Il Paradiso è la meta a cui dobbiamo tendere
Cari amici, Il mistero dell’unico Dio, che è eterna comunione di amore, ci consente di contemplare il paradiso nella sua giusta luce. Innanzi tutto comprendiamo che il paradiso è il fine dell’intera opera della creazione e della redenzione. E’ primo nell’intenzione, anche se ultimo nella realizzazione. Infatti il paradiso incomincia ad esistere nella mente divina nel medesimo istante in cui viene concepito il piano divino di creare il mondo.
Dio Santissima Trinità non ha voluto tenersi gelosamente per se la sua gloria divina ( cfr Fil 1,6), ma traendo dal nulla delle creature intelligenti e libere, gli angeli e gli uomini, le ha volute rendere partecipi della sua eterna beatitudine.
Il piano divino della creazione e della redenzione, che Dio ha concepito dall’eternità e che si è realizzato nel tempo, prevede fin dall’inizio la partecipazione alla sua vita intima . La contemplazione di questa grandiosa realizzazione divina è il più grande godimento che si possa avere sulla terra, nonostante le ombre dalle quali siamo avvolti, in attesa della pienezza di luce e di gioia, quando potremo vedere Dio faccia a faccia.
In questo quadro mirabile, che Dio ha concepito e che realizza insieme a noi, il paradiso è la parte conclusiva della sinfonia divina dell’amore eterno. Dio infatti ha posto mano all’opera della creazione mosso dall’amore. “Amor est diffusivum sui” commentano i Padri della Chiesa. Il paradiso è il compimento dell’opera mirabile dell’Amore misericordioso ed è, di conseguenza, la meta a cui dobbiamo tendere con tutte le nostre forze nel pellegrinaggio della vita.
Vostro Padre Livio




