30 Ottobre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.
Io sono il Signore tuo Dio: Non avrai altro Dio al di fuori di me
30 Ottobre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.
In paradiso le anime pregano per tutti noi
Cari amici la Chiesa gloriosa in paradiso, benché il suo sguardo sia fisso in Dio, non dimentica affatto la Chiesa pellegrinante sulla terra e quella che si purifica nel purgatorio. Un unico vincolo di amore unisce tutti coloro che si sono aperti alla grazia della redenzione. Gli angeli e i beati partecipano attivamente all’opera della salvezza che Gesù Cristo ha realizzato, ma che ogni uomo deve fare propria con la sua libera volontà. Sulla terra, fino alla fine dei secoli, si combatte l’interminabile battaglia che vede, da una parte, la Donna vestita di sole e, dall’altra, il dragone infernale. Gli uomini sono al centro di questo combattimento spirituale e ognuno ne determina l’esito con la salvezza o la perdizione della propria anima. I beati non si limitano certo ad osservare passivamente lo scenario drammatico della storia umana. Essi, con Cristo e la Vergine Maria, partecipano attivamente per orientarne le sorti.
Ciò avviene in primo luogo con la preghiera di intercessione a favore dei fratelli che sono esposti alle insidie, alle seduzioni e alle persecuzioni del mondo e del maligno. In unione con Cristo, che intercede incessantemente presso il Padre (cfr Eb 7,25) e alla Vergine Maria, la moltitudine degli eletti accompagna le vicende della Chiesa e di ogni singola anima con la preghiera di intercessione.
Gesù stesso sottolinea questa partecipazione corale del cielo alle vicende spirituali degli uomini: “Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione” (Lc 15, 7).
Vostro Padre Livio
Dal cuore dei Beati si eleva un “grazie” eterno
Cari amici, per il mese di Novembre continuiamo le nostre riflessioni sulla vita eterna, che Dio ha preparato a tutti coloro che lo amano e alla quale dobbiamo tendere con tutte le nostre forze.
In paradiso insieme all’adorazione e alla lode sale all’Onnipotente l’inno di ringraziamento per il mirabile piano della creazione e della redenzione, che ha elevato la natura umana fino a divenire partecipe della natura divina. Nella contemplazione di Dio faccia a faccia comprendiamo la grandezza incommensurabile dell’uomo, creato “capace di Dio” e che cosa significhi l’unione con Gesù Cristo, grazie alla quale siamo divenuti figli ed eredi. “Eredi di Dio, coeredi di Cristo” (Rm 8,17).
L’amore prodigo e senza confini di Dio Creatore, di Cristo Redentore e dello Spirito Santificatore si manifesterà agli occhi dell’anima resi finalmente capaci di contemplarlo. Se qui sulla terra ci riempie di stupore la Divina Misericordia, tanto da far esclamare a Santa Caterina da Siena che Dio è pazzo d’amore per le sue creature, quale non sarà in cielo la nostra ammirazione per l’opera di Dio e la gratitudine per ciò che ha fatto per noi, creature fragili e infedeli?
In cielo si eleva dai cuori un “grazie” eterno per ciò che Dio ha osato fare, rendendo partecipi della sua gloria le moltitudini dei peccatori. Il ringraziamento è un inno che coinvolge tutte le creature, chiamate dal nulla all’essere, dal peccato alla grazia, dalla caducità alla salvezza, ma riguarda anche ognuno personalmente. Ogni anima è stata beneficata in una misura che gli occhi della carne non potevano vedere, ma che in cielo si rivela nella sua unicità. Da ogni cuore sale anche un grazie speciale, perché ognuno è stato guardato, protetto e aiutato da Dio come se fosse la pupilla del suo occhio.
Vostro Padre Livio
Cari amici, anche nel suo ultimo messaggio la Madonna è instancabile nell’invitarci alla preghiera.
Non potrebbe essere diversamente perché nella preghiera incontriamo Dio che è la luce che ci illumina, l’amore che ci riscalda, la forza che ci sostiene, il balsamo che guarisce le nostre ferite.
