La santità che emana da Gesù è il segno più eloquente della sua divinità
Martedì, 22 Dicembre 20
Caro amico, il primo a rendersi conto della purezza radicale di Gesù è stato satana. Il serpente antico lo osserva e lo studia a fondo, mentre per quaranta giorni e quaranta notti prega e digiuna nella solitudine del deserto.
Satana conosce gli appetiti che fermentano nella natura umana. Lui che è riuscito ad attirare nell’inganno la prima coppia, rivestita di grazia, sapienza e fortezza, non ha difficoltà a confezionare le esche con le quali catturare gli uomini. Chi resiste al fascino del potere e della gloria, al luccichio dell’oro o all’attrattiva dei piaceri materiali?
Gesù non ha bisogno di estraniarsi dal mondo. In Lui non c’è nessuna delle fami che tormentano gli uomini. Il tentatore invano lancia contro di lui i suoi strali infuocati. La santità che emana da Gesù è una corazza imperforabile. La sporcizia che sommerge l’umanità non lo tocca.
Gli afflitti da malattie fisiche e spirituali di ogni genere si aggrappano a Lui senza infettarlo. Il fango che l’invidia antica di Caino gli getta addosso non riesce a insudiciarlo. Invano gli uomini hanno cercato di trovare in Gesù qualche peccato, o almeno qualche debolezza.
Nella sua umiltà li sfida: “Chi di voi può dimostrare che ho peccato?” (Gv 8,46). Gesù non si è mai professato peccatore, come invece fanno tutti coloro che sono timorati di Dio. La sua incomparabile santità è il segno più eloquente della sua divinità.
Padre Livio




