L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Cari amici, l’uomo è stato creato per il paradiso. La volontà salvifica di Dio e l’universalità della redenzione sono verità che fanno parte del deposito della fede. Tuttavia ciò non significa che tutti gli uomini si salvino. La possibilità della perdizione nell’inferno eterno ci viene rivelata da Gesù stesso con parole inequivocabili. Sono tanto più impressionanti in quanto il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è morto in croce per salvare l’umanità dai suoi peccati.

Per quanto si possa affermare che la Divina Misericordia è il tratto fondamentale di Dio, tuttavia l’uomo ha la libertà di rifiutarla. Ogni ragionamento che miri minimizzare la possibilità della perdizione eterna, o addirittura ad eliminarla, facendo leva sull’amore misericordioso del Creatore, non tiene conto delle affermazioni del vangelo e dell’insegnamento costante della Chiesa. L’Onnipotente ha creato l’uomo libero di amarlo, ma anche di rifiutare il suo amore. E’ un’esperienza che è possibile verificare sia in se stessi che negli altri.

Ci sono uomini che vivono consapevolmente senza Dio e persino contro Dio. Non mancano neppure quelli che scelgono lucidamente per il demonio. Se prima della morte non si convertono, rimangono eternamente nel loro rifiuto. Si tratta di una verità rivelata che non può essere messa in discussione senza fare naufragio nella fede. Chi la mette in discussione si allontana pericolosamente dall’insegnamento di Gesù Cristo e della Chiesa.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Padre Livio editoriale

Cari amici, non è una presunzione desiderare di morire nell’abbraccio di Cristo ed entrare immediatamente con lui nella gloria del cielo. Rassegnarsi al purgatorio non è un atto di umiltà, ma di tiepidezza. Infatti il purgatorio è una situazione di amore imperfetto, venato da passioni terrene e da egoismi. Il cristiano deve essere consapevole che il paradiso è un dono di grazia così grande da superare qualsiasi merito. Tuttavia deve dare tutto ciò che gli è possibile per conseguirlo immediatamente nel momento stesso della morte. In questa prospettiva deve sapersi anche predisporre a espiare in questa vita ciò che sarebbe tenuto a espiare nell’aldilà. Il paradiso è Cristo stesso, l’amore della nostra vita. Se abbiamo il desiderio di vivere con lui eternamente significa che lo abbiamo incontrato, conosciuto e amato. L’importanza di evitare il purgatorio per andare direttamente in paradiso viene sottolineata in un messaggio della Regina della pace nei primi tempi delle apparizioni: “Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso nel momento della vostra morte” (2 Novembre 1983).

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Cari amici, contrariamente a quanto si possa pensare, non è la paura dell’inferno che mantiene il cristiano sulla retta via fra le tentazioni e le persecuzioni della vita. Il timore della perdizione eterna è una forza debole, che satana spazza via con facilità. Essa è utile all’inizio della conversione, ma poi non è più sufficiente per andare avanti. Al contrario l’amore di Dio è la forza che permette di compiere le più ardue imprese. Più l’amore di Dio cresce e più l’anima si strugge di unirsi a lui.

Una delle componenti fondamentali della vita monastica, che ne ha permesso la straordinaria fioritura, non è stato tanto la “fuga mundi” (la fuga dal mondo) quanto il desiderio di anticipare nel monastero l’esperienza del paradiso. I monaci medioevali erano soliti fare “l’esercizio di Gerusalemme”, col quale fissavano lo sguardo sulla città santa, la sposa dell’Agnello, e coltivavano la virtù della speranza.

Mentre S. Teresa d’Avila colloca il desiderio del cielo nella penultima tappa della vita mistica ( fidanzamento dell’anima con Cristo), S. Giovanni della Croce più propriamente localizza i gradi supremi del desiderio nell’ultimo stadio della vita spirituale (matrimonio mistico).

