L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (A Mirjana 2 Ottobre, 2019)

l'angolo del direttore P. Livio

In Paradiso la gioia di ognuno sarà piena e perfetta

Ogni anima avrà la sua gloria e la sua gioia: la misura che Dio ha stabilito fin dall’eternità e che ognuno ha conseguito corrispondendo alla grazia. La partecipazione di ogni anima alla gloria di Cristo risorto non cancella affatto l’identità e il destino che ogni anima si è costruita nel corso della vita terrena: “ Vivere in cielo è “ essere con Cristo” . Gli eletti vivono “in lui”, ma conservando, anzi, trovando la loro vera identità, il loro proprio nome” ( Catechismo C. C. 1025).

Tuttavia la gioia di ognuno sarà piena e perfetta. Ognuno parteciperà alla vita divina in misura della capacità che Dio gli ha dato con la sua grazia nel momento del giudizio. Attingendo all’amore di Dio ogni anima  potrà abbeverarsi senza che mai le manchi nulla. Tuttavia significherebbe non comprendere il paradiso se la gioia consistesse soltanto nel rapporto di amore di ogni anima con Dio. Infatti nell’oceano dell’amore trinitario tutte le anime si conoscono, si amano e si scambiano la loro gioia.

Ogni anima partecipa della gioia e della gloria di tutta la moltitudine celeste. “ Questa sarà la tua gloria e la tua felicità: essere ammesso a vedere Dio, aver l’onore di partecipare alle gioie della salvezza e della luce eterna, insieme con Cristo, il Signore tuo Dio….godere del regno dei cieli, insieme con i giusti e gli amici di Dio, le gioie dell’immortalità raggiunta” ( S. Cipriano,  Epistola 58,10).

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (A Mirjana 2 Ottobre, 2019)

In Paradiso c’è la pienezza della felicità

Cari amici, anche la virtù della speranza scompare. Infatti la speranza è un desiderio di possedere le realtà nelle quali crediamo. La speranza è, nella sua essenza, il desiderio di Dio e del suo amore. Tale desiderio si fa sempre più acuto nel tempo del pellegrinaggio, nella misura in cui cresciamo nella conoscenza e nell’amore di Dio. Il desiderio del paradiso e dell’eterna felicità in Dio è la forza che aiuta a superare le tentazioni e le croci del cammino spirituale.

Tuttavia, con l’ingresso in cielo, l’anima incontra colui che cerca e sperimenta l’abbraccio di colui che ama. La speranza è basata sull’attesa fiduciosa. Scompare quando arriva lo sposo e “ le vergini entrano con lui alle nozze” ( Mt 25, 10). Il Sommo Bene non è più desiderato, ma posseduto in tutta la sua pienezza. In cielo rimane il desiderio di Dio, in quanto fa parte della natura stessa dell’uomo, creato “capace di Dio”.

Tuttavia non è più il desiderio angoscioso dell’amata del Cantico che cerca, senza trovarlo, l’amore della sua anima (Cfr Ct 3, 2). E’ un desiderio che viene pienamente soddisfatto, generando una felicità piena e senza fine.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (A Mirjana 2 Ottobre, 2019)

In Paradiso si vive la pienezza dell’amore

L’ingresso in paradiso cambia radicalmente la condizione esistenziale dell’anima. Finisce il tempo delle prove e delle tentazioni, cessa il combattimento spirituale, viene meno sia la possibilità di peccare come quella di meritare.  Le paure, le angosce e le sofferenze della vita si dissolvono, lasciando il posto a una esultanza e a una gioia  senza fine. La fede e la speranza svaniscono e rimane solo la carità.

La realtà del paradiso è l’amore di Dio partecipato alle sue creature. Scompare tutto ciò che era un mezzo per raggiungere il fine supremo della carità, perché non ha più una ragione d’essere. San Paolo descrive questo passaggio con parole che sgorgano da una sua profonda esperienza spirituale: “ La carità – afferma l’apostolo – non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò  che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.

Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità” (1 Cor 13, 8-13).

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)

La terra vista dal Paradiso

Mentre vede Dio faccia a faccia, l’anima non è intimorita dalla sua grandezza, ma al contrario viene rapita dallo splendore della sua gloria e irresistibilmente attratta dalla potenza del suo amore. Sa di vivere in Dio e che Dio è la sua dimora eterna. Di più, sa di essere una sola cosa con Lui, così come lo sposo e la sposa sono una sola carne.

Nel medesimo tempo ritrova in Dio la moltitudine dei suoi fratelli, quelli che ha conosciuto nel suo pellegrinaggio terreno e quelli che l’hanno preceduta. Scopre che il cielo non è vuoto e che Dio non è solo. Ai suoi occhi stupiti si presenta la visione dell’apostolo Giovanni nell’apocalisse: “Ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione,  tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e all’Agnello, avvolti in veste candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: “La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello” (Ap 8, 9-10).

In quel momento dell’ingresso in paradiso come apparirà questa misera terra? Usciti dalla valle oscura, non ci sarà più nessun rimpianto. Guarderemo alla terra con gli occhi di Dio, provando pietà per tutti coloro che, ignari della meta, vagano nelle tenebre e nell’ombra di morte.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)

Il Paradiso è una sorpresa al di là di ogni aspettativa

L’ingresso in paradiso è una grazia immensa, il fine di tutte le grazie. Non è forse per donarci il paradiso che il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è morto in croce? Ma la grazia per sua natura sorprende. Anche per l’anima più vicina a Dio il paradiso è una sorpresa. Nessuno è in grado di immaginare in che cosa consista la partecipazione alla vita trinitaria se non la sperimenta nella visione faccia a faccia.

La sorpresa più grande sarà lo sguardo sull’infinita misericordia del Creatore per le sue creature. L’anima si rende conto di essere indegna di una così grande grazia e della sproporzione incolmabile fra i suoi poveri meriti e il dono incommensurabile di cui Dio l’ha gratificata. Comprende il valore della croce di Cristo, grazie alla quale il paradiso perduto è stato di nuovo riacquistato.

Dal suo cuore si innalza un sentimento di infinita gratitudine e incomincia a intonare quel “Grazie!”  che canterà per tutta l’eternità. Il paradiso gli appare come un dono dell’amore misericordioso del quale non potrebbe esisterne uno più grande.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)

L’ingresso in un mondo nuovo e sconosciuto

In un attimo, lasciando il corpo, l’anima esce dal limite oscuro dello spazio e del tempo ed entra nel mondo nuovo e sconosciuto della vita eterna. Ogni uomo passerà attraverso quell’istante unico e decisivo. Deve impostare la vita perché lo sbocco sia l’oceano sconfinato  dell’amore trinitario. Quando un maratoneta raggiunge il traguardo, per quanto sia affranto dalla stanchezza, dimentica tutta la sofferenza precedente. Si rende conto che ne è valsa la pena.

Benedice il momento in cui ha saputo reagire alla tentazione di abbandonare la corsa e, invece di gettare la spugna, ha stretto i denti ed è andato avanti. Se avesse ceduto allo scoraggiamento avrebbe sperimentato la gioia della vittoria? L’anima, nel momento in cui Gesù l’abbraccia, benedice i sacrifici, le prove, le rinunce, le fatiche, le croci e tutto ciò che le hanno permesso di ottenere la corona di gloria. Comprende la verità delle parole dell’apostolo Paolo: “Ritengo infatti che le sofferenze del momento presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi” (Rm 8,18).

