Mostra fotografica di Radio Maria – Foggia

La mostra fotografica itinerante di Radio Maria è giunta a Foggia!

Venite a trovarci presso la Chiesa di Gesù e Maria, in Piazza Giordano 2, dal 5 Ottobre.

Clicca qui per scoprire tutti i dettagli e per avere informazioni riguardo eventuali prenotazioni di gruppi e scuole.

Messaggio del 04 Ottobre 2019

Video, foto e audio esclusivi da Medjugorje Messaggi speciali Medjugorje apparizioni straordinarie

Messaggio del 04 Ottobre 2019 rivolto al resto del Mondo attraverso il veggente Ivan di Medjugorje.

“Cari figli, anche oggi vi invito in modo particolare al rinnovamento della preghiera familiare. Pregate, cari figli, e crescete nella santità. Affinché la vostra santità sia completa, pregate! Lasciate la transitorietà del mondo, poiché essa vi allontana dall’amore di mio Figlio. Egli vi ama, ed io con quell’amore vi guido a lui. Pregate, siate perseveranti nella preghiera! Sappiate, cari figli, che quando attraversate i momenti per voi più difficili, sono con voi, vi sono vicina! Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

 

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)

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Il Paradiso è un dono di Gesù Crocifisso

Cari amici, Il dono del paradiso è strettamente connesso al mistero della croce. Si tratta di uno dei passaggi più commuoventi dei vangeli. Nel momento in cui il mondo incredulo oltraggia e deride Gesù in croce, Egli promette il paradiso a uno dei ladroni crocifissi con lui. Si tratta di un evento decisivo nella storia dell’umanità, che capovolge la situazione di perdizione nella quale gemeva fin dalle origini.

“Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “ Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno. Poi dividendo le sue vesti le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: “Ha salvato gli altri! Salvi se stesso, se lui è il Cristo di Dio, l’eletto. “ Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: “ Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso”….”Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “ Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”. L’altro invece lo rimproverava dicendo: “ Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. E disse: “ Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso” (Lc 23, 33-43).

In questo quadro mirabile è sintetizzata l’opera della redenzione: Chi l’ha realizzata e a quale prezzo; la sua portata veramente divina; la sua estensione universale; la responsabilità umana nell’accoglierla. Al centro si innalza l’albero della croce, sul quale Gesù è inchiodato. Al culmine del suo sacrificio il Figlio di Dio promette per quello stesso giorno il paradiso a un peccatore che si apre alla fede. Il paradiso è un dono del crocifisso. Per farne parte è necessaria la fede e il pentimento.

Il Paradiso ci è stato meritato da Gesù Cristo con la sua vita, passione e morte. Tuttavia questo dono immenso di amore deve essere accolto. I due malfattori crocifissi con Gesù, osserva S. Agostino, sono il simbolo dell’umanità che si apre alla grazia della vita eterna e che la rifiuta. Né il paradiso né l’inferno sono imposti. Sono una libera  scelta dell’uomo.

Vostro Padre Livio

 

Sua Eminenza il Cardinal Ernest Simoni in visita oggi a Radio Maria Italia

Oggi, Giovedì 03 Ottobre 2019, Radio Maria ha avuto l’onore di ricevere la visita di Sua Eminenza il Cardinal Ernest Simoni.

Padre Livio Lo ha ospitato questa mattina alle 09.45 per un’intervista da non perdere e al termine della quale, il Cardinal Simoni ha dato la Sua benedizione a tutto lo Staff di Radio Maria.

Cliccando qui trovate il file audio dell’intervista, mentre di seguito vi lasciamo il video della diretta ed alcune fotografie scattate durante questo meraviglioso incontro.

 

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"Figli miei, la vita terrena è la via verso l'eternità" (2 Ottobre 19)

Cari amici, in un passaggio storico drammatico, che vede il dissolvimento della fede, la Madonna è inviata dal Padre celeste per aiutarci a scoprila di nuovo, affinché possiamo comprendere qual è lo scopo della vita qui sulla terra. La vita non è un’esperienza fugace, che viviamo in un frammento di tempo, per poi ritornare nel nulla, come molti oggi pensano, perché hanno perso la fede.