Il desiderio del cielo è dunque un sintomo di ottima salute spirituale. Coltivarlo, in modo tale che non sia l’effetto di frustrazioni, ma di amore soprannaturale, costituisce un mezzo straordinariamente efficace per avanzare sul cammino di santità.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Cari amici, la nota distintiva del cristiano nel modo di affrontare la vita è la chiara visione del fine ultimo e la ferma volontà di raggiungerlo. Durante il tempo del suo pellegrinaggio tiene costantemente gli occhi fissi al traguardo finale dell’eternità. Tutto ciò che fa, lo considera un mezzo per raggiungere il fine. Il paradiso da conquistare è la sua preoccupazione primaria e ad essa subordina ogni altra cosa.

La grande tradizione spirituale insegna che l’esistenza terrena va compresa e vissuta “sub specie aeternitatis” (dal punto di vista dell’eternità), cioè dalla parte di Dio. Questi significa che occorre guardare al dono di vivere come all’occasione unica che  è data all’uomo per conoscere e amare Dio e partecipare alla sua gloria in cielo.

Alla moltitudine alle prese con i problemi quotidiani del vivere, parlare di paradiso potrebbe sembrare un’evasione. Una bella prospettiva, un sogno piacevole, ma quanto aderente alla realtà? Eppure, o esiste il paradiso che Dio ci ha rivelato oppure la vita rimane senza una prospettiva valida.

Può sorprendere che la felicità, l’immortalità, la gioia in un mondo rinnovato, dove “ non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cosa di prima sono passate” (Ap 21, 4) possano lasciare perplesso l’uomo carnale. Eppure questo è il fine della vita che Dio ci ha posto dinanzi, perché potessimo camminare alla sua luce, senza lasciarci deviare dai miraggi o scoraggiare dalle difficoltà

Vostro Padre Livio

L’Apocalisse è incominciata

Padre Livio Fanzaga Radio Maria editoriale

13 Novembre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Cari amici, la nota distintiva del cristiano nel modo di affrontare la vita è la chiara visione del fine ultimo e la ferma volontà di raggiungerlo. Durante il tempo del suo pellegrinaggio tiene costantemente gli occhi fissi al traguardo finale dell’eternità. Tutto ciò che fa, lo considera un mezzo per raggiungere il fine. Il paradiso da conquistare è la sua preoccupazione primaria e ad essa subordina ogni altra cosa.

La grande tradizione spirituale insegna che l’esistenza terrena va compresa e vissuta “sub specie aeternitatis” (dal punto di vista dell’eternità), cioè dalla parte di Dio. Questi significa che occorre guardare al dono di vivere come all’occasione unica che  è data all’uomo per conoscere e amare Dio e partecipare alla sua gloria in cielo. Alla moltitudine alle prese con i problemi quotidiani del vivere, parlare di paradiso potrebbe sembrare un’evasione. Una bella prospettiva, un sogno piacevole, ma quanto aderente alla realtà? Eppure, o esiste il paradiso che Dio ci ha rivelato oppure la vita rimane senza una prospettiva valida.  Può sorprendere che la felicità, l’immortalità, la gioia in un mondo rinnovato, dove “ non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cosa di prima sono passate” (Ap 21, 4) possano lasciare perplesso l’uomo carnale. Eppure questo è il fine della vita che Dio ci ha posto dinanzi, perché potessimo camminare alla sua luce, senza lasciarci deviare dai miraggi o scoraggiare dalle difficoltà.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Cari amici, il paradiso è un dono di Dio, ma anche un nostro merito. Gesù ha espiato i peccati di tutti i discendenti di Adamo, elevandoli alla dignità di figli di Dio e predestinandoli alla vita eterna. Chi si perde eternamente non può certo incolpare Dio “il quale vuole che tutti gli uomini siano e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tim 2,4). A ogni uomo l’Onnipotente concede gli aiuti necessari per salvarsi. A coloro che non lo conoscono esplicitamente la grazia viene donata per vie “a lui note”.

Chi si perde, si perde per colpa propria, perchè lo ha voluto. Chi si salva, si salva per grazia, ma con la necessaria corrispondenza della sua buona volontà. Corrispondere alla grazia della salvezza e conseguire la vita eterna è lo scopo fondamentale della vita. Tutto deve essere subordinato a questo fine. Anche se nel corso della vita avessimo raggiunto tutti gli obbiettivi che ci eravamo prefissati, ma fallissimo questo, il bilancio sarebbe catastrofico. Perdere il cielo significa perdere Dio. E’ un fallimento assoluto, senza possibilità di riscatto. Al contrario, se sotto il profilo degli obbiettivi temporali la vita fosse costellata da una serie di sconfitte, ma alla fine raggiungessimo il cielo, avremmo conseguito la palma della vittoria. Chi entra nella vita eterna è il vincitore, anche se sulla terra ha dovuto mordere la polvere.
“Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo col Padre mio sul suo trono” (Ap 3, 21).

