Sabato, 7 Marzo 2020
Caro amico, la vita è un cammino lungo le distese del tempo. Dal momento del concepimento fino alla morte l’uomo, lo voglia o meno, è in moto. Quando si ferma, la sua esistenza sulla terra è cessata. Anche quando riposi e persino quando dormi, la tua corsa continua irrefrenabile. Più vai avanti nell’età e più la velocità aumenta. Quando stai per arrivare alla fine gli anni diventano giorni e i giorni istanti.
Quando la grazia è venuta a bussare alla porta del cuore, la tua corsa procedeva sempre più sfrenata. Divoravi le distanze, scrutando l’orizzonte, in attesa di qualcosa che ti appagasse. Il panorama era sempre identico a se stesso. Le mercanzie dell’effimero modificano la confezione a seconda delle circostanze, ma la sostanza non cambia. Procedevi per inerzia, senza una meta che ti motivasse. Più andavi avanti e più l’angoscia cresceva fino a soffocarti.
“Dove sto andando?”, ti chiedevi. “Dove porta questa strada, larga e diritta, che si perde all’orizzonte senza dare indicazioni?” Mentre procedevi, incapace di prendere una decisione, ti sentivi sempre più inquieto la “vita è dunque questo viaggio verso l’ignoto, al termine del quale c’è il nulla nel quale affogare?” ti chiedevi ogni volta che, sgonfiata l’ennesima illusione, eri presente a te stesso.
Vostro Padre Livio




