L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Giovedì, 12 Novembre 20

La povertà di Gesù è un mistero di bellezza

Caro amico, la povertà di Gesù è un mistero di bellezza, che numerose anime privilegiate hanno cercato di esplorare e di realizzare nella loro vita, senza mai esaurirlo.

In due millenni di cristianesimo quanti hanno rinunciato alla ricchezza e al potere, per seguire Gesù umile e povero. La vita di Gesù e degli apostoli è un ideale perenne, sempre vivo, che genera forme sempre nuove di “sequela”.

Non è facile comprendere il segreto della povertà del Figlio di Dio, ben diversa da quella presente anche nelle religioni e nelle filosofie non cristiane.  La povertà di Gesù si differenzia persino da quella di Giovanni il Battista.

Il vestito di Gesù era quello comune, ma non senza eleganza, se la sua tunica, inconsutile, è stata giocata ai dadi. Il cibo di Gesù era quello ordinario del popolo laborioso, anche se non disprezzava affatto ciò che gli veniva posto dinanzi, quando un notabile lo invitava a pranzo.

Gesù ha lavorato come falegname fino all’inizio della sua vita pubblica, guadagnandosi da vivere con la fatica quotidiana. Poi, Lui e gli apostoli, hanno vissuto di elemosina, perché “l’operaio ha diritto al suo nutrimento” (Mt 10,10). Gesù ha realizzato la povertà in una forma assolutamente originale, dove la pienezza spirituale prende il sopravvento sulla rinuncia.

Vostro Padre Livio