“SAPPIATE CHE SONO SALITA AL CIELO PRIMA DELLA MORTE” (15 Agosto 1981)
Cari amici, chi potrebbe descrivere la bellezza divina della Vergine Immacolata, assunta col corpo e l’anima in Cielo come Regina del cielo e della terra? La sua pienezza di grazia è un’eterna primavera. La sua giovinezza è un fiore che non appassisce mai. E’ il segno che il veleno del peccato non inquina la sua carne purissima. Guardando alla Madre, il Figlio contempla la nuova Eva, colei che genera i figli per la vita eterna. La perenne giovinezza di Maria è il segno di Dio che i nostri corpi risorgeranno per non morire mai più. Il viso sempre giovane di Gesù e di Maria è l’inizio della nuova umanità. Guardando ai nostri volti, che il tempo corrode e la morte dissolve, il cuore si stringe nell’angoscia.
Quel volto sorridente di bambino sarà inesorabilmente devastato dal tempo. Dunque tutto passa e tutto muore? Non vi è bellezza che non sia preda della corruzione del sepolcro? Maria è la giovinezza eterna. E’ la madre il cui volto non conosce le rughe. E’ la madre che non invecchia mai. Il bambino che nella culla impara a conoscere il sorriso di Maria, un giorno, sul letto di morte, potrà ancora ritrovarlo. Dio ha voluto donarci una madre che non perderemo mai. Nel momento in cui Il Verbo si è fatto carne, tutti siamo divenuti figli di Maria. Contempleremo per sempre la Madre con quel viso di luce soave su cui il tempo non ha potere.
Dio è la giovinezza increata. La sua eternità non è il prolungarsi infinito del tempo. Egli vive nella pienezza di un istante in cui tutto è racchiuso. L’Onnipotente non può invecchiare perché è la sorgente perenne dell’essere. A quella fonte inesauribile è chiamata ad abbeverarsi la creatura corrosa dalle fauci del tempo. La giovinezza incorruttibile di Maria è il segno del destino dell’uomo. Non la morte, ma la vita eterna è l’ultima parola. Lungo il cammino del tempo, se il corpo invecchia, lo spirito si rinnova e si riveste di immortalità.
A figli che riflettono lo splendore della Madre, viene donata la sua eterna primavera. Non temere per il tuo corpo soggetto a malattia, vecchia e morte. Un giorno ti verrà ridonato rivestito della gloria della resurrezione. Libera piuttosto la tua anima dal peccato e dalle sue brutture e sul tuo volto risplenderà fin da ora la luce che non conosce tramonto.
Padre Livio




