Mercoledì, 20 Maggio 2026
Dio richiama a sé la pecorella smarrita
Caro amico,
la voce di Dio arriva fino nel più profondo degli abissi per chiamare la pecorella smarrita. Per quanto una vita sia distrutta, la potenza della grazia la fa rifiorire.
Il genio di Michelangelo ha immortalato nel giudizio universale della cappella sistina i volti sgomenti dei peccatori nel momento in cui il Cristo pronuncia le tremende parole, che nessuno di noi vorrebbe sentire: “Via, lontano da me, maledetti nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi angeli” (Mt 25, 41).
Pensavano che Dio non esistesse e che la morte ponesse la parola fine alla loro vita. Credevano l’uomo venisse dalla terra e che alla terra ritornasse, come gli animali.
Si illudevano che la sorte dei giusti e quella dei malvagi fosse la medesima. Pretendevano che l’uomo potesse stabilire a suo arbitrio ciò che è bene e ciò che è male.
Si erano arrogati la proprietà della vita, come se non ne dovessero rispondere a nessuno. Quando aprono gli occhi e si rendono conto dell’inganno, la loro situazione è ormai senza rimedio. Resteranno senza Dio per sempre nella morte eterna.
Che cosa resta loro se non odiarlo e bestemmiarlo?
Vostro Padre Livio




