Domenica, 11 Ottobre 2020
Gesù ha rivelato la sua uguaglianza col Padre
Caro amico, sul fatto che Gesù abbia affermato di essere Dio non ci sono dubbi. Il vangelo che ha predicato nei suoi tre anni di vita pubblica era rivolto in primo luogo a rivelare il mistero della sua dimensione divina a un popolo rigorosamente monoteista, che considerava una bestemmia, punibile con la morte, la divinizzazione di un essere umano.
La ragione per cui Gesù è stato perseguitato e poi crocifisso è la testimonianza della sua divinità, che Lui stesso ha voluto proclamare davanti al Sinedrio radunato per giudicarlo. Coloro che lo ascoltavano hanno ben presto incominciato a comprendere che Colui che avevano di fronte non si limitava ad attribuirsi una missione profetica, com’era nella tradizione di Israele.
L’affermazione che Gesù ha fatto della sua divinità, con i gesti e con parole sempre più espliciti, ha assunto il carattere di una sfida radicale.
Gli avversari non esitano ad afferrare le pietre per lapidarlo. Gesù non si lascia intimorire e non indietreggia, cercando di ripararsi dietro formule diplomatiche: “ Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quali di esse volete lapidarmi? Gli risposero i Giudei: “ Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei un uomo, ti fai Dio” ( Gv 10, 32-33).
Vostro Padre Livio




