Gesù non copre il peccato, ma lo porta alla luce per guarire le anime
Mercoledì, 16 Dicembre 20
Caro amico, l’intransigenza di Gesù nei confronti del peccato è quella del medico nei confronti di una malattia mortale. Il Figlio di Dio si china sull’umanità peccatrice con la pietà del buon samaritano che vuole medicare le ferite.
Egli non esita a mettere il dito sulla piaga dolorante al fine di guarirla. Il suo sguardo è così penetrante che vede laddove il nostro sguardo non riuscirebbe mai a vedere:
“Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio. Ma io vi dico: chiunque guardi una donna per desiderarla , ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5, 27). Gesù scorge il veleno che inquina laddove l’occhio umano non era mai riuscito a vedere.
Gli effetti devastanti del male morale non sono paragonabili a quelli del male fisico. Nessuna malattia produce i danni del peccato, anche il più piccolo:
“Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, , piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna” (Mt 5, 29-30).
Espressioni scioccanti, che non vanno prese alla lettera, ma nel loro significato profondo: Il male fisico è poca cosa rispetto al male morale, le cui conseguenze portano l’uomo a una condizione esistenziale di morte eterna
Vostro Padre Livio




