L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"La vostra anima è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene" (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Novembre 2019)

Cari amici, il paradiso è un dono di Dio, ma anche un nostro merito. Gesù ha espiato i peccati di tutti i discendenti di Adamo, elevandoli alla dignità di figli di Dio e predestinandoli alla vita eterna. Chi si perde eternamente non può certo incolpare Dio “il quale vuole che tutti gli uomini siano e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tim 2,4). A ogni uomo l’Onnipotente concede gli aiuti necessari per salvarsi. A coloro che non lo conoscono esplicitamente la grazia viene donata per vie “a lui note”.

Chi si perde, si perde per colpa propria, perchè lo ha voluto. Chi si salva, si salva per grazia, ma con la necessaria corrispondenza della sua buona volontà. Corrispondere alla grazia della salvezza e conseguire la vita eterna è lo scopo fondamentale della vita. Tutto deve essere subordinato a questo fine. Anche se nel corso della vita avessimo raggiunto tutti gli obbiettivi che ci eravamo prefissati, ma fallissimo questo, il bilancio sarebbe catastrofico. Perdere il cielo significa perdere Dio. E’ un fallimento assoluto, senza possibilità di riscatto. Al contrario, se sotto il profilo degli obbiettivi temporali la vita fosse costellata da una serie di sconfitte, ma alla fine raggiungessimo il cielo, avremmo conseguito la palma della vittoria. Chi entra nella vita eterna è il vincitore, anche se sulla terra ha dovuto mordere la polvere.
“Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo col Padre mio sul suo trono” (Ap 3, 21).

Nella vita si possono fallire tutti i traguardi, ma non quello finale, per il quale siamo stati creati. L’ammonimento di Gesù non lascia dubbi al riguardo: “ Quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria anima?” (Mc 8,37).

Vostro Padre Livio