Il Papa: “L’arte, come un’antenna, intercetta le grandi domande del cuore”

"Grazie per l’allestimento del Padiglione della Biennale di Venezia"

“La prima parola che desidero dirvi è “grazie”. Grazie per la collaborazione che negli ultimi anni avete dato alla Santa Sede, in particolare per l’allestimento del Padiglione della Biennale di Venezia e per i progetti di arte contemporanea promossi dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione”. Grazie per la fiducia con cui avete accettato di camminare accanto alla Chiesa, anche per vie nuove”. Questa mattina il Papa ha ricevuto in udienza gli artisti e i curatori dell’incontro “L’arte della possibilità: tessere insieme” promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

“Mi ha colpito anche il motto, ispirato a Santa Ildegarda di Bingen, del Padiglione veneziano di quest’anno: The Ear is the Eye of the Soul. In effetti, l’arte, come un’antenna, intercetta le grandi domande del cuore umano – a volte simili a un grido, più spesso a un sussurro – e le rende udibili, visibili, condivisibili”, dice il Papa ai presenti.

“Sant’Agostino ci ha lasciato una testimonianza immortale dell’inquietudine del cuore umano in cerca della verità. L’arte, quando è autentica, è animata da questa inquietudine. Perciò la Chiesa non ha mai considerato l’arte un accessorio. Per la Chiesa l’arte è un fondamentale luogo di ascolto, dove lasciarsi istruire sulle aspirazioni e sulle ferite dell’umanità, sulla sua sete di bellezza, di giustizia e di pace, sulla sua ricerca di senso”, continua il Papa.

“Viviamo nell’epoca dei motori di ricerca, che in un secondo ci offrono migliaia di risposte. Ma essi, per quanto potenti, restituiscono ciò che già esiste, e tendono a darci ciò che già vogliamo. Nell’età della tecnica e del consumo il grande pericolo non è più soltanto la censura, ma l’appiattimento; non solo il silenzio imposto, ma il rumore che rende impossibile ascoltare. L’arte è un altro genere di “motore di ricerca”. Non procede per indicizzazione, ma per interrogazione. La sua domanda è un’attenzione tesa, che non si accontenta della mera somma dei fatti, perché non smette di scavare più in profondità, cercando la trama che li unisce. La vostra arte, quando resiste all’appiattimento, quando rallenta lo sguardo, quando costringe a sostare davanti a ciò che non si lascia consumare, è una forma di rigenerazione culturale e spirituale”, commenta il Pontefice.

“Per tutto questo la Chiesa desidera rinnovare con gli artisti e con le istituzioni culturali un’alleanza: un’alleanza per custodire l’umano”, conclude il Pontefice.