Nella vita si possono fallire tutti i traguardi, ma non quello finale, per il quale siamo stati creati. L’ammonimento di Gesù non lascia dubbi al riguardo: “ Quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria anima?” (Mc 8,37).

Vostro Padre Livio

Mostra fotografica di Radio Maria – Taranto

La mostra fotografica itinerante di Radio Maria è giunta a Taranto!

Venite a trovarci presso la Parrocchia Beato Nunzio Sulprizio, Piazza Nunzio Sulprizio.

Clicca qui per scoprire tutti i dettagli e per avere informazioni riguardo eventuali prenotazioni di gruppi e scuole.

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Medjugorje Padre Livio Madonna

Cari amici, quando la gloria di Cristo risorto avrà abbracciato l’intera creazione, ci renderemo conto che la figura di questo mondo passa, ma non nel senso di un suo annientamento. Tutto ciò che Dio ha creato nei sei giorni verrà sottratto alla corruzione nel giorno ultimo e definitivo, quello senza tramonto della vita eterna. “Anche l’universo visibile, dunque, è destinato ad essere trasformato, affinché il mondo stesso, restaurato nel suo stato definitivo sia, senza più alcun ostacolo, al servizio dei giusti, partecipando alla loro glorificazione in Gesù Cristo Risorto” (Catechismo C. C. 1047).

In questa prospettiva di fede ha senso dunque pensare che anche tutte le forme mirabili di vita che popolano la terra e i mari entreranno a far parte dei “cieli nuovi e della terra nuova”. L’umanità redenta sarà con il Figlio nel cuore della Santissima Trinità, partecipe della comunione eterna dell’amore, di cui solo gli uomini e gli angeli sono capaci.

Tuttavia la luce e la gloria della nuova creazione si estenderà a ogni creatura, nessuna esclusa. Infatti  Gesù risorto “ è il primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose  e tutte in lui sussistono” ( Col 1, 15- 17).

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Cari amici, “Alla fine dei tempi, il regno di Dio giungerà alla sua pienezza. Dopo il giudizio universale i giusti regneranno per sempre con Cristo, glorificati in corpo e anima, e lo stesso universo sarà rinnovato“ (Catechismo C. C. 1038).  “Allora la Chiesa avrà il suo compimento nella gloria del cielo, quando verrà il tempo della restaurazione di tutte le cose e quando col genere umano anche tutto il mondo, il quale è intimamente unito con l’uomo e per mezzo di lui arriva al suo fine, sarà perfettamente ricapitolato in Cristo”  (Concilio Vaticano II – Lumen Gentium, 48).

Infatti, come insegna l’apostolo Paolo, non solo l’uomo, ma anche tutto l’universo parteciperà alla gloria della resurrezione. Infatti il disegno di Dio è di “ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra” (Ef 1,10). L’apostolo Pietro a sua volta preannuncia l’avvento di “ nuovi cieli e una terra nuova” (2 Pt 3,13).

L’Apocalisse specifica che in questo nuovo universo Dio avrà dimora in mezzo agli uomini e “Tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno perché tutte le cose di prima sono passate” (Ap 21,4).

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Cari amici, col giudizio universale il piano mirabile della creazione e della redenzione giungerà al suo perfetto compimento. Dio, nel sua abissale umiltà e nel suo infinito amore, ha creato l’uomo e l’ha predestinato ad essere partecipe della sua vita immortale. In Gesù Cristo la natura umana viene unita alla persona divina del Verbo e lo sarà per sempre. In Lui gli uomini ricevono nella totalità della loro persona, corpo e anima, la pienezza della vita immortale: l’amore, la luce, la gioia, la pace, la gloria.

