Amoris laetitia nella pratica pastorale”.
Percorsi capaci di arricchire la comune missione
“In ogni Chiesa particolare – rileva Grech – la medesima verità del Vangelo ha ispirato risposte pastorali diverse, plasmate dai differenti contesti culturali, dalle tradizioni ecclesiali, dalle opportunità e dalle sfide. Se il messaggio rimane uno e medesimo, la sua recezione e la sua attuazione manifestano la ricchezza e la creatività dello Spirito Santo all’opera nella vita della Chiesa”. Quindi, ascoltando queste diverse esperienze, si possono “discernere percorsi capaci di arricchire la nostra comune missione”.
Le famiglie esempi di speranza anche nelle difficoltà
La terza eco che il segretario generale del Sinodo invita ad ascoltare con particolare attenzione sono “le voci delle famiglie stesse” che ci raggiungono “attraverso le esperienze concrete di mariti e mogli, genitori e figli, giovani coppie che si preparano al matrimonio, persone anziane che vivono fedelmente la propria vocazione e innumerevoli famiglie che cercano di incarnare il Vangelo nella vita quotidiana”.
Tra loro vi sono tante famiglie che sono “autentici esempi di speranza”, con il loro impegno quotidiano “nell’amarsi, nel perdonarsi, nel prendersi cura gli uni degli altri e nel ricominciare” spesso in mezzo a notevoli difficoltà. Una testimonianza, la loro, che merita di essere accolta con gratitudine. Le famiglie, infatti, “sono soggetti della missione della Chiesa, e da loro abbiamo molto da ricevere e da imparare”. “La loro esperienza può aiutarci a comprendere più profondamente come il Vangelo prenda carne nella vita quotidiana e come siamo chiamati ad annunciarlo oggi”.
Fedeltà e fragilità
Il porporato nota dunque come “fedeltà e fragilità spesso si intrecciano all’interno della stessa storia familiare” perché “anche le famiglie profondamente impegnate a vivere la propria vocazione possono attraversare momenti di incertezza, tensioni nelle relazioni, sofferenze e situazioni in cui hanno bisogno di sostegno”. Inoltre, numerose famiglie “si trovano sopraffatte dall’incertezza economica, dalle pressioni culturali e ideologiche, dalla frammentazione sociale e dall’instabilità politica, mentre altre subiscono le conseguenze devastanti delle guerre e dei conflitti armati”, che separano le persone care e costringono molti ad abbandonare le proprie case e alcune “portano pesi che sembrano troppo gravosi da sostenere”.
Domandarsi come azione pastorale possa sostenere le famiglie
“Siamo invitati – esorta il cardinale Grech – ad ascoltare anche le difficoltà che le famiglie incontrano nel loro rapporto con le nostre comunità cristiane e a domandarci come la nostra azione pastorale possa sostenerle meglio. Anche nelle situazioni segnate dall’incertezza e dalle ferite, rimane nel cuore umano un desiderio profondo: amare ed essere amati, appartenere a qualcuno, costruire relazioni stabili e un futuro segnato dalla speranza”.
Ascolto del Vangelo, del Magistero e delle famiglie
“Prestare attenzione a questo desiderio – sottolinea – può aiutarci a riconoscere come la grazia di Dio sia già all’opera nella loro vita e come il Vangelo possa parlare alle loro aspirazioni più profonde”. “Il nostro compito durante questo incontro è dunque ascoltare e, attraverso l’ascolto, imparare dall’esperienza e valutare i cammini che abbiamo percorso”. L’invito è ad ascoltare “l’eco del Vangelo, che continuamente richiama la Chiesa a Cristo”; ascoltare “l’eco del Magistero, che ci aiuta a interpretare i segni dei tempi alla luce della fede”, e ascoltare “la voce delle famiglie, le cui gioie e speranze, tristezze e angosce continuano a interpellare e a ispirare il nostro ministero pastorale”.
“In questi giorni, tutti questi echi ci raggiungeranno” attraverso i racconti e le testimonianze delle famiglie che condivideranno con noi la loro vita, coloro che offriranno le loro riflessioni e “i confratelli pastori che racconteranno l’esperienza delle loro Chiese”. L’invito del cardinale Grech è a lasciare che “le loro parole ci raggiungano e risuonino dentro di noi, prestando attenzione a ciò che, attraverso di esse, lo Spirito Santo suscita, illumina o mette in discussione, e portiamo queste risonanze nelle nostre conversazioni”.
L’ascolto condiviso approfondisca l’impegno ad accompagnare
“Possa questo ascolto condiviso approfondire la nostra comunione e rinnovare il nostro impegno ad accompagnare le famiglie con la verità del Vangelo, con compassione, sapienza e speranza”, è dunque l’auspicio conclusivo del cardinale Grech. “Possa aiutarci anche a comprendere più chiaramente le differenze e a riconoscere le questioni che richiedono un ulteriore discernimento. E possa renderci più preparati a compiere la missione che il Signore ci ha affidato e ad annunciare, insieme alle famiglie, la gioia del Vangelo”.
Farrell: riflettere su contesto della pastorale familiare
Nell’introdurre il tema di questa seconda giornata, il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ricorda le parole del Papa nel Messaggio in occasione del decimo anniversario dell’Esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia del 19 marzo 2026: “Il nostro tempo – scrive Leone XIV – è segnato da rapide trasformazioni che, ancor più di dieci anni fa, rendono necessaria una particolare attenzione pastorale alle famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo”.
“Lo scopo di questa prima giornata – evidenzia il porporato – è riflettere insieme, alla luce del Vangelo, sul contesto culturale, economico e sociale in cui si svolge la pastorale familiare”, prestando particolare attenzione alle sue implicazioni spirituali per la vita delle persone, prendendo in esame ciò che è cambiato maggiormente negli ultimi dieci anni e ciò che più spinge a ripensare il nostro modo di agire. L’invito è a condividere esempi concreti, poiché questi possono aiutare a comprendere meglio la realtà in cui vivono le famiglie, prendendo in esame le differenze tra le varie regioni del mondo, individuando al contempo ciò che abbiamo in comune. In mezzo ai cambiamenti a cui si assiste, “ci chiederemo dove possiamo trovare punti di appoggio e segni di speranza per vivere oggi il matrimonio e la vita familiare come discepoli di Cristo, crocifisso e risorto”. Si cercherà di individuare i principali ostacoli e le sfide ed esaminare con onestà le risorse disponibili nelle Chiese locali per avvicinarsi alle famiglie, per comprendere la loro vita quotidiana.