La preghiera non è un esercizio per specialisti. Dobbiamo solo aprire il cuore e lasciare che Gesù entri nella nostra vita, lasciare che ci guardi, permettere che ci abbracci, gioire nel sentirci stringere al suo cuore. La preghiera è il sollievo del perdono, è il conforto di Dio ci ascolta, è la dolcezza della sua amicizia. La preghiera è il respiro della nostra anima, il pane che ci nutre, l’acqua che disseta.
Tutti possiamo pregare, tutti dobbiamo pregare se vogliamo che la nostra vita non si dissolva nella polvere. Chi prega non è mai solo, ma gode di una compagnia che supera ogni comprensione. Chi prega conosce Dio e si abbandona totalmente a Lui. Dio a sua volta si prenderà carico della sua vita e la porterà in salvo nella gioia del suo Regno.
Vostro Padre Livio
Messaggio del 25 Ottobre 2019 rivolto alla Parrocchia attraverso la veggente Marija di Medjugorje.
“Cari figli!
Oggi vi invito alla preghiera. La preghiera sia il balsamo per la vostra anima perché il frutto della preghiera è la gioia, il dare, il testimoniare Dio agli altri attraverso le vostre vite. Figlioli, se vi abbandonate completamente a Dio, Lui si occuperà di tutto, vi benedirà e i vostri sacrifici avranno senso. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
LEGGI E ASCOLTA IL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE “Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)
In paradiso risuona l’adorazione e la lode
La preghiera che la moltitudine dei beati rivolge al Padre per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo è un inno di amore che racchiude tutte le note distintive della preghiera.
Dai cori celesti sale l’adorazione e la lode a Colui che è Santo, al Signore Dio, l’Onnipotente, creatore di tutte le cose: “Tu sei degno, o Signore, e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, per la tua volontà esistevano e furono create” (Ap 4,11).
La medesima adorazione viene rivolta anche al Verbo incarnato, che ha redento il mondo col suo sacrificio: “L’Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione” (Ap 5,11). L’onda inarrestabile della preghiera travalica i cieli, scende sulla terra e abbraccia l’intera creazione: “Tutte le creature nel cielo e sulla terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano: “A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli” (Ap 5,12).
Vostro Padre Livio
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (A Mirjana 2 Ottobre, 2019)
In Paradiso c’è la pienezza dell’amore
Cari amici, “In Cielo c’è la gioia”, ha detto la Regina della pace. La sorgente inesauribile della gioia del paradiso è l’amore di Dio riversato nei nostri cuori. L’uomo è stato creato per conoscere e amare Dio. Finché non raggiunge il fine per il quale è stato creato vive in una situazione esistenziale precaria. Le gioie terrene, anche quelle sane, non sono in grado di soddisfare la sua fame di assoluto. La felicità che ogni cuore desidera ha connotati che non si possono trovare sulla terra.
Infatti il cuore umano non desidera una felicità qualsiasi, limitata e fugace, ma una felicità assoluta, che non lasci spazio a nessun altro desiderio, che sia inattaccabile e che sia un possesso per sempre. Tale felicità nasce dalla conoscenza e dall’amore di Dio. Anche nel pellegrinaggio terreno le felicità più autentiche sono quelle generate dall’amore. L’amore umano, in tutte le sue mirabili manifestazioni, è la fonte delle gioie più vere. Dio è amore e ha creato l’uomo simile a sé, cioè orientato ad amare e ad essere amato. Quando la carità divina investe l’anima affamata scaturisce dal suo intimo una sorgente inesauribile di gioia.
E’ la stessa gioia di Dio della quale egli rende partecipi le sue creature. Inserite nella santa umanità di Cristo le anime attingono alla gioia divina di cui è ricolma. “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15, 11).
Vostro Padre Livio
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (A Mirjana 2 Ottobre, 2019)
La terra vista dal Paradiso
Mentre vede Dio faccia a faccia, l’anima non è intimorita dalla sua grandezza, ma al contrario viene rapita dallo splendore della sua gloria e irresistibilmente attratta dalla potenza del suo amore. Sa di vivere in Dio e che Dio è la sua dimora eterna. Di più, sa di essere una sola cosa con Lui, così come lo sposo e la sposa sono una sola carne.
