L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“L’Eucaristia è il cuore della fede” (2 Agosto 2019)

Cari amici, l’Eucaristia è “il farmaco dell’immortalità” e il “pegno della gloria futura” perché il pane vivo è Gesù Cristo risorto. L’Eucaristia sarebbe incomprensibile senza la luce della resurrezione. Gli stessi apostoli la afferrano nel suo autentico significato dopo che Gesù è risuscitato. I discepoli di Emmaus riconoscono il Risorto allo spezzare del pane. Gesù può promettere che risusciterà nell’ultimo giorno coloro che credono in lui, perché li renderà partecipi della sua umanità gloriosa.

Nel mistero eucaristico è racchiusa la totalità del mistero pasquale: la sofferenza, la morte e la resurrezione del Signore: “Annunciamo la tua morte, Signore, celebriamo la tua resurrezione nell’attesa della tua venuta”. Si tratta di una unità inscindibile. Con il suo corpo donato e il suo sangue versato  Gesù ha spezzato le catene della schiavitù e ha redento il mondo dal peccato. Con la sua vittoria sulla morte ci dona lo Spirito che comunica la pienezza della vita divina. L’uomo diventa una nuova creatura. Gli viene ridonato in Gesù Cristo ciò che aveva perduto con Adamo. “Se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rm 8, 11).

Con la promessa della resurrezione dai morti nell’ultimo giorno Gesù rivela il suo trionfo sulla morte e il dono dello Spirito. Ma senza la luce della fede il significato delle sue parole rimane sigillato. Il mistero di Cristo e il mistero eucaristico sono un’unica realtà. Si includono a vicenda e le ombre del dubbio li velano entrambi.

Padre Livio