La tentazione è il più antico inganno del mondo, che compare già nelle prime pagine della Bibba. È l’attività tipica dell’angelo ribelle che, sotto le sembianze di un serpente, induce l’uomo a disubbidire a Dio, suo creatore e benefattore.
Con la sua lingua biforcuta l’astuta serpe ti presenta il bene da compiere come se fosse un male da evitare e il male da cui fuggire come se fosse un bene da perseguire.
Di qui l’importanza di sapere con chi hai a che fare e con quale finalità ti trae in inganno. Non avere dubbi sulla bontà di Dio e dei suoi comandamenti che sono luce per gli occhi e dolcezza per il cuore.
Nel medesimo non dare credito a Satana, che Gesù ha bollato come colui che è menzognero e omicida fin dal principio. Dio è un tuo amico e satana un tuo nemico.
Perciò chiudi le orecchie quando senti il suo sibilo, per quanto allettante ti possa sembrare. Apriresti la porta di casa a un ladro che bussa educatamente e che chiede cortesemente di entrare?
A satana basta una piccola esitazione e te lo trovi in casa. Dovrai sudare sangue per farlo uscire. Perciò non concedigli nessun vantaggio, nessuna curiosità, nessun appiglio.
La tentazione va eliminata dalla mente prima che entri nel cuore. Solo in questo modo il tentatore viene costretto ad andarsene.