Nel medesimo tempo ritrova in Dio la moltitudine dei suoi fratelli, quelli che ha conosciuto nel suo pellegrinaggio terreno e quelli che l’hanno preceduta. Scopre che il cielo non è vuoto e che Dio non è solo. Ai suoi occhi stupiti si presenta la visione dell’apostolo Giovanni nell’apocalisse: “Ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e all’Agnello, avvolti in veste candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: “La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello” (Ap 8, 9-10).
In quel momento dell’ingresso in paradiso come apparirà questa misera terra? Usciti dalla valle oscura, non ci sarà più nessun rimpianto. Guarderemo alla terra con gli occhi di Dio, provando pietà per tutti coloro che, ignari della meta, vagano nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Vostro Padre Livio
Il 18 Ottobre alle ore 18.00 abbiamo trasmesso sulle frequenze di Radio Maria il Rosario Mondiale animato dai bambini in diretta dal Seminario Gesù Bambino di Praga di Arenzano.
Questo Rosario è stato organizzato in appoggio ad un’iniziativa di Aiuto alla Chiesa che soffre: “Un milione di bambini recita il Rosario“.
16 Ottobre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)
L’ingresso in Paradiso
Cari amici, l’ingresso in paradiso è l’esperienza più straordinaria che possa vivere un uomo. Nulla potrebbe essere paragonato ad essa. E’ un evento meraviglioso, sorprendente, beatificante, ma nel medesimo tempo impossibile a concepirsi e a immaginarsi. L’atto di entrare in paradiso è un’esplosione di felicità per il fine ultimo della vita conseguito una volta per tutte. Nel medesimo tempo è un tuffo nell’oceano infinito della gioia di Dio della quale partecipano gli angeli e i santi. E’ il ritorno alla casa del Padre, dalla quale non dovremo più allontanarci.
Alle spalle abbiamo per sempre lasciato l’oceano limaccioso del male, dove le false luci ingannano, le seduzioni insidiano, i predatori famelici divorano. In quell’istante non guarderemo più indietro, ma avanti, fissando gli occhi in quelli di Gesù che ci sorride e ci abbraccia, stringendoci al cuore, come amici lungamente attesi e desiderati. La gioia e la gratitudine traboccano dal cuore di chi varca la porta del paradiso. L’istante prima di lasciare il corpo, l’anima vive nella fede e nell’amore, nella preghiera e nell’affidamento, ma non si dissolve l’angoscia per la propria miseria e il timore per il giudizio che l’attende.
Tuttavia, quando lasciando la terra, si ritrova fra le braccia di Gesù, così lungamente invocato, seguito e amato, quale immensa felicità l’investe! E quale gratitudine perché sa quanto sia costato al Figlio di Dio fatto uomo il paradiso che sta ricevendo in dono.
Vostro Padre Livio
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)
L’uomo è stato creato per il paradiso
Cari amici, coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo. Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono “così come egli è” (1 Gv 3,2), “a faccia a faccia” (1 Cor 13,12)” (Catechismo C. C. 1023). Il paradiso incomincia su questa terra con una vita animata dall’azione dello Spirito Santo. Chi è rivestito della grazia santificante è un membro vivo del corpo di Cristo e il tempio della Santissima Trinità. La sua morte è una morte in Cristo.
Nel momento in cui l’anima sposa lascia il corpo è accolta da Cristo sposo in Cielo. La morte di coloro che sono perfettamente purificati è una festa nuziale che coinvolge tutti gli abitanti del paradiso: la Vergine Maria, gli angeli e tutti i beati. Non tutte le anime predestinate al cielo arrivano al momento decisivo perfettamente purificate. Nel suo incontro con Cristo l’anima sposa deve trovarsi in una condizione di amore perfetto, spogliato dalle scorie del male compiuto e dai condizionamenti della carne.
Arrivare rivestiti della veste nuziale, immacolati senza macchia e senza ruga, è una grazia straordinaria, che occorre chiedere insistentemente. L’uomo è stato creato per il paradiso. Per questo non deve assolutamente rassegnarsi ad andare in purgatorio come se fosse un passaggio obbligato. “Il cielo è il fine ultimo dell’uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva” (Catechismo C. C. 1024).
