Sabato scorso l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, in Duomo ha ordinato diaconi 11 seminaristi della Arcidiocesi ambrosiana, che diventeranno sacerdoti il 12 giugno 2027, e 6 alunni del Pontificio Istituto delle Missioni Estere, 5 africani e 1 indiano.
“Celebriamo – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia – la gratitudine e lo stupore: questi uomini, adulti, consapevoli, preparati da anni di formazione e di discernimento dicono: eccomi! Sapete su quale strada dovrete camminare? Sì, lo sappiamo: è la strada di Gesù! Gesù invita stanchi e oppressi ad andare da lui”.
“Noi che siamo chiamati a portare l’invito di Gesù – ha messo in guardia – non possiamo immaginarci la popolarità e la simpatia e il successo che oggi esprimono quelli che ci vogliono bene. C’è molta gente che è stanca e oppressa e aspetta una parola di speranza: andate, chiamateli, amateli. C’è molta gente che è stanca e oppressa e non aspetta nulla e trova fastidioso che ci siano i servi del Signore inviati per chiamarli, trova antipatica la Chiesa e inaccettabile la rivelazione di Gesù: andate anche da loro, chiamateli, amateli”.
“Sarete uomini – ha concluso Monsignor Delpini – che portano il segno del crocifisso. Coloro che portano il segno sono presenti dappertutto e non si riconoscono per un qualche tratto particolare, per poteri o doti che li distinguono da tutti gli altri. Sono come tutti, ma portano il segno. È il segno glorioso e doloroso che il battesimo incide nella vita dei discepoli di Gesù. È il segno dell’appartenenza al Signore che rende i battezzati tempio dello Spirito Santo. È il segno dell’appartenenza alla Chiesa per essere pietre vive dell’edificio spirituale che lo Spirito edifica presso uomini e donne perché sia casa accogliente, fraternità ospitale, servizio condiviso. È il segno glorioso e doloroso che l’ordinazione diaconale e tra qualche mese l’ordinazione presbiterale incide nella vita, nel tempo, negli affetti dei ministri ordinati”.