Ci sarà chiaro allora che la croce porta alla gloria, che il bene vince sul male, che il giudizio di Dio è diverso da quello degli uomini. Soprattutto avremo la prova provata che Dio non inganna, che la sua Parola non passa e che le sue promesse si realizzano al di là di ogni nostra previsione e comprensione.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Ottobre 2019)

In Paradiso vedremo la nostra vita nella luce di Dio

La luce che avvolge l’anima in quel momento benedetto è tale da svelare il mirabile progetto di Dio sulla nostra esistenza. Quante volte, nel pellegrinaggio fra le tenebre del mondo, l’anima si è interrogata sul senso della vita, sulla sua origine e sul suo destino! Chi sono?, da dove vengo?, dove vado?, perché il dolore, il male, la morte?, sono le domande che non hanno mai cessato di bussare alla porta del cuore.

Ogni volta che la fede dava una risposta, si riproponevano di nuovo, inafferrabili e inquietanti. La vita a volte appariva un vagare senza direzione e senza dimora. Anche chi ha fede in qualche momento è tentato di chiedersi: “Dov’è Dio?”, “Perché non parla?” , “Perché non interviene?”. Gli interrogativi che non hanno trovato risposta e che hanno indotto la fede in tentazione, in quel momento saranno rischiarati da una grande luce. Comprenderemo in un lampo tutto quello che ci era rimasto nascosto, le ragioni insondabili del nostro soffrire, il perché della durezza di alcune prove e ci apparirà pieno di divina saggezza ciò che ci sembrava incomprensibile.

Vedremo la nostra vita non più dalla nostra visuale, limitata e meschina, ma con l’occhio di Dio e ci apparirà come una mirabile sinfonia di amore, dove ogni nota ha una sua ragion d’essere, anche quelle che a noi parevano superflue o stonate.

Vostro Padre Livio

Guida per gli ascoltatori: ecco a voi il nuovo sito ufficiale di Radio Maria

Cari amici,

finalmente, dopo un lungo lavoro, è pronto il nuovo sito di Radio Maria.

Era necessario un aggiornamento e l’abbiamo realizzato cercando di conservare la semplicità e l’immediatezza del messaggio.

Col nuovo sito speriamo di raggiungere un numero più grande di persone, perché possano ravvivare la fede e la preghiera e attingere ai messaggi della Regina della Pace.

Tutti i contenuti del sito precedente sono presenti nel nuovo.

Per aiutarvi a ritrovare i vostri punti di riferimento, ecco i link diretti:

  1. PALINSESTO
  2. ARCHIVIO on demand delle nostre trasmissioni
  3. LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA di Padre Livio
  4. EDITORIALI di Padre Livio
  5. CATECHESI di Padre Livio
  6. MESSAGGI DI MEDJUGORJE e COMMENTI di Padre Livio
  7. FREQUENZE
  8. Sezione SOSTIENICI
  9. CONTATTACI

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Cari amici, dopo due millenni di predicazione cristiana, proprio nelle aree in cui il cristianesimo si è maggiormente radicato e nel contesto di quelle civiltà che ha contribuito a creare, si sta assistendo a un sotterraneo e perciò ancora più pericoloso dissolvimento della fede, che non riguarda questa o quella verità particolare, ma il suo fondamento, che è la persona divina di Gesù Cristo. Una “apostasia silenziosa” si sta diffondendo nei paesi di antica evangelizzazione, dove gli uomini, sazi di beni materiali e fiduciosi nella loro forza, guardano con scetticismo al Dio crocifisso e alle esigenze del rinnegamento di sé del Vangelo.

Mai nella storia cristiana si era verificato un tradimento di massa di tali proporzioni, che serpeggia in modo subdolo anche fra le file di coloro che dovrebbero essere per vocazione i maestri nella fede.  Nonostante il numero dei battezzati, è solo un piccolo gregge a tenere alta e forte davanti al mondo la testimonianza della salvezza che viene dal Signore risorto.

