L’ANGOLO DEL DIRETTORE

l'angolo del direttore P. Livio

Gesù concepisce la sua vita come quella del servo obbediente

Sabato, 16 Gennaio 2021

Caro amico, l’umiltà di Gesù è un riverbero della sua obbedienza. Egli concepisce la sua vita come quella del servo obbediente. Gesù ha la piena consapevolezza di essere il Figlio di Dio, tanto da poter dire “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30), ma ciò non lo conduce all’esaltazione, come avviene facilmente negli uomini che si credono investiti da una grande missione.

La sua intima unione col Padre lo spinge a realizzare fino in fondo la sua volontà. Gesù ha concepito la sua vita come obbedienza a Dio. Nella sua umanità non ha desiderato altro che essere sottomesso al Padre e di compiere la missione che gli è stata affidata.

Gesù ha obbedito fino all’ultimo, tanto da poter dire prima di spirare: “Tutto è compiuto” (Gv 19,30). Sono parole che pongono il sigillo dell’obbedienza su tutta la sua vita.  Con la sua volontà umana Gesù ha aderito totalmente alla volontà divina.

Il Figlio di Dio ha vissuto in una dipendenza e in una obbedienza radicali. “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato a compiere la sua opera “ ( Gv 4,34)

I grandi del mondo non conoscono altro che la loro volontà. Con essa mirano a sottomettere gli uomini. La volontà di potenza è una delle calamità più devastanti.

Gesù l’ha fronteggiata con la volontà di umile servizio. Alla radice della sua obbedienza al Padre, c’è il suo amore per l’umanità.