Sabato, 20 Febbraio 2021
La morte di Gesù in Croce è un dono estremo di amore
Caro amico, la missione redentrice di Gesù, per quanto breve, è un progetto divino di amore che viene realizzato nei minimi particolari. Gesù stesso lo conferma quando, morendo sulla croce, pone il suggello alla sua vita: “Tutto è compiuto” sono le sue ultime parole. “Poi chinato il capo spirò” (Gv 19,30).
La sua morte è, da una parte, il culmine di un amore che non si risparmia. Dall’altra è l’esplosione di un odio che non perdona. Nessuno dei grandi maestri di vita dell’umanità è stato investito da una ostilità così implacabile.
Nelle ultime ore di vita di Gesù sembrano essersi dato appuntamento gli estremi opposti a cui l’umanità può arrivare. Il culmine del bene e del male si sono scontrati in un duello decisivo. Il bene, apparentemente sconfitto, ha trionfato.
Gesù catturato, processato, condannato a morte e crocifisso come un malfattore, è divenuto il segno della redenzione dell’uomo e della sua vittoria sulla bestialità.
La croce, sulla quale Gesù è stato inchiodato e dove si è offerto in sacrificio per i suoi fratelli, è lo spartiacque fra l’umanità vecchia del potere delle tenebre e quella nuova della forza dell’amore.
Vostro Padre Livio