Gesù Cristo tuttavia è vivo ed è il Signore della vita umana e della storia. Non saranno certo i nostri tradimenti a espellerlo da questo mondo, che egli ha redento e nel quale ha posto la sua tenda. Come magistralmente insegna S. Caterina da Siena, gli uomini sono in ogni caso nelle sue mani: o nella mano della misericordia o in quella della giustizia. Ogni uomo al termine della sua vita comparirà davanti al tribunale di Gesù Cristo (2 Cor 5,10). Egli, e nessun altro, è il giudice che deciderà del nostro destino eterno.

Il tempo della vita di ogni uomo è tempo di grazia e di misericordia. Sarà così anche nel momento della morte, se avrà aperto il suo cuore ai richiami incessanti di Colui che lo ama fin dall’eternità. Ma se avrà rifiutato la misericordia, indurendo il cuore fino all’ultimo istante, rimarrà in eterno nella sua negazione. In ogni caso invano gli uomini cercano di allontanare il Salvatore del mondo dalla loro vita. Verrà il momento in cui sarà proprio lui a giudicarli, lo vogliano o non lo vogliano. Allora sapranno chi è il Signore.

Vostro Padre Livio

Forti e saldi nella Fede

5° giornalino SETTEMBRE/OTTOBRE 2019

5 giornalino 2019 Forti e saldi nella Fede

Cari amici,

cliccando qui potrete leggere il quinto giornalino dell’anno 2019.

 

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è più tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Cari amici,

non vi è dubbio che Gesù sia apparso ai suoi contemporanei come un evento unico, al tempo stesso grandioso e sconvolgente. Come è mai possibile che una persona della sua santità, intelligenza e ricchezza di qualità umane, la cui luce non cessa di risplendere dopo due millenni, abbia potuto coscientemente e deliberatamente presentarsi come il Figlio eterno dell’Altissimo, venuto fra noi in carne umana? Incominciamo col dire che Gesù afferma di essere la Verità ( Giovanni, 14,6) e la Luce del mondo (Giovanni, 8,12). Attribuzioni inusitate, che i più grandi spiriti dell’umanità hanno riservato soltanto a Dio.

Quale uomo infatti potrebbe fare una simile affermazione riguardo a se stesso? Anche le intelligenze più acute hanno navigato durante l’intera vita nelle tenebre, cogliendo qua e là alcuni frammenti di verità, sempre misti a incredibili errori. Gesù Cristo non solo non è uno che cerca la verità o che si domanda che cosa sia la verità. Egli è ben diverso da ogni uomo la cui mente anela verso lo splendore della luce oltre le ombre delle cose fuggevoli. Egli ha la luce in sé, anzi è la luce. Ma non è una luce a misura d’uomo, è la Luce divina, la Verità eterna e immortale.

Un “io” che è la “Verità” non può che essere la persona del Verbo. Nella sua umanità il Cristo dimostra di essere la Luce immortale di Dio discesa fra le tenebre del mondo. La sua sublime sapienza infatti supera qualsiasi espressione della sapienza umana che mai sia apparsa sulla terra. Chi mai infatti ha parlato di Dio come Gesù? E chi mai ha rivelato l’uomo a se medesimo come la parola del Vangelo? Gesù è quella luce nella quale l’uomo conosce se stesso, la sua origine, la sua dignità e il suo destino immortale. Da quando Gesù è venuto nel mondo, proclamando la parola della Verità, sulla terra splende una luce che le tenebre non potranno mai oscurare.

Non vi è una sola parola del vangelo della quale l’umanità possa dire: “E’ superata”. Tutto ciò che vi è insegnato riguardo a Dio, all’uomo, al senso della vita e alla legge morale emana una luce così grande da lasciare abbagliati. Da quando è stato scritto il vangelo nulla di più elevato è stato mai più scritto. Da quando è venuto Gesù, nessun altro ha parlato come lui.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è tempo per esitare  ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Cari amici, non vi è dubbio che per molti uomini Gesù sia tutto.  Lo amano, come colui che è l’amore supremo ed eterno. Lo amano più del padre e della madre, più della moglie e dei figli, più dei fratelli e delle sorelle. Gesù è la loro forza, la loro speranza e la loro gioia. Per Gesù fanno qualsiasi sacrificio, si sobbarcano le più dure fatiche,  accettano le più costose rinunce. Gesù ha seguaci di ogni genere: bambini e anziani, uomini e donne, ricchi e poveri, deboli e forti, colti e ignoranti. In ogni tempo e in ogni angolo della terra trovi chi crede in lui, chi lo ama e chi lo professa.