La partecipazione dell’umanità alla comunione trinitaria, mediante l’intima unione con Cristo risorto, è il punto di arrivo della grande traversata in mezzo alle onde dell’oceano tempestoso del tempo.
L’uomo per natura è una creatura ma, per grazia, viene elevato alla divina figliolanza. L’Onnipotente nella sua umiltà e nella sua magnanimità ha elevato l’uomo oltre i  suoi limiti  e gli ha ceduto i tesori della sua divina natura. Ciò che Adamo voleva rapinare, Dio glielo concede come dono del suo amore. Nella gloria di Gesù risorto e di Maria Vergine assunta col suo corpo in cielo noi, durante la fatica del pellegrinaggio, possiamo  contemplare  il destino che ci attende.

Vostro Padre Livio

Il Rosario: L’arma per la vittoria

Padre Livio Fanzaga Radio Maria editoriale

7 Novembre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

I vari interrogativi che vengono posti riguardo alle caratteristiche dei corpi dei risorti trovano la  risposta nella contemplazione di Gesù risorto. Non vi è dubbio che il Signore sia risorto col suo proprio corpo: “Guardate le mie mani e i miei piedi – dice rivolgendosi agli apostoli stupefatti –  sono proprio io” (Lc 24,39). Tuttavia il suo corpo non è più soggetto alle leggi della vita terrena.

La stessa cosa si verificherà per tutti gli uomini, i quali “risorgeranno con i corpi di cui sono rivestiti” (Concilio Lateranense IV, Cap 1), ma essi saranno trasfigurati dalla potenza dello Spirito Santo in corpi gloriosi (Cfr Concilio Vat II, Lumen Gentium, 48). Ognuno riavrà non un corpo qualsiasi ma il suo corpo, parte della sua irrinunciabile della sua identità e strumento della sua salvezza. (Per una più ampia trattazione delle qualità dei corpi risorti vedi il mio libro: Sguardo sull’eternità – Sugarco-edizioni pag 146- 152). La bellezza del corpo rifletterà lo splendore dell’anima e ogni persona sarà diversa dall’altra, perché ha una sua identità unica ed è un riflesso irripetibile della magnificenza divina.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

La resurrezione è un evento soprannaturale, una vera e propria “nuova creazione”. Non è affatto un semplice ritorno in vita, come è accaduto a Lazzaro, al figlio della vedova di Naim, o ad altre persone risuscitate da Gesù  e dagli apostoli. Esse sono ritornate in vita, in attesa di una nuova morte. Il loro corpo risuscitato era soggetto come prima al ciclo finito della materia e alla legge del peccato e della morte.

Il corpo di Gesù risorto, quello della Vergine Maria e i corpi dei giusti che risorgeranno alla fine dei tempi, saranno trasformati e divinizzati dalla potenza dello Spirito Santo. Rappresentarsi la resurrezione della carne non è facile per chi è ancora immerso nelle tenebre del mondo che passa. Tuttavia la fede in Gesù risorto aiuta a comprendere l’evento della resurrezione nella sua dimensione soprannaturale di nuova creazione, ancora più grande di quella nell’ordine naturale.

“Con la morte, che è la separazione dell’anima dal corpo, il corpo dell’uomo cade nella corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa di essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua potenza restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre anime, in forza della resurrezione di Gesù” (Catechismo 997).

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

La vostra anima è la cosa più  preziosa che veramente vi appartiene

Cari amici, il messaggio della Regina della pace del 2 Novembre 2019 ci conduce direttamente al cuore della fede e della vita cristiana, che è il mistero di Dio Santissima Trinità.  Infatti esiste un solo Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo e non vi è altro Dio all’infuori di Lui. Noi abbiamo accesso a Dio mediante la fede in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo e, in unione con Lui, possiamo riconoscerlo e amarlo come Padre. Nel medesimo tempo il Padre si rivela a noi mediante suo Figlio, che è il volto del Padre, ed è conoscendo e amando Gesù che noi conosciamo e amiamo il Padre. Per questo motivo dobbiamo portare sempre il volto di Gesù  nei nostri cuori e pensare al suo amore e al suo sacrificio. Non vi è nessuna conoscenza di Dio se non guardando a Gesù Cristo con gli occhi della fede. E’ attraverso di Lui che il Padre viene a noi e noi andiamo al Padre. In un momento di smarrimento in cui nel cuore di molti si offusca la fede nella divinità di Gesù Cristo, il Figlio di Dio e l’ unico Salvatore del mondo, la Madonna ci richiama il mistero fondamentale della fede cristiana, che è l’unità col Padre di suo Figlio Gesù. Egli, come la Madre non si stanca  di ricordarci,  è Dio da Dio, Uno della Santissima Trinità.