Il cristiano deve impostare con decisione la sua vita come un cammino verso l’eternità. La conquista del cielo deve essere il pensiero che orienta ogni azione della sua giornata. Si possono fallire tanti obbiettivi nella vita, a causa di circostanze avverse, ma la meta del cielo dipende dalla nostra buona volontà ed è l’unico traguardo che bisogna assolutamente tagliare a qualsiasi costo
Vostro Padre Livio
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)
Il Paradiso incomincia con la nostra intima unione con Gesù
Cari amici, la nostra partecipazione alla vita trinitaria incomincia col battesimo, che ci inserisce, come tralci alla vite, nella santa umanità di Gesù Cristo. Col battesimo diventiamo “figli nel Figlio”. Il Verbo incarnato è il Figlio eterno del Padre che ha assunto la natura umana e che ci ha redenti dal male e dalla morte. Mediante il battesimo veniamo uniti alla sua umanità glorificata e in essa, col dono dello Spirito, diveniamo partecipi della vita divina.
Unendoci al Figlio di Dio, anche noi diventiamo tali, grazie allo Spirito di adozione e col quale possiamo chiamare Dio col nome di Padre. “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: “Abbà! Padre!” (Rm 8, 15).. Questa realtà della vita cristiana, che è una vita da figli nel Figlio, si prolunga e si perfezione nell’eternità, quando vedremo Dio faccia a faccia. Ciò potrà avvenire solo col Figlio e mediante il Figlio. Non c’è nessun paradiso per l’uomo e nessuna partecipazione alla vita divina che non sia in intima unione con Gesù Cristo. E’ per lui, con lui e in lui che possiamo contemplare il Padre nella comunione di amore dello Spirito Santo. La partecipazione alla vita trinitaria è di natura filiale. Nel cuore della Santissima Trinità la collocazione dell’uomo è nella persona del Verbo Incarnato. Noi sperimenteremo in cielo quel paradiso che sperimenta Gesù Cristo nella sua santa umanità.
Vostro Padre Livio
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)
Il Paradiso incomincia già sulla terra
I nostri progenitori hanno già sperimentato l’anticipo del paradiso qui sulla terra. La loro condizione paradisiaca era già una partecipazione alla vita divina (Cfr Catechismo C. C 376). La redenzione realizzata da Gesù Cristo non solo restaura la condizione esistenziale originaria, ma la supera, elevando l’uomo alla dignità di figlio di Dio in Cristo Gesù. La partecipazione dell’uomo alla vita trinitaria incomincia fin da ora durante il pellegrinaggio terreno.
Nel sacramento del battesimo l’uomo diviene figlio di Dio, membro vivo della Chiesa ed erede della vita eterna. La vita cristiana, benché proceda fra le tenebre e le tentazioni del mondo e richieda la sforzo quotidiano di portare la croce, è già un inizio di paradiso. Se la vita eterna non fosse già accessibile e sperimentabile nel cammino di fede, chi vi aspirerebbe? Facendosi uomo, Gesù ha portato il paradiso sulla terra. Se è vero, come affermano i Padri della chiesa, che Gesù stesso è il regno di Dio che è venuto in mezzo a noi, allora è possibile anche affermare che Gesù è quel paradiso che egli ci promette e che è venuto a riconquistare. Non si insisterà mai abbastanza sull’intimo rapporto fra Gesù e il paradiso.
E’ conoscendo Gesù che si conosce il paradiso ed è vivendo in Gesù che si lo sperimenta.
Vostro Padre Livio
9 Ottobre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” ( A Mirjana 2 Ottobre, 2019)
Senza la prospettiva del paradiso la grandiosa opera di Dio sarebbe incomprensibile
Cari amici, alla luce della Parola di Dio appare chiaro che una descrizione del paradiso deve necessariamente partire dai due misteri principali della fede. Tutta l’Economia divina, opera comune delle tre Persone , ha come fine ultimo di portare l’uomo nel cuore della Trinità Santissima. Senza la prospettiva del paradiso la grandiosa opera di Dio sarebbe incomprensibile. La stessa esistenza della Chiesa ha la sua ragion d’essere nella salvezza eterna delle anime.