Tutti coloro che lo hanno incontrato ti assicureranno che non è un fantasma, ma la persona più vera e reale che esista. Parlando di lui i loro occhi brilleranno e il loro cuore arderà. Saranno disposti a qualsiasi sacrificio, anche a quello della vita, pur di non perderlo. Hanno trovato il tesoro prezioso, la pienezza traboccante della gioia, e non cercano né desiderano altro. Gesù è quanto il loro cuore aveva sempre aspettato.

Questa presenza viva del Cristo nella vita degli uomini a partire dall’evento della sua resurrezione è senza dubbio un fatto umanamente incomprensibile e sconvolgente. Qui infatti non si tratta di una fede in un Dio inafferrabile e impalpabile, ma di un personaggio storico, veramente esistito, con una precisa identità, il quale aveva anticipato questa sua presenza lungo il corso della storia, oltre le barriere dello spazio e del tempo, quando aveva inviato nel mondo gli apostoli affermando: “ Ecco, io sono con voi tutti  i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo, 28, 20).  Più che una profezia è stata una promessa che egli ha mantenuto, perché, essendo Dio, era in grado di farlo.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

“Non c’è tempo per esitare  ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo come Dio” (Dal messaggio della Regina della pace a Mirjana di Medjugorje - 2 Settembre 2019)

Cari amici,

nel suo ultimo messaggio la Regina della pace ci ha richiamato ancora una volta su quello che è il centro focale della fede cristiana, la divinità di suo Figlio. Lo ha fatto sottolineandone l’urgenza, perché non vi è altra salvezza se non inginocchiandoci dinanzi a Lui e a vivere un legame inscindibile col suo Sacratissimo Cuore.  “Molti miei figli, ammonisce la Madre, ancora non riconoscono mio Figlio come loro Dio, ancora non hanno conosciuto il suo amore”. La crisi della fede, che si aggrava di giorno in giorno, riguarda proprio  il mistero di Gesù Cristo, “vero Dio e vero uomo”, “ Uno della Santissima Trinità” e “Dio da Dio”, come la Chiesa professa e come la Madonna più volte ci ha maternamente insegnato.

Nel momento in cui il cuore della fede si oscura, noi cessiamo di essere cristiani, perché non basta credere in Dio per esserlo, ma è necessario credere che Gesù è Dio. “Grande è l’amore di mio Figlio! – è il grido della Madre. Se conosceste la grandezza del suo amore, non smettereste di  adorarlo e di ringraziarlo” ( 2-8-19). Purtroppo molti hanno cessato da tempo di adorarlo e di ringraziarlo e lo ritengono non il Figlio di Dio, ma un semplice profeta, uno dei tanti maestri di spiritualità.

Non credono che la Croce sia un sacrificio di amore per la Redenzione del mondo, culminato con la  gloriosa Resurrezione, ma la giudicano un fallimento politico, come tanti nella storia. Non credono più nella sua reale presenza nell’Eucaristia, che ritengono un simbolo destinato a dissolversi nel tempo. E non credono più nella sua Parola, che manipolano a piacimento, come fosse parola d’uomo.

Quanti sono intossicati da questa menzogna satanica, spacciata per una conquista della modernità! La loro anima è appesa sull’abisso: “Chi crederà sarà salvato, chi non crederà sarà condannato”.

