“Siamo grati al Papa per aver dedicato l’intenzione di preghiera di ottobre alle persone che affrontano le sfide della salute mentale” e oggi, 7 ottobre, incontrandolo all’udienza generale in piazza San Pietro, “gli abbiamo raccontato la nostra lotta quotidiana contro lo stigma e la discriminazione verso chi vive situazioni di fragilità psichica”. A parlare, sono i dottori Massimo Cozza ed Emanuele Caroppo, rispettivamente direttore e dirigente del Dipartimento di salute mentale Asl Roma 2, arrivati in piazza San Pietro con il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Francesco Amato, e alcuni assistiti. Dal 1° al 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, i due medici sono impegnati nella V edizione di “RO.MENS”, un Festival della salute psichica per l’inclusione sociale contro il pregiudizio.
Portare sollievo nelle periferie esistenziali
“Abbiamo un bacino di utenza di circa 1,3 milioni di abitanti in zone di elevato disagio sociale, come il carcere di Rebibbia o il quartiere di Tor Bella Monaca — spiega Cozza — perciò sarebbe auspicabile un corretto linguaggio da parte dei media su questo fronte”. “La notizia sensazionalista che lega disagio mentale alla cronaca nera è priva di fondamento scientifico”, aggiunge. Sul modo di trattare il disagio giovanile torna anche Caroppo, secondo cui “non bisogna aumentare l’attenzione e la visibilità, ma raffinare lo sguardo e andare in profondità a forme di dolore umano, soprattutto in quelle zone compromesse dal punto di vista socio-economico e ambientale”. In questo modo, conclude lo psichiatra, queste persone hanno la possibilità di “chiedere aiuto e non essere ridotte a ciò che stanno attraversando”.
Lo stigma sugli ex-detenuti
Nell’ascoltare queste parole don Sergio Cristo, cappellano della Casa Circondariale di Arienzo, in provincia di Caserta, quasi istintivamente si introduce nel discorso. “Quello dello stigma è un grave problema che affligge anche i ragazzi che escono dal carcere: hanno quel bollino addosso di “ex” detenuti che la società affibbia per sempre”, spiega il sacerdote, ricordando che “oggi, festa della Beata Vergine Maria del Rosario, alcuni detenuti hanno avuto il privilegio di incontrare il Papa, affidandogli le proprie storie, le proprie sofferenze e le proprie speranze”.
Le parole del Papa sull’amore matrimoniale
Anche 60 membri della Youcat Foundation — provenienti perlopiù da Stati Uniti, Europa, Asia e America Latina — hanno incontrato Leone XIV all’udienza generale. Accompagnati dall’assistente spirituale, padre Joachim Moernaut, della Famiglia spirituale “L’Opera”, hanno ringraziato il Pontefice per aver scritto la prefazione del libro YOUCAT Love Forever, contenente riflessioni sull’amore, sulle relazioni e sul matrimonio alla luce della fede.
Il Papa ha voluto salutare personalmente i tanti ragazzi e ragazze con disabilità presenti in piazza e assistiti dal gruppo di volontariato sociale “Mai senza l’altro” attivo sul territorio bresciano nel creare per loro momenti in autonomia e sicurezza fuori dal contesto familiare.
Pellegrini per il Giubileo francescano
Una cinquantina di frati minori di Puglia e Molise, in occasione del Giubileo per l’VIII centenario della morte di san Francesco d’Assisi, hanno testimoniato al Pontefice l’importanza “di questa figura profetica che da otto secoli continua a interpellare le coscienze”, spiega il ministro provinciale Nicola Violante. Nella circostanza hanno donato al Vescovo di Roma una scultura in legno d’olivo in cui il Poverello e sant’Agostino sono ai piedi del Crocifisso.
Dalla Croazia, sempre per il Giubileo francescano, hanno partecipato all’udienza in circa 120 provenienti dal Santuario mariano della Madonna Miracolosa di Sinj, alla cui intercessione la tradizione attribuisce la salvezza della città dall’invasione dell’esercito ottomano nel 1715.
Un altro centenario lo hanno festeggiato i 400 fedeli della diocesi polacca di Łomża, eretta da Pio XI il 28 ottobre 1925.
Rinnovando una tradizione risalente al XV secolo poi ripresa nel 2003, stamane si è ripetuta la cerimonia della donazione al Papa del sale della città di Cervia: lo hanno portato a piedi, attraverso l’antica via Romea.