Di qui la necessità che la prospettiva del paradiso entri in tutte le verità della fede illuminandole e finalizzandole. La vita eterna infatti è la verità conclusiva del Credo, verso la quale tutte le altre confluiscono. L’orizzonte del paradiso deve sempre stare davanti agli occhi della Chiesa e ritornare costantemente sulla sua bocca, come lo stesso Magistero autorevolmente ci insegna:
“ Dio è eterna beatitudine, vita immortale, luce senza tramonto. Dio è amore: Padre, Figlio e Spirito Santo. Dio liberamente vuole comunicare la gloria della sua vita beata. Tale è il disegno della sua benevolenza ( Ef 1,9), disegno che ha concepito prima della creazione del mondo nel suo Figlio diletto, “predestinandoci ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo” ( Ef 1,5), cioè “ad essere conformi all’immagine del Figlio suo” (Rm 8,29), in forza dello “Spirito da figli adottivi” ( Rm 8,15).
Questo progetto è “una grazia che ci è stata data …fin dall’eternità” ( 2 Tm 1,9) e che ha come sorgente l’amore trinitario. Si dispiega nell’opera della creazione, in tutta la storia della salvezza dopo la caduta, nella missione del Figlio e in quella dello Spirito Santo, che si prolunga nella missione della Chiesa” (Catechismo C. C. 257).
Vostro Padre Livio
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” ( A Mirjana 2 Ottobre, 2019)
Il Paradiso è la meta a cui dobbiamo tendere
Cari amici, Il mistero dell’unico Dio, che è eterna comunione di amore, ci consente di contemplare il paradiso nella sua giusta luce. Innanzi tutto comprendiamo che il paradiso è il fine dell’intera opera della creazione e della redenzione. E’ primo nell’intenzione, anche se ultimo nella realizzazione. Infatti il paradiso incomincia ad esistere nella mente divina nel medesimo istante in cui viene concepito il piano divino di creare il mondo.
Dio Santissima Trinità non ha voluto tenersi gelosamente per se la sua gloria divina ( cfr Fil 1,6), ma traendo dal nulla delle creature intelligenti e libere, gli angeli e gli uomini, le ha volute rendere partecipi della sua eterna beatitudine.
Il piano divino della creazione e della redenzione, che Dio ha concepito dall’eternità e che si è realizzato nel tempo, prevede fin dall’inizio la partecipazione alla sua vita intima . La contemplazione di questa grandiosa realizzazione divina è il più grande godimento che si possa avere sulla terra, nonostante le ombre dalle quali siamo avvolti, in attesa della pienezza di luce e di gioia, quando potremo vedere Dio faccia a faccia.
In questo quadro mirabile, che Dio ha concepito e che realizza insieme a noi, il paradiso è la parte conclusiva della sinfonia divina dell’amore eterno. Dio infatti ha posto mano all’opera della creazione mosso dall’amore. “Amor est diffusivum sui” commentano i Padri della Chiesa. Il paradiso è il compimento dell’opera mirabile dell’Amore misericordioso ed è, di conseguenza, la meta a cui dobbiamo tendere con tutte le nostre forze nel pellegrinaggio della vita.
Vostro Padre Livio
Lunedì 7 Ottobre, alle ore 15.00, presso la Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, Sua Eminenza il Cardinal Ferdinando Filoni ha guidato il Rosario Mondiale andato in onda in contemporanea in tutte le Radio Maria nel Mondo.
Cliccando sull’immagine qui sotto potrai vedere il video intero dell’evento, scorrendo verso il basso invece, troverai le foto più belle!
https://youtu.be/qA8drwOwE5Y
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)
Il paradiso è la partecipazione alla vita intima di Dio
Che cos’è il paradiso ? Non si può rispondere a questa domanda se prima non ci si chiede chi è Dio. Dio e il paradiso infatti sono due realtà fra loro correlate. Tale è la natura del paradiso quale è la natura di Dio. E’ assolutamente impossibile immaginare o descrivere il paradiso senza una adeguata conoscenza di Dio. Nelle religioni naturali non mancano qua e là tracce di paradiso e tentativi di rappresentarlo. Tuttavia l’immagine di un aldilà felice che esse raffigurano risente dei medesimi limiti della loro concezione di Dio.