Vostro Padre Livio

Il Santo Rosario

Padre Livio Fanzaga Radio Maria editoriale

Di Padre Livio 

 


Recitare il Santo Rosario è un modo per mettersi in contatto con la Madonna e quindi con Gesù. In questo video Padre Livio sottolineata l’importanza della preghiera del Rosario, ovvero il momento in cui apriamo il nostro cuore alla Madonna, la quale con il suo amore lenisce le nostre ferite. 

Il Rosario è l’occasione per aprire nuovi cammini di speranza, la gioia di un abbraccio e una sosta di amore. Quando lo recitiamo Maria si fa presente, ci guarda con tenerezza e ci fa capire che non saremo mai soli. 

Col Rosario è possibile ottenere tutte le grazie, vincere tutte le battaglie, tagliare ogni traguardo. Padre Livio dà importanza al fatto che la Regina della Pace ami l’immagine della corona di fiori, che la cita in numerosi messaggi e sta ad indicare la bellezza di ogni “Ave” che esce dai nostri cuori. 

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Cari amici,

quando prendiamo in mano la corona non restiamo soli, ma la Madre si fa presente, ci guarda con tenerezza, ci prende amici, la Madonna ci spiega che il Santo Rosario “è quella corona di fiori che mi lega direttamente quale Madre ai vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze” (2 Settembre 2019).

L’immagine della corona di fiori è particolarmente cara alla Regina della pace, che la cita in numerosi messaggi e che sta a indicare la bellezza di ogni “Ave” che esce dai nostri cuori.La Madonna però in questa occasione aggiunge una nuova immagine, che è quella di un vincolo col quale Lei è strettamente legata alla vita di ognuno di noi. In questo modo la Madre vigila su di noi, ci accompagna nel cammino, ci protegge dai pericoli e si immedesima con le nostre esperienze di vita, i dolori e le gioie, le sconfitte e le vittorie, le delusioni e le speranze. Mentre recitiamo il Santo Rosario la Madre è presente e prega con noi e per noi.

E’ il momento in cui possiamo aprirLe il cuore, come sarebbe possibile con nessun’altra persona, e lasciare che il suo amore lenisca le nostre ferite, fughi le nostre paure, infonda forza alla nostra debolezza e apra nuovi cammini di speranza.Il S. Rosario è una sosta di amore , è la gioia di un abbraccio, è un “Sì” che si rinnova. Quando prendiamo in mano la corona, non restiamo soli ma la Madre si fa presente, ci guarda con tenerezza, ci prende per mano, ci stringe al suo cuore. Il Rosario è un’oasi di pace, una sorgente di acqua viva, un angolo di paradiso.Il Rosario è una corazza indistruttibile, un’arma onnipotente, il terrore dei demoni. Col Rosario otterrai tutte legrazie, vincerai tutte le battaglie, taglierai il più arduo dei traguardi. Stringi sul cuore il Santo Rosario e non lasciarlo mai.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Cari amici,

il messaggio del 2 Settembre è un appassionato e persino drammatico appello alla preghiera, in particolare del Santo Rosario. Questo è avvenuto anche nei messaggi del 25 Agosto e del 25 Luglio, quando la Madonna ci ha invitato a prendere il Rosario in mano e  a pregare giorno e notte. Le motivazioni di questo invito, (dovremmo chiamarlo “comando”), riguardano la nostra situazione personale, che è di debolezza spirituale, (“verranno le prove e voi non sarete forti), ma soprattutto lo stato di grave pericolo per le anime dei non credenti. La Madonna ci supplica di aiutarla a salvarle: “Le vostre preghiere sono così necessarie al mondo, affinché le anime si convertano”.

L’intensità della richiesta si comprende anche dal fatto che si rivolge a noi tre volte chiamandoci “apostoli del mio amore” e che il termine “preghiera” e “pregate” sia ripetuto per ben nove volte. Il quadro drammatico della situazione, vista dal cielo, è dato dal numero enorme di anime che, man  mano che si estendono l’apostasia e l’incredulità, rischiano di perdersi.