La Regina della pace riafferma la fede rivelata perché vede manifestarsi una religione menzognera, che nega la divinità  di Gesù Cristo e il suo sacrificio redentore e, pur parlando di un Dio unico,   in realtà lo identifica col mondo e con lo stesso uomo. Illude e inganna prospettando una fratellanza universale, ma senza Gesù Cristo, che solo può donarci il perdono dei peccati, la dignità di figli e la vita eterna.

Per questo la Madonna in ogni suo messaggio ci esorta ad essere forti e saldi nella fede, testimoniando l’amore di Gesù a quelli che non lo conoscono, perché le anime si salvino e perché anche noi, perseverando nella fede e nella testimonianza, possiamo salvare la nostra anima “la cosa più preziosa che veramente vi appartiene”.

Vostro Padre Livio

Messaggio del 2 Novembre 2019

Messaggi Medjugorje 2 del mese apparizione MIRJANA

Messaggio del 2 Novembre 2019 rivolto al resto del Mondo attraverso la veggente Mirjana di Medjugorje.

“Cari figli, il mio diletto Figlio ha sempre pregato e glorificato il Padre Celeste. Gli ha sempre detto tutto ed ha confidato nella sua volontà. Così dovreste fare anche voi, figli miei, poiché il Padre Celeste ascolta sempre i suoi figli. Un unico cuore in un solo cuore: amore, luce e vita.

Il Padre Celeste si è donato mediante un volto umano, e tale volto è il volto di mio Figlio. Voi, apostoli del mio amore, voi dovreste sempre portare il volto di mio Figlio nei vostri cuori e nei vostri pensieri. Voi dovreste sempre pensare al suo amore e al suo sacrificio.

Dovreste pregare in modo da sentire sempre la sua presenza. Poiché, apostoli del mio amore, questo è il modo di aiutare tutti coloro che non conoscono mio Figlio, che non hanno conosciuto il suo amore. Figli miei, leggete il libro dei Vangeli: è sempre qualcosa di nuovo, è ciò che vi lega a mio Figlio, che è nato per portare parole di vita a tutti i miei figli e per sacrificarsi per tutti.

Apostoli del mio amore, portati dall’amore verso mio Figlio, portate amore e pace a tutti i vostri fratelli. Non giudicate nessuno, amate ognuno mediante l’amore verso mio Figlio. In tal modo vi occuperete anche della vostra anima, ed essa è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene. Vi ringrazio!”

 

 

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

I corpi dei risorti sono “una nuova creazione”

La resurrezione è un evento soprannaturale, una vera e propria “nuova creazione”. Non è affatto un semplice ritorno in vita, come è accaduto a Lazzaro, al figlio della vedova di Naim, o ad altre persone risuscitate da Gesù  e dagli apostoli. Esse sono ritornate in vita, in attesa di una nuova morte. Il loro corpo risuscitato era soggetto come prima al ciclo finito della materia e alla legge del peccato e della morte.

Il corpo di Gesù risorto, quello della Vergine Maria e i corpi dei giusti che risorgeranno alla fine dei tempi, saranno trasformati e divinizzati dalla potenza dello Spirito Santo. Rappresentarsi la resurrezione della carne non è facile per chi è ancora immerso nelle tenebre del mondo che passa. Tuttavia la fede in Gesù risorto aiuta a comprendere l’evento della resurrezione nella sua dimensione soprannaturale di nuova creazione, ancora più grande di quella nell’ordine naturale.

“Con la morte, che è la separazione dell’anima dal corpo, il corpo dell’uomo cade nella corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa di essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua potenza restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre anime, in forza della resurrezione di Gesù” (Catechismo della Chiesa Cattolica 997).

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Padre Livio editoriale

Alla fine del mondo le anime dei beati avranno un corpo glorioso a immagine di Cristo risorto.

