Papa Leone XIV agli studenti delle università pontificie: “Custodite il cuore!”

L'omelia di papa Leone XIV della Santa Messa per l’inaugurazione dell’Anno Accademico delle Università Pontificie

La missione delle università pontificie è il tema portante dell’omelia di papa Leone XIV che ha celebrato la Santa Messa nel pomeriggio di oggi, nella basilica vaticana, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico.  Si sofferma sulle Letture il pontefice: inizia con la Lettera ai Galati di san Paolo nella quale l’intelligenza è “determinante per la fede e la missione”: “un appello all’intelligenza, alla memoria, al senso critico” sottolinea il pontefice. E ricorda che in “in epoca non mancano falsi maestri che volgono ai propri interessi il sentimento religioso di non pochi credenti, spingendoli spesso a radicalizzare qualche aspetto dell’insegnamento ricevuto a discapito dell’intero, che è Cristo e il suo Vangelo”.

Sottolinea poi l’importanza di porsi e porre domande, alla luce della Parola di Dio e della Tradizione della Chiesa che ha “il desiderio e la responsabilità di custodire integro il tesoro della Rivelazione e di svilupparne nei diversi contesti l’intelligenza orante, la riflessione scientifica, la mediazione culturale, la traduzione pratica” dice papa Leone XIV nella sua omelia. Una intelligenza – continua il papa – che “deve fare memoria: non semplicemente accostando dati, come un algoritmo fa ormai più rapidamente di noi, ma ricordando le esperienze vissute, con le risonanze che solo l’animo umano può provare, ed entrando più intensamente in contatto con la loro bontà”.

E, in questo processo, “occorre allora ritornare al cuore. Lì tutto è cominciato, lì è l’inizio che rimane con noi. Carissimi, custodite il cuore! Che siate studenti, ricercatori o docenti,  custodite il cuore, perché ogni età e responsabilità siano vissute “nel segno dello Spirito”” ammonisce papa Leone XIV. E poi, esorta a custodire il dono prezioso dell’amicizia, “tanto più quando è vissuta nel comune ricerca della verità in Cristo”.

Ma lo studio non deve far dimenticare i poveri, “che a volte sono quell’amico importuno, che viene a bussare di notte. Portate la vita nello studio e lo studio nella vita, secondo la logica dell’Incarnazione, fuori dalla quale tace la Rivelazione. Sì, più ci allontaniamo dalla realtà intera che il Figlio di Dio ha assunto e abitato con infinito amore, meno avere qualcosa da dire e possibilità di capire”.

Ogni persona – ricorda papa Leone XIV – nella costruzione della città di Dio sulla terra ha il suo compito: e in questo è fondamentale lavorare insieme. Infine, uno sguardo alle nuove tecnologie che diventano per la Chiesa delle sfide da affrontare anche con lo studio della Teologia: “In particolare, la Comunità ecclesiale che è a Roma, con la sua vocazione a servire l’intera cattolicità, è punto di incontro, di confronto e di reciproco arricchimento fra sensibilità, culture e tradizioni diverse, nelle quali il Vangelo dischiude i suoi inesauribili tesori”.

E, agli studenti presenti alla celebrazione, una viva esortazione: “In università, guardatevi intorno: nelle vostre aule siede il mondo. Accanto a voi studiate persone provenienti dall’Africa, dall’Asia, dall’America, dall’Europa e dall’Oceania. Non limitatevi a sedervi accanto: incontratevi, parlatevi, ascoltatevi, raccontatevi le vostre esperienze di Chiesa, pregate insieme, condividete momenti di svago, fate nascere amicizie che vi accompagneranno per tutta la vita”.