Infatti il dissolvimento della fede è ormai così avanzato, che “molti miei figli  ancora non riconoscono mio Figlio come loro Dio, ancora non hanno conosciuto il suo amore”. Solo credendo in Gesù Cristo, almeno implicitamente, è possibile salvarsi. Chi, avendo avuto il dono della fede, ha abbandonato Gesù non può salvarsi. Chi, avendo avuto la possibilità di credere, ha chiuso il cuore, non può salvarsi.

La Madonna ci invita a inginocchiarci dinanzi a suo Figlio e riconoscerlo come Dio, centro della nostra vita e a dedicarci alla preghiera, aggrappandoci al suo Cuore,  perché la preghiera  è un’arma potente, che cambia il mondo. La Madonna ci ammonisce che “non c’è tempo per esitare”. Il tempo delle prove è alle porte e il veleno dell’incredulità sta velocemente intossicando il mondo intero. Le anime che si perdono sono innumerevoli. Preghiamo almeno il Rosario ogni giorno.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

"Figlioli, testimoniate col Rosario in mano che siete miei" (Dal messaggio della Regina della Pace a Marija di Medjugorje - 25 Agosto 2019)

Cari amici,

l’invito della Regina della pace a testimoniare con il Rosario in mano che siamo suoi non va preso alle leggera, ma va  collocato nel passaggio storico che la Chiesa e il mondo stanno attraversando. Infatti la Madonna ha ripreso questo invito che, per la prima volta, ha fatto l’8 Agosto del 1984, un momento cruciale della storia contemporanea, quando satana  stava progettando di distruggere l’Europa con attacco nucleare da parte dell’Unione Sovietica.

Oggi stiamo entrando nella fase più drammatica dell’attacco dell’impero delle tenebre, in quanto satana è sciolto dalle catene e, come ci ammonisce  la Regina della pace  “vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio. Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l’egoismo che il mondo vi offre“ (25 Gennaio 2017). Noi però non siamo consapevoli di tutto questo, perché la falsa luce dell’angelo ribelle ci acceca senza che ce ne accorgiamo, oscurando in noi le verità della fede. La sua potenza di seduzione inquina i nostri cuori,  chiudendoli a Dio e rendendoli schiavi degli idoli.

Ci siamo abituati a vivere senza Gesù Cristo, senza la sua Parola, i suoi Comandamenti e i suoi Sacramenti. Siamo cittadini di un mondo senza Dio, nel quale satana, grazie a noi, ha preso il posto di Dio. Da questa situazione non possiamo uscire se non aggrappandoci alla Madonna, legandoci a Lei con la corona del Rosario, che dobbiamo tenere sempre con noi, come segno per satana che noi siamo di Maria.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Figlioli, testimoniate col Rosario in mano che siete miei" (Dal messaggio della Regina della Pace a Marija di Medjugorje - 25 Agosto 2019)

Cari amici

l’invito della Regina della pace a testimoniare con il Rosario in mano che siamo suoi non va preso alle leggera, ma va collocato nel passaggio storico che la Chiesa e il mondo stanno attraversando. Infatti la Madonna ha ripreso questo invito che, per la prima volta, ha fatto l’8 Agosto del 1984, un momento cruciale della storia contemporanea, quando satana stava progettando di distruggere l’Europa con attacco nucleare da parte dell’Unione Sovietica.

Oggi stiamo entrando nella fase più drammatica dell’attacco dell’impero delle tenebre, in quanto satana è sciolto dalle catene e, come ci ammonisce la Regina della pace “vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio. Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l’egoismo che il mondo vi offre“ (25 Gennaio 2017).

