Il piano per spezzare l’Ucraina – «C’è l’ordine di ignorare le regole»

Zelensky: Putin ha dato direttive. Il documento prevede di isolare città e centrali nucleari

Il piano russo per spezzare l’Ucraina non è più un’ipotesi: il presidente Volodymyr Zelensky lo descrive al Financial Times come un cambio di regole ordinato apertamente da Vladimir Putin. Da un rifugio antiaereo dentro una scuola di Kiev colpita poche ore prima da un drone a reazione, Volodymyr Zelensky spiega che l’intelligence ucraina ha intercettato comunicazioni del Cremlino: «Putin ha detto che ora non ci sono più regole». L’ordine risale a settembre, quando Mosca ha iniziato a colpire scuole, ospedali e data center.

Il disegno è più ampio: secondo Zelensky e l’intelligence ucraina, l’obiettivo è isolare le grandi città con l’arrivo dell’inverno, colpendo gli impianti nucleari per separarli dalla rete e aumentare la pressione su Kiev affinché ceda entro l’inizio del 2027. Nel mirino Kiev, Kharkiv, Odessa e Leopoli. Alcuni funzionari vi leggono anche un secondo effetto calcolato: un nuovo flusso di rifugiati verso l’Ue, in un’Europa dove il sentimento anti-immigrazione cresce.

A completare il quadro, il New York Times ricostruisce il documento che il ministro dell’energia Denys Shmyhal ha mostrato ai partner europei a Parigi: un piano russo intercettato — datato agosto, che il Times non ha potuto autenticare in modo indipendente — per il collasso del sistema energetico con un massimo di 1.000 missili, droni e bombe. Il passaggio più allarmante riguarda le tre centrali nucleari operative: Mosca vorrebbe costringerle alla chiusura colpendo le sottostazioni che le collegano alla rete, a meno di due chilometri dai reattori. Nel piano anche attacchi al sistema idrico, mai condotti prima su vasta scala, per togliere quasi 15 gigawatt di capacità. Le fasi: sottostazioni occidentali che importano energia dall’Europa, centrali idroelettriche, poi i tre impianti nucleari. Per Kiev, Kharkiv e Odessa si prevede di tagliare del 90% elettricità e riscaldamento. Putin ha confermato pubblicamente una vasta campagna invernale, presentandola come rappresaglia per gli attacchi ucraini alle raffinerie.

Il contesto conferma la minaccia: in 24 ore la Russia ha lanciato circa 500 droni, metà a reazione, di cui l’Ucraina abbatte solo il 57% (contro l’85-90% dei convenzionali). Giovedì due droni hanno colpito un ponte della capitale e un terzo lo ha danneggiato in serata. Kiev si prepara: in agosto Shmyhal parlava di 15 gigawatt disponibili contro un picco di domanda di 18, ma pochi attacchi basterebbero a vanificare i cinque gigawatt ripristinati negli ultimi mesi. Per Olena Pavlenko del think tank ucraino DiXi Group, affrontare un altro inverno sarà come «correre una maratona con un solo polmone».

Sul piano diplomatico Zelensky spiega a El Pais che Mosca alzerà il tiro in funzione del calendario americano: «La tattica di Putin è intensificare il conflitto il più possibile, e con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato di Trump lo farà ancora di più». L’obiettivo, resta «esattamente ciò che volevano nel 2022: dimostrare che senza capitale non hai un Paese. Ma l’Ucraina non è solo la capitale, anche se questa rimane forte».

In chiusura, una svolta annunciata da Zelensky sui social: il primo impiego in combattimento del missile balistico FP-7 «Pelican» di produzione nazionale, con gittata di circa 250 km e carico di 200 chili. Non cambierà la guerra aerea, ma Fire Point sta sviluppando l’FP-9, capace di raggiungere Mosca, atteso entro fine anno.