La vita qui sulla terra è un pellegrinaggio che ci conduce alla grandezza della vita celeste. La vita sulla terra non si esaurisce nell’orizzonte della finitezza, ma è un cammino verso l’eternità, che noi percorriamo al seguito Gesù Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita.

La Madonna è qui da così tanto tempo grazie all’amore del Padre celeste, per prenderci per mano e incamminarci con Lei verso suo Figlio. La Madre sa che molti si sono persi per strada e che vagano qua e là, dietro le false luci della mondanità. Per questo ci ammonisce dicendo che “una sola è la fonte alla quale potete bere, la fiducia nel Padre celeste, la fiducia nel suo amore”. Infatti, se noi ci abbandoniamo completamente alla sua volontà “tutto ciò che è meglio per voi, tutto quello che porta alla vita eterna, vi sarà dato”. Perché dunque dovremmo temere?

Sperimentando l’amore del Padre celeste, anche noi comprenderemo che la vita non si realizza nell’egoismo, ma nel dono di se stessi. La testimonianza dell’amore da parte nostra toccherà il cuore dei non credenti, che avranno il desiderio di conoscere Gesù e così noi diventeremo i veri apostoli di Maria.

L’esortazione finale è il cuore di tutti i messaggi della Regina della pace: “Adorate mio Figlio insieme a me, e amatelo al di sopra di tutto. Cercate di vivere sempre nella sua verità”

Vostro Padre Livio

Messaggio del 2 Ottobre 2019

Messaggi Medjugorje 2 del mese apparizione MIRJANA

Messaggio del 2 Ottobre 2019 rivolto al resto del Mondo attraverso la veggente Mirjana di Medjugorje.

“Cari figli, la volontà e l’amore del Padre Celeste fanno sì che io sia qui in mezzo a voi, per aiutare con materno amore la crescita della fede nel vostro cuore, in modo che possiate davvero capire lo scopo della vita terrena e la grandezza di quella celeste.

Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità, verso la verità e la vita: verso mio Figlio. Per quella via voglio condurvi. Voi, figli miei, voi che avete sempre sete di maggior amore, verità e fede, sappiate che solo una è la fonte da cui potete bere: la fiducia nel Padre Celeste, la fiducia nel suo amore.

Abbandonatevi completamente alla sua volontà e non temete: tutto ciò che è il meglio per voi, tutto quello che vi porta alla vita eterna, vi sarà dato! Comprenderete che lo scopo della vita non è sempre volere e prendere, ma amare e dare; avrete la vera pace ed il vero amore, sarete apostoli dell’amore.

Col vostro esempio, farete sì che quei miei figli che non conoscono mio Figlio ed il suo amore vogliano conoscerlo. Figli miei, apostoli del mio amore, adorate mio Figlio insieme a me, ed amatelo al di sopra di tutto. Cercate sempre di vivere nella sua verità.

Vi ringrazio!”.

 

 

Senza Dio non c’è futuro

Padre Livio Fanzaga Radio Maria editoriale

2 Ottobre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.

Clicca qui per leggere la traccia scritta.

 

Aggiornamento dei programmi

Clicca qui per scoprire in anteprima la programmazione mensile!

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

In Gesù Cristo gli uomini trovano quel Dio del quale sono da sempre in attesa, che cercano a tentoni fra ombre e immagini, e senza il quale la loro vita precipiterebbe nelle tenebre e nella schiavitù del male. In Gesù Cristo non solo essi raggiungono Dio, ma Dio raggiunge loro. Essi lo trovano come il Salvatore della loro povera vita, corrosa dal peccato, lacerata da infinite angosce e sofferenze, divorata ogni giorno dalle fauci della morte. Trovano Dio che ha patito al loro posto e a loro favore, per liberarli dal peccato, per donare loro la grazia del perdono, la pace del cuore, la pienezza dell’amore.

In Gesù Cristo gli uomini trovano la luce, la verità, la guarigione, la speranza, la felicità e l’immortalità. Tutto ciò che gli uomini cercano, lo trovano nel Verbo incarnato e tutto ciò che Dio vuole donare loro l’hanno in pienezza dal Cuore del suo Unigenito che si è fatto carne.

