Lunedì, 25 Maggio 2026
La grazia ci rende consapevoli della miseria del maligno
Caro amico,
spalancando gli occhi su ciò che siamo, abbiamo orrore di noi stessi. È una grazia straordinaria che le squame ci siano cadute dagli occhi mentre siamo ancora nel tempo della vita e nella possibilità della conversione.
Quando il male viene percepito come tale, provoca in chi se ne è nutrito una spinta al rigetto. Accade come quando abbiamo ingerito del cibo avvelenato, che è bello e desiderabile agli occhi, ma che è micidiale per l’intero organismo.
La grazia ci rende consapevoli della miseria verso la quale ci ha trascinato il maligno, del fango nel quale ha impantanato la nostra vita e del pericolo mortale che la sovrasta. Ne consegue un istintivo rigetto, misto a paura e a orrore.
Proviamo nausea per la vita di peccato che abbiamo condotto fino a quel momento e avvertiamo salire dal profondo del cuore un desiderio insopprimibile di pulizia. Anche questa è una grazia, perché nel nostro intimo incomincia di nuovo a farsi largo la nostalgia per la verità, la bellezza, la bontà e l’innocenza.
Vostro Padre Livio




