L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Giovedì, 6 Agosto 2020

Maria madre dei carcerati

Caro amico, “Ero carcerato e siete venuti a trovarmi… In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 36-39).

Da quando Gesù ha pronunciato queste parole coloro che, per i motivi più diversi, sono stati rinchiusi in prigione, hanno incominciato ad essere guardati con gli occhi della misericordia.

Le parole di Gesù hanno trasformato il carcere in un luogo di redenzione e di speranza. Su coloro sui quali pesa la condanna della giustizia umana spesso si estende l’ombra del disprezzo e dell’oblio da parte della società.

Nella luce della fede il carcerato è un peccatore al quale Dio vuole fare misericordia e che invita, per quanto gravi siano i delitti commessi, a un cammino di conversione e di salvezza.

Non sono pochi coloro che, negli anni in cui sono stati privati della libertà,  si sono rinnovati radicalmente, risorgendo a vita nuova, fino a percorrere un cammino di autentica santità.

Il carcere non è necessariamente un luogo di maledizione o un inferno anticipato. Può essere un evento di grazia, un’occasione donata dalla Provvidenza, per abbandonare la via del male e per evitare il carcere eterno, dove c’è “pianto e stridore di denti” (Mt 8,12).

Vostro Padre Livio