L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Giovedì, 18 Febbraio 2021

Gesù non teme la morte ma è Lui a deciderne il momento

Caro amico, Gesù vive i suoi tre anni di intenso apostolato come un fuggiasco. Sa che deve morire e i tentativi di catturarlo e metterlo a morte si sono ripetuti fin dal principio.

Gesù non teme la morte, ma prima deve compiere l’opera che gli è stata affidata. Gesù sa che il disprezzo, l’invidia e l’incredulità si diffondono a macchia d’olio, infettando anche i cuori dei semplici, persino quelli dei discepoli:

“ Egli li ammoniva dicendo: “ Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode” (Mc 8,15). Anche i più intimi sono tentati di vergognarsi di lui e incominciano ad allontanarsi (cfr Gv 6,66).  L’opera di isolamento morale portata avanti capillarmente raggiunge il suo obbiettivo.

Ormai le folle sono pronte ad afferrare le pietre per lapidare il Maestro. Gesù manifesta apertamente il mistero divino della sua persona e obbliga satana a venire allo scoperto.

Avendo affermato di essere una cosa sola col Padre suo, “I Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro. “Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio, per quale di esse volete lapidarmi?” Gli risposero i Giudei: “Noi non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei un uomo, ti fai Dio” (Gv 10, 31-33).

Vostro Padre Livio