Fuori di Gesù Cristo la vita umana rimane indecifrabile, ma soprattutto rischia di apparire una maledizione. Senza la salvezza che viene da lui, quale significato avrebbe la nostra esistenza? Tutto ciò che l’uomo dal profondo del suo cuore desidera, come potrebbe ottenerlo? Dove dovrebbe cercarlo? Esistono delle alternative? Non esistono alternative a Gesù Cristo. Nessun altro degli uomini è Dio fatto uomo. Nessun altro è il Salvatore e il Redentore. Nessun altro è vivo oggi e operante nei cuori.

Coloro che stanno silenziosamente apostatando dal Figlio del Dio vivente, dove stanno andando?
Quale altra verità hanno trovato? Quale felicità hanno sperimentato? Galleggiano come bottiglie vuote sui flutti di un mare in tempesta. Approderanno al golfo di luce dell’eternità?

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

croce al tramonto

Cari amici, “Se Dio non esistesse, che senso avrebbe la vita?” Questo interrogativo ritorna spesso e giustamente nel dibattito filosofico e religioso, specialmente oggi, quando una visione intra-mondana della vita, che riduce l’uomo al livello di un animale, sia pure civilizzato, ha aggravato la situazione esistenziale di molti che, per nulla appagati dalle cose materiali, si sentono sempre più angosciati e sull’orlo della disperazione.

Tuttavia, la formulazione più esatta dell’interrogativo invece dovrebbe essere: “Senza Gesù Cristo, che senso avrebbe la vita?”. Infatti, dopo l’evento dell’incarnazione, che è il momento culminante della manifestazione di Dio al mondo, non è possibile parlare di Dio senza fare riferimento a Gesù Cristo. Egli è il Verbo del Padre che si è fatto uomo, Dio tra noi, Dio dal volto umano, divenuto visibile e palpabile, come amava esprimersi S. Ireneo di Lione.

Che significato ha per la vita umana il fatto che Dio si sia incarnato, che abbia patito, che sia morto, che sia risuscitato e che cammini con noi fino alla fine dei secoli, quando verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti e per riconsegnare tutta la creazione al Padre? Non vi è dubbio che, alla luce della fede, Gesù Cristo, il Figlio del Dio vivente, sia la soluzione radicale, piena ed unica all’interrogativo riguardante il senso della vita.

Non si comprende infatti il mistero dell’uomo se non nella prospettiva dell’incarnazione. L’essere umano infatti, grazie alla sua anima è una radicale apertura all’Assoluto. L’uomo non solo è “capace di Dio”, come afferma il catechismo, ma  è anche intimamente orientato a lui. L’incarnazione è senza dubbio è un evento soprannaturale di grazia, ma è come se l’uomo ne fosse da sempre in attesa. Infatti, afferma l’apostolo Paolo, “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” ( Colossesi, 1,16).

Questo significa che tutta la creazione, che culmina nell’uomo, è stata pensata da Dio in vista dell’incarnazione e della glorificazione in Gesù Cristo.  Egli è la chiave di interpretazione dell’universo e della nostra vita. In lui confluiscono l’inizio e la fine, il passato e il futuro, il tempo e l’eternità. L’incontro nella fede con Gesù Cristo è l’evento grazie al quale la vita di ogni uomo trova la sua pienezza.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Cari amici, da quando il Figlio eterno del Padre si è fatto uomo, invano gli uomini cercano Dio altrove. Egli, nel mistero della sua intimità, è accessibile solo attraverso la santa umanità del Verbo incarnato. In modo particolare noi cristiani non potremmo immaginare che Dio sia fuori di Gesù o qualcuno diverso da Gesù. Egli è la suprema manifestazione di Dio. In Gesù abita la pienezza della divinità. (Efesini, 2,9). Dopo l’incarnazione l’itinerario degli uomini verso Dio passa attraverso la persona di Gesù Cristo.

Tutto ciò che di più bello la Sacra Scrittura ha detto di Dio, affermando che è la Luce, la Verità, la Bellezza, la Bontà e l’Amore, la Misericordia, Gesù lo ha attribuito a se stesso. E’ in Gesù che Dio si fa manifesto e si fa trovare da coloro che lo cercano con cuore sincero. Immaginare di scandagliare i misteri della divinità senza fare riferimento a Gesù Cristo, significa ignorare la rivelazione cristiana. Non vi è dubbio che per tutti gli uomini, ma in modo speciale per i cristiani, vi sia una sola via che porta al Padre.