Noi però non siamo consapevoli di tutto questo, perché la falsa luce dell’angelo ribelle ci acceca senza che ce ne accorgiamo, oscurando in noi le verità della fede. La sua potenza di seduzione inquina i nostri cuori, chiudendoli a Dio e rendendoli schiavi degli idoli. Ci siamo abituati a vivere senza Gesù Cristo, senza la sua Parola, i suoi Comandamenti e i suoi Sacramenti. Siamo cittadini di un mondo senza Dio, nel quale satana, grazie a noi, ha preso il posto di Dio. Da questa situazione non possiamo uscire se non aggrappandoci alla Madonna, legandoci a Lei con la corona del Rosario, che dobbiamo tenere sempre con noi, come segno per satana che noi siamo di Maria.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Cari amici.

nel suo ultimo messaggio la Madonna non si stanca di richiamarci alla nostra responsabilità per la salvezza eterna delle anime. Dobbiamo innanzitutto sentirci responsabili della nostra anima, perché nessuno può salvarla al nostro posto. Ma è grande la responsabilità  anche per l’anima degli altri, in particolare dei nostri familiari, amici e conoscenti, oltre che di tutti gli uomini che sono nel peccato e hanno chiuso il cuore a Dio nell’impenitenza.

La Madonna ci incoraggia dicendo che “benedirà il centuplo il nostro sforzo e saremo testimoni tra i popoli. Le anime dei non credenti sentiranno la grazia della conversione ed il Cielo sarà grato per le vostre fatiche e i vostri sacrifici”. Che cosa c’è di più grande nella vita dell’aiutare i nostri fratelli a trovare Dio, il suo perdono e la sua pace, per poi essere con lui tutti insieme felici per l’eternità? Il Padre per il sacrificio di suo Figlio sulla Croce, per i meriti e le intercessioni della Beata Vergine Maria, dei Santi e anche per le nostre preghiera, dà grazie di conversione a chi cammina nelle tenebre del peccato e della morte.

Questi nostri fratelli però hanno bisogno di noi e della nostra testimonianza per sentire la voce di Dio che li chiama. Hanno bisogno di segni visibili per aprire gli occhi, per dilatare il cuore, per desiderare di cambiare. Hanno bisogno dei segni della nostra fede, delle parole che illuminano,  della speranza che consola, dell’amore che accoglie. Se noi abbiamo paura a dirci e a mostrarci cristiani, se ci vergogniamo di Gesù, se nascondiamo la verità, se pensiamo parliamo e agiamo come il mondo, come potranno questi nostri fratelli trovare la via della salvezza? Tutti possiamo aiutare la Madonna a salvare le anime.

Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Cari amici,

la Madonna, esortandoci alla preghiera, ci propone l’impegno fondamentale della vita, se vogliamo che sia vita e non morte. La preghiera fa sì che siamo dei tralci uniti alla vite, in modo tale che producano frutti e non siano dei rami secchi da gettare nel fuoco. La preghiera deve avere il primo posto nell’organizzazione della nostra giornata, in modo tale che incominci con Dio, si svolga con Dio e termini con Dio. Le preghiere al mattino e alla sera fanno parte del bagaglio del buon cristiano e di una famiglia cristiana, dove i genitori insegnano a pregare ed esortano i figli alla preghiera. In una famiglia dove c’è la preghiera c’è Gesù, la sua pace e il suo amore.  In una famiglia dove si recita il Rosario c’è la Madonna che protegge e difende dalle insidie del nemico infernale. In una famiglia dove non si prega satana può entrare a suo piacimento, portando contese, lacerazioni, distruzioni e morte. La Madonna non si stanca di ripetere che l’Eucaristia è il cuore della fede. Nella S. Messa è realmente presente il sacrificio di amore di Gesù che, col dono della sua vita, ha espiato i nostri peccati, ottenendoci il perdono del Padre, e che, con la sua gloriosa resurrezione,  fa di noi delle nuove creature predestinate alla vita eterna.

Cari amici, la S. Messa domenicale e nelle altre grandi festività sia un impegno irrinunciabile. Per tante persone la S. Messa quotidiana è un’opportunità straordinaria per dimostrare amore per Gesù e per crescere nel cammino di santità. Le Chiese vuote sono una vergogna! Sono la casa di Dio