Cari amici, non è una presunzione desiderare di morire nell’abbraccio di Cristo ed entrare immediatamente con lui nella gloria del cielo. Rassegnarsi al purgatorio non è un atto di umiltà, ma di tiepidezza. Infatti il purgatorio è una situazione di amore imperfetto, venato da passioni terrene e da egoismi. Il cristiano deve essere consapevole che il paradiso è un dono di grazia così grande da superare qualsiasi merito. Tuttavia deve dare tutto ciò che gli è possibile per conseguirlo immediatamente nel momento stesso della morte. In questa prospettiva deve sapersi anche predisporre a espiare in questa vita ciò che sarebbe tenuto a espiare nell’aldilà. Il paradiso è Cristo stesso, l’amore della nostra vita. Se abbiamo il desiderio di vivere con lui eternamente significa che lo abbiamo incontrato, conosciuto e amato. L’importanza di evitare il purgatorio per andare direttamente in paradiso viene sottolineata in un messaggio della Regina della pace nei primi tempi delle apparizioni: “Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso nel momento della vostra morte” (2 Novembre 1983).
Vostro Padre Livio