Anche per quanto riguarda l’accesso al mistero trinitario, non vi è altro mezzo che non sia il Verbo Incarnato. Non si può entrare in comunione col Padre e con lo Spirito Santo se non si è uniti a Gesù Cristo.  Ogni immersione nell’oceano di amore trinitario è possibile solo divenendo “figli nel Figlio”. La vita di fede del cristiano deve dunque orientarsi decisamente su Gesù Cristo. In Lui la natura divina e la natura umana sono unite nella persona del Verbo.

E’ illusorio pensare di conoscere il volto autentico di Dio al di fuori del mistero dell’incarnazione. Noi abbiamo conosciuto Dio nel suo incommensurabile amore quando si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria. E’ indispensabile che il cristiano orienti la sua vita di fede e il suo cammino spirituale su Gesù Cristo. In lui troverà Dio, l’Assoluto che il suo cuore desidera. In questo incontro ogni dubbio di fede svanirà, perché nessuna esperienza umana è più vera e più appagante del vincolo di amicizia eterna col Figlio del Dio vivente e nostro fratello.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Cari amici, gli Apostoli hanno creduto nella divinità di Gesù già prima della sua Resurrezione. La persona del Maestro è apparsa credibile ai lor occhi. Pur nella condivisione dei limiti della nostra natura umana, Egli mostrava una dimensione divina. Credere alla sua testimonianza, inaudita e, per la mentalità ebraica, anche blasfema, non poteva che essere opera dello Spirito Santo. Nel medesimo tempo era anche una decisione della libera volontà, sorretta dalle considerazioni di una ragione senza pregiudizi, che riteneva la testimonianza di Gesù su se stesso sincera e credibile.

Gli apostoli non si sono “inventati” la divinità del Cristo, per auto-consolarsi dopo la sua morte. Se non avessero incontrato il Risorto non avrebbero certo trovato la forza per affrontare tutti, nessuno escluso, fatiche e persecuzioni e infine il martirio. Essi hanno creduto prima della morte di Gesù alla sua divinità. Il loro cammino di fede è stato progressivo, oscuro, non esente da tentennamenti, ma alla fine vittorioso, nonostante la prova tremenda della passione, quando la loro fede è stata scossa fin dalle fondamenta.

Questa decisione degli apostoli di fronte alla persona di Gesù è quella che ogni uomo deve compiere per diventare cristiano. E’ il passo coraggioso della fede, con il quale l’uomo  decide del suo destino eterno: “Chi crederà sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” (Marco, 16,16). Queste parole di Gesù hanno un valore eterno e risuonano solenni anche in questo nostro tempo, quando il tradimento della fede si consuma silenziosamente in tanti cuori. “Un uomo che dice di essere Dio?” si chiedono increduli e ironici. “Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?” (Giovanni, 6,60).  “Ha un demonio”, “Bestemmia!”, “E’ fuori di sé!”, dicevano.

Che cosa hanno ottenuto costoro? Hanno avuto successo coloro che in diverse epoche della storia hanno “programmato” la “soluzione finale” del cristianesimo? Gesù Cristo invece è più vivo che mai e tutti coloro che credono in lui sanno che lui solo ha parole di vita eterna. Quando gli uomini penseranno di poterlo finalmente eliminare, lo vedranno venire sulle nubi del cielo, in potenza e gloria grande a giudicare la terra intera.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Cari amici, ancora un volta la Regina della pace ci invita alla recita del Santo Rosario per le sue intenzioni. Indubbiamente vi è un riferimento al mese di Ottobre, che ricorda l’ultima apparizione della Madonna a Fatima, dove è apparsa come la Regina del Santo Rosario. In questi decenni delle sue apparizioni la Madonna ci ha esortato alla recita del Rosario nei momenti più difficili, come arma contro satana. Lo ha fatto anche ultimamente attraverso Ivan, rivelando il piano del principe di questo mondo sull’umanità “che è ogni giorno più lontana da Dio e, invece di Dio, mette al primo posto se stessa” (dal messaggio della Regina della pace del 17 Settembre).