Tipico ad esempio è il concetto che l’Islam ha del paradiso, come un luogo di piaceri materiali, senza quel rapporto di comunione con Dio che è proprio del paradiso cristiano. L’Islam è la religione della sottomissione all’Onnipotente, col quale non è possibile avere un rapporto di intima amicizia. Nella visione islamica l’uomo è una creatura che ha nei confronti di Dio una distanza incolmabile. Non è prevista in questa religione l’elevazione soprannaturale a figli adottivi di Dio come nel cristianesimo. Ne consegue che il fedele che entra in paradiso dovrà accontentarsi di beni finiti, senza poter aspirare a quel bene supremo che è la stessa vita divina.
Anche nel cristianesimo la conoscenza del paradiso è intimamente connessa alla rivelazione che Dio fa di se stesso. La pienezza della rivelazione riguardo al paradiso avviene nel medesimo momento in cui viene manifestato il mistero trinitario. Il Figlio che rivela il Padre e invia lo Spirito Santo, è colui che ci introduce nella realtà del paradiso come partecipazione dell’uomo alla comunione delle tre divine Persone. Gesù ci manifesta il mistero della Santissima Trinità e, dopo aver compiuto l’opera della redenzione, ritorna al Padre per prepararci un posto (cfr Gv 14,2).
Non si tratta di un posto in uno spazio celeste, fuori di Dio, ma della partecipazione alla sua vita intima, come appare dalla preghiera stessa di Gesù: “Che tutti siano una cosa sola come tu, Padre, sei in me, e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21). Non sarebbe possibile una corretta concezione del paradiso cristiano senza entrare, per mezzo della fede, nelle profondità del mistero di Dio Santissima Trinità. Se non si conosce la vita intima di Dio, che egli solo può rivelare, non è possibile conoscere il paradiso?
Vostro Padre Livio
“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)
Dopo il compimento della Redenzione Gesu’ porta le anime in paradiso
Cari amici, il malfattore pentito, al quale Gesù ha promesso che in quello stesso giorno sarebbe stato con Lui in paradiso, non vi è entrato da solo, ma si è unito a una moltitudine immensa di anime, “che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua” (Ap 7,9). Si tratta delle anime dei giusti che, in attesa del compimento della Redenzione, non potendo entrare in paradiso, attendevano nel soggiorno dei morti.
Prima del compimento della redenzione le anime di coloro che sono morti nell’impenitenza vanno all’inferno, come conferma anche Gesù nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro (cfr Lc 16,19-31). Infatti in questa parabola Gesù colloca il ricco cattivo “negli inferi dei tormenti” (ib 16,23).
Il povero invece viene portato dagli angeli “accanto ad Abramo”, una condizione radicalmente diversa, anche se non è il paradiso in senso proprio. Questa realtà viene chiamata dalla tradizione il “Limbo dei padri”. In esso si trovavano le anime dei giusti in attesa del Salvatore. A loro riguardo il libro della Sapienza così si esprime nella certezza della prossima redenzione: “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà”. (Sap 3,1).
Il quadro dell’aldilà prima della Redenzione si completa con il purgatorio, la cui esistenza viene chiaramente affermata nel libro dei Maccabei. Giuda Maccabeo infatti “fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato” (2 Mac 12,45). Prima del compimento della Redenzione le anime, a seconda del loro stato spirituale, o attendevano nella speranza presso il Limbo dei padri, o venivano purificate in purgatorio, o precipitavano nell’inferno eterno.
Il Venerdì santo segna lo spartiacque nella storia dell’umanità. Il dolore di Maria e dei discepoli, presenti nel momento in cui Gesù rende lo spirito al Padre, sono il momento straziante di un dramma che sta per capovolgersi in un grido di indicibile esultanza. E’ quello delle anime che, dopo aver tanto atteso il Salvatore, lo vedono venire loro incontro per portarle in Cielo.
Vostro Padre Livio