L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Con Gesù e Maria sulla via della salvezza 

Credere che Gesù ci perdona per quanto grande sia il male commesso, è un dono di grazia speciale che esige da parte nostra un atteggiamento interiore umile e fiducioso.  Emblematico al riguardo è il caso di Giuda e di Pietro. Il primo, dopo aver avuto la consapevolezza di aver tradito “un innocente”, si crogiola nelle sua rabbia e nella sua delusione, senza   uscire da se stesso e, alla fine, va a impiccarsi.  Il secondo invece versa le lacrime del pentimento e riprende il suo posto nel collegio apostolico. Pietro ha avuto fiducia nella bontà del Maestro. Si è ricordato della sua infinita misericordia verso i peccatori.

Per chiedere il perdono è necessario credere che Dio lo concede. Questo atto di fede non è facile, specialmente quando i peccati “gridano al cielo”. Eppure solo la fiducia nella Divina Misericordia, che è più grande di ogni peccato, può ottenere il perdono. Senza l’abbandono all’amore misericordioso non è possibile salvarsi. In ultima istanza è questo il peccato che perde le anime. Ci troviamo dinanzi a uno di quei peccati contro lo Spirito Santo che non vengono perdonati.

Ciò che ha condotto Giuda alla rovina è la sua incredulità. Per lui Gesù non era il Redentore, al quale poter ricorrere per ottenere la grazia della salvezza, ma solo un uomo “innocente”. Anche  noi, come Pietro, come il buon ladrone, non dobbiamo mai dubitare del perdono che Gesù concede volentieri ad ogni cuore  pentito.

Vostro Padre Livio