Il paradiso è la partecipazione alla vita intima di Dio
Che cos’è il paradiso ? Non si può rispondere a questa domanda se prima non ci si chiede chi è Dio. Dio e il paradiso infatti sono due realtà fra loro correlate. Tale è la natura del paradiso quale è la natura di Dio. E’ assolutamente impossibile immaginare o descrivere il paradiso senza una adeguata conoscenza di Dio. Nelle religioni naturali non mancano qua e là tracce di paradiso e tentativi di rappresentarlo. Tuttavia l’immagine di un aldilà felice che esse raffigurano risente dei medesimi limiti della loro concezione di Dio.
Tipico ad esempio è il concetto che l’Islam ha del paradiso, come un luogo di piaceri materiali, senza quel rapporto di comunione con Dio che è proprio del paradiso cristiano. L’Islam è la religione della sottomissione all’Onnipotente, col quale non è possibile avere un rapporto di intima amicizia. Nella visione islamica l’uomo è una creatura che ha nei confronti di Dio una distanza incolmabile. Non è prevista in questa religione l’elevazione soprannaturale a figli adottivi di Dio come nel cristianesimo. Ne consegue che il fedele che entra in paradiso dovrà accontentarsi di beni finiti, senza poter aspirare a quel bene supremo che è la stessa vita divina.
Anche nel cristianesimo la conoscenza del paradiso è intimamente connessa alla rivelazione che Dio fa di se stesso. La pienezza della rivelazione riguardo al paradiso avviene nel medesimo momento in cui viene manifestato il mistero trinitario. Il Figlio che rivela il Padre e invia lo Spirito Santo, è colui che ci introduce nella realtà del paradiso come partecipazione dell’uomo alla comunione delle tre divine Persone. Gesù ci manifesta il mistero della Santissima Trinità e, dopo aver compiuto l’opera della redenzione, ritorna al Padre per prepararci un posto (cfr Gv 14,2).
Non si tratta di un posto in uno spazio celeste, fuori di Dio, ma della partecipazione alla sua vita intima, come appare dalla preghiera stessa di Gesù: “Che tutti siano una cosa sola come tu, Padre, sei in me, e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21). Non sarebbe possibile una corretta concezione del paradiso cristiano senza entrare, per mezzo della fede, nelle profondità del mistero di Dio Santissima Trinità. Se non si conosce la vita intima di Dio, che egli solo può rivelare, non è possibile conoscere il paradiso?
Vostro Padre Livio




