L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Mercoledì, 9 Settembre 20

Nessuno si può convertire da solo

Caro amico,  considera l’inizio della conversione. Ciò che colpisce è la sua misteriosità inafferrabile. Uno si converte non perché lo vuole lui e neppure perché qualcuno lo spinge a farlo.

Una persona trascorre anni della sua vita senza Dio e senza preghiera,  in una situazione di morte spirituale. Ermeticamente richiuso nell’oscuro limite del suo io e delle sue fami, non sente nessuna esigenza di uscirne fuori.

L’inizio della conversione è opera della grazia ed è il segno più eloquente che Dio esiste. Se Dio non intervenisse,  nessuno si convertirebbe. Come potrebbe un cadavere riprendere vita e alzarsi per forza propria?

Improvvisamente la luce della grazia penetra nell’oscurità di un’anima morta e la richiama irresistibilmente alla vita. Chi si converte sente una presenza che lo inquieta, che lo scuote e che lo richiama.

E’ come se qualcuno fosse sceso a visitarlo nell’abisso tenebroso dove si era rinchiuso. Le squame cadono dagli occhi e incomincia a vedere se stesso e la sua vita come mai prima. Lui sa che questo cambiamento non è opera sua, ma di una presenza dolce e soave che ha il volto di Gesù.

Vostro Padre Livio