La resurrezione della carne si colloca nello scenario drammatico dell’ultimo giorno, quando il Figlio dell’uomo verrà sulle nubi del cielo con potenza e con gloria grandi per convocare l’umanità al giudizio finale.  Allora “Usciranno dai sepolcri, quanti fecero il bene per una resurrezione di vita e quanti fecero il male per una resurrezione di condanna” (Gv 5,29).

Da quel momento la vita eterna, a cui l’uomo è stato predestinato fin dalla creazione, riguarda l’interezza della sua persona. Il piano d’amore di Dio sull’uomo si realizza pienamente. Non solo il corpo umano, ma anche l’intero universo vengono sottratti alla legge della caducità e della morte. Con la venuta di Cristo e la resurrezione dei morti, l’intera creazione è investita dalla gloria del paradiso, poiché “tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1,16).

“Tutti risorgeranno con i corpi di cui ora sono rivestiti, ma questo corpo sarà trasfigurato in corpo glorioso, in corpo spirituale” (Catechismo C. C. 999). “E’ necessario che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità” (1 Cor 15, 53)

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Alla fine del mondo anche i corpi parteciperanno al destino dell’anima

Le anime dei beati, avendo conseguito il fine ultimo della vita, godono di una gioia piena e duratura. Tuttavia l’uomo non è un angelo e il corpo è una componente essenziale della persona umana. Il corpo non è un carcere da cui liberarsi o un abito che si può cambiare. Ogni corpo è unico, come unica è ogni anima.

La persona umana è integra e completa nell’unità della propria anima e del proprio corpo. Il progetto di Dio sull’uomo lo vediamo in Gesù Cristo risorto. Il compimento del piano divino della creazione e della redenzione  si realizza con la nostra perfetta assimilazione a Gesù Cristo mediante l’evento della resurrezione della carne.

Le anime dei beati si uniranno ai loro corpi gloriosi che, a causa del peccato, hanno dovuto subire la corruzione. Insieme alla resurrezione per la vita ci sarà anche una resurrezione per la condanna. Gli uomini così riceveranno il premio o il castigo nell’integrità della loro natura composta di anima e di corpo. Al compimento della storia, dopo il giudizio finale, ci sarà dunque un mutamento di condizione esistenziale, in quanto anche il corpo parteciperò al destino dell’anima.

La gioia dei beati sarà allora ancora più grande, perché più perfetta la loro conformità alla Vergine Maria e al Signore risorto.

 

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

I Beati in paradiso cooperano alla nostra salvezza

In cielo non solo si ama e si prega nella gioia di Dio, ma anche si opera secondo quanto viene disposto dall’Onnipotente. Teresa di Lisieux l’aveva intuito quando affermava che, una volta in cielo, avrebbe gettato petali di rose sulla terra. Al cenno dell’Altissimo gli angeli e i santi eseguono i compiti ed effettuano le missioni che Dio affida loro.

E’ in primo luogo la Vergine Maria colei che, al servizio del Figlio, opera a favore della Chiesa e dell’intera umanità. La sua universale maternità la rende sollecita per la salvezza eterna di ogni anima che Gesù, morente in croce, le ha affidato. Ma anche agli angeli e ai beati vengono affidate missioni particolari a favore dei bisogni spirituali e materiali di singole persone o di comunità. Gli angeli custodi e i santi protettori non sono affatto delle devozioni illusorie. Al contrario sono parte del governo divino del mondo e la loro efficace protezione viene sperimentata da tutti quelli che si rivolgono a loro con fede.

“Nella gloria del cielo i beati continuano a compiere con gioia la volontà di Dio in rapporto agli altri uomini e all’intera creazione. Regnano già con Cristo; con lui regneranno nei secoli dei secoli”  (Catechismo C. C.1029). Con la morte l’anima esce da questo mondo. Tuttavia, entrando in cielo, è più che mai presente e attiva sullo scenario terreno. Coloro che ci hanno preceduto in paradiso si occupano di noi più di quanto lo facessero sulla terra. Lasciando questo mondo per entrare in paradiso noi, come S. Bernadette, possiamo rassicurare che non ci dimenticheremo di nessuno.

Vostro Padre Livio