La Madonna ci invita non solo a pregare, ma anche a meditare i misteri del Rosario, nei quali è racchiusa l’opera della redenzione, in modo tale che, guardando a Gesù, anche le gioie e i dolori della nostra vita vengono santificati, diversamente vivremmo nell’oscurità e i nostri interrogativi rimarrebbero senza risposte. Meditando i misteri si rinnova la fede e si ha la forza di mettere la nostra vita nelle mani di Dio, come ha fatto Pietro quando, per la grazia dello Spirito Santo, ha riposto alla chiamata di Gesù.

La Madonna, come sempre, ci invita alla testimonianza, vivendo “l’amore col quale di giorno in giorno Dio vi avvolge con la mia presenza”. Chi avrebbe potuto trovare un’espressione più bella se non la Madonna stessa? La chiusura del messaggio è antica e sempre nuova: aprire il cuore all’amore di Dio e pregare con fede. “La forza della preghiera detta a partire dal cuore, di una preghiera potente e colma di amore, cambia il mondo” (dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje del 2 Settembre).

 

Vostro Padre Livio

Messaggio del 25 Settembre 2019

Messaggi Medjugorje 25 del mese apparizione MARIJA

Messaggio del 25 Settembre 2019 rivolto alla Parrocchia attraverso la veggente Marija di Medjugorje.

 

“Cari figli!

Oggi vi invito a pregare per le mie intenzioni affinché possa aiutarvi.

Figlioli, pregate il rosario e meditate i misteri del rosario perché anche voi nella vostra vita passate attraverso le gioie e i dolori.

In questo modo trasformate i misteri nella vostra vita perché la vita è un mistero finché non la mettete nelle mani di Dio.

Così avrete l’esperienza della fede come Pietro che ha incontrato Gesù e lo Spirito Santo ha riempito il suo cuore.

Anche voi, figlioli, siete invitati a testimoniare vivendo l’amore con il quale di giorno in giorno Dio vi avvolge con la mia presenza.

Perciò, figlioli, siate aperti e pregate col cuore nella fede.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 

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E’ satana il pericolo, non il riscaldamento globale

Padre Livio Fanzaga Radio Maria editoriale

25 Settembre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Cari amici, è attraverso la professione di fede nella divinità di Gesù Cristo che si diventa cristiani.
Chi esita, non entra nel cristianesimo; chi vacilla, rischia di uscirne fuori; chi non si sente di farla, non ha la fede. Dalla fede in Gesù Cristo Figlio di Dio deriva poi l’accettazione di tutto il vangelo, in ogni sua parola, perché a parlare non è un uomo, ma il Verbo stesso di Dio. Tutte le altre verità di fede provengono da questa radice senza la quale finirebbero per appassire e morire.

La decisione con la quale si crede in Gesù Cristo Figlio di Dio e si diventa cristiani  è un dono di grazia. Essa non è frutto “della carne e del sangue”, non è cioè alla portata delle forze della natura umana, ma  è una rivelazione del Padre celeste. Tuttavia anche in questo passaggio così arduo e oscuro della fede la ragione conserva la sua funzione. Pietro aveva delle “ragioni” per credere che Gesù era il Figlio di Dio?
Ci sono certamente delle “ragioni”, sia per lui come per noi.

La prima e la più importante è la stessa testimonianza di Gesù. Egli infatti aveva gradualmente ma decisamente introdotto i suoi apostoli nella conoscenza del mistero della sua persona. Aveva moltiplicato i pani e aveva risuscitato i morti. Aveva placato le tempeste e aveva cacciato i demoni. Aveva rimesso i peccati e si era proclamato padrone del sabato. L’interrogativo di Pietro e degli altri apostoli era dunque se Gesù fosse credibile nella sua attribuzione di una dignità divina.

Gli apostoli hanno condiviso la vita quotidiana con Gesù. Lo hanno visto nella sua umanità, in tutto simile a noi fuorché nel peccato. Hanno dunque potuto vedere quello che Gesù ha in comune con noi e ciò che lo rende radicalmente diverso. La diversità di Gesù Cristo sta innanzi tutto nella sua sublime santità. Hanno visto risplendere in Gesù non una santità umana, che non è mai immune da ombre, ma una santità divina, oltre qualsiasi nostra comprensione. Il segno della santità è certamente quello che più ha colpito gli apostoli, i quali potevano vedere Gesù negli aspetti più umili della vita di ogni giorno.

Accanto alla santità, e certamente non minore, vi è il segno di una sapienza eccelsa, della quale i vangeli ci hanno lasciato una perenne testimonianza. Esiste opera umana che sia paragonabile per sapienza al vangelo? Infine la potenza di miracolo che Gesù esercita in nome proprio, dimostrandosi Signore della natura, come mai nessuno prima aveva operato.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Cari amici, quando nei vangeli si parla di fede, l’occhio è rivolto alla persona di Gesù. La fede nella sua parola e nei suoi miracoli conducono necessariamente alla sua persona. In questo senso il momento culminante della formazione degli apostoli da parte del Maestro è la professione di Pietro a Cesarea di Filippo.  Gesù pone la domanda che gli sta a cuore e che costituisce il centro focale del vangelo: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” (Matteo, 16,13). E’ la domanda chiave della nuova fede cristiana.

Gesù non interroga i suoi apostoli sulla loro fede in Dio o sul loro zelo nel mettere in pratica la legge.  L’interrogativo va diritto al mistero della sua persona. “La gente”, ossia coloro che non hanno avuto la grazia della fede, giudica Gesù allo stesso modo di molti nostri contemporanei: un profeta, da affiancare ai più grandi di Israele, come Giovanni il Battista, Elia, Geremia. Oggi lo si colloca nella galleria dei fondatori delle varie religioni. Si tratterebbe comunque di un uomo, benché la sua testimonianza sia ben diversa.

Il Maestro tuttavia incalza e si rivolge direttamente agli apostoli per sapere se essi sono entrati nella luce della rivelazione evangelica. “Voi chi dite che io sia?”, chiede loro. Questo è l’interrogativo cristiano fondamentale. Da questa risposta dipende se una persona ha fatto il passo decisivo. Questa è la domanda che ogni cristiano dovrebbe porre a se stesso, per verificare lo stato della sua fede.  La risposta di Pietro è quella che fonda il cristianesimo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

Pietro non è il primo a credere. Prima della sua emerge, in tutta la sua luce fulgidissima, la professione di fede di Giovanni il Battista (Giovanni, 1,29). In assoluto la fede cristiana si è accesa per la prima volta nel cuore della Vergine Maria, nel momento dell’Annunciazione, quando l’Ancella del Signore diviene la Madre del Verbo Incarnato. Tuttavia la professione di Pietro ha un valore particolare, perché è su di essa che Gesù fonda la sua Chiesa: La scelta di Pietro come capo della Chiesa è dipesa dalla sua professione di fede. La Chiesa è fondata su questa professione di fede in Gesù Cristo Figlio del Dio vivente. Il compito fondamentale dei successori di Pietro è di ripeterla in tutta la sua forza e grandezza, fino alla fine dei secoli.

Vostro Padre Livio

“Inginocchiatevi dinanzi a mio Figlio”

Padre Livio Fanzaga Radio Maria editoriale

23 Settembre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Cari amici, Gesù non interroga gli apostoli sulla loro fede in Dio, ma sulla fede nella sua divinità.  Essi erano dei credenti in Dio. Chi potrebbe dubitarne? Il Cristianesimo dà per presupposta la fede in Dio, anzi la coltiva, ma in modo tale che non divenga una chiusura alla rivelazione del suo mistero. Gesù ha chiamato gli apostoli e li ha trattenuti vicino a sé, concedendo loro di condividere la sua vita, per condurli lungo un itinerario che andava ben oltre la loro fede tradizionale. L’obbiettivo del Maestro non era tanto quello di insegnare loro una nuova dottrina, quanto di svelare agli occhi della loro mente il mistero abissale della sua persona.

Non è un caso che il rimprovero più ricorrente di Gesù nei loro confronti era quello di essere “uomini di poca fede”. Forse non credevano in Dio? Certo che ci credevano! Il rimprovero di Gesù, prima e dopo la sua resurrezione, riguarda la loro incertezza nel camminare su un terreno completamente nuovo, che era quello della fede nel “Figlio del Dio vivente”.

Quando nei vangeli si parla di fede, l’occhio è rivolto alla persona di Gesù. La fede nella sua parola e nei suoi miracoli conducono necessariamente alla sua persona. In questo senso il momento culminante della formazione degli apostoli da parte del Maestro è la professione di Pietro a Cesarea di Filippo.  Gesù pone la domanda che gli sta a cuore e che costituisce il centro focale del vangelo: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” (Matteo, 16,13). E’ la domanda chiave della nuova fede cristiana.

Gesù non interroga i suoi apostoli sulla loro fede in Dio  o sul loro zelo nel mettere in pratica la legge.  L’interrogativo va diritto al mistero della sua persona. “La gente”, ossia coloro che non hanno avuto la grazia della fede, giudica Gesù allo stesso modo di molti nostri contemporanei: un profeta, da affiancare ai più grandi di Israele, come Giovanni il Battista, Elia, Geremia. Oggi lo si colloca nella galleria dei fondatori delle varie religioni. Si tratterebbe comunque di un uomo, benché la sua testimonianza sia ben diversa.

Il Maestro tuttavia incalza e si rivolge direttamente agli apostoli per sapere se essi sono entrati nella luce della rivelazione evangelica. “Voi chi dite che io sia?”, chiede loro. Questo è l’interrogativo cristiano fondamentale. Da questa risposta dipende se una persona ha fatto il passo decisivo. Questa è la domanda che ogni cristiano dovrebbe porre a se stesso, per verificare lo stato della sua fede.  La risposta di Pietro è quella che fonda il Cristianesimo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

Vostro Padre Livio

 

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Video, foto e audio esclusivi in tempo reale da Medjugorje

Cari amici, il vero problema che il cristianesimo deve affrontare oggi non è tanto la diffusione di una visione atea della vita, quanto quell’apostasia silenziosa che allontana molti cristiani dalla fede in Gesù Cristo  e dall’appartenenza alla Chiesa, che è il suo corpo. Che cosa rimarrebbe del Cristianesimo senza la fede in Gesù Cristo Figlio di Dio e unico Salvatore del genere umano? Solo un cumulo di macerie. A questo riguardo va considerato il contesto in cui il Cristianesimo è nato. Esso è sorto su un terreno fortemente religioso. Chi può dubitare che coloro che hanno decretato la morte di Gesù non credessero in Dio? Anzi, nel loro accecamento, lo hanno ucciso credendo di dare gloria all’Altissimo.  Un ateo come Pilato, voleva liberare Gesù. La folla, aizzata dai capi religiosi, invece gridava il “Crucifige”.

Non bisogna mai dimenticare che Gesù Cristo è stato perseguitato da chi credeva in Dio, perché a loro giudizio “bestemmiava” in quanto, essendo un uomo, si faceva Dio (Giovanni, 10,33). Una religione così importante e diffusa come l’Islam conserva oggi il medesimo giudizio del Sinedrio di Gerusalemme nei confronti della testimonianza di Gesù Cristo. Il Cristianesimo, in ciò che è la sua professione fondamentale di fede, è considerato una bestemmia.

Questa opposizione, diffusa, persistente e ineliminabile, nei confronti di ciò che è l’essenza del Cristianesimo non ci deve meravigliare e tanto meno scoraggiare. Al contrario ci deve aiutare a capire meglio che il vangelo è davvero “scandalo” per chi non ha il dono della fede. Credere che Dio si è fatto uomo ed è morto sulla Croce per la nostra salvezza non è come credere che Dio esiste. Credere che Dio ha parlato per mezzo di Mosé o di Maometto è radicalmente diverso che credere che Gesù è il Verbo eterno del Padre che si è fatto uomo.

Certo, pervenire alla convinzione che Dio esiste è un valore, ma strettamente parlando non c’è bisogno della grazia. Per aderire a una religione che non sia quella cristiana non è necessaria la grazia soprannaturale. Al contrario per credere nel mistero divino di Gesù Cristo è necessaria la grazia. Nessuno perviene alla fede in Gesù se il Padre non lo attira (Giovanni, 6.38). Solo la fede cristiana è opera della grazia. Esige però una decisione coraggiosa, che supera ogni umana ragionevolezza, ma che tuttavia non è contro la ragione e soprattutto non mortifica i desideri profondi del cuore.

Vostro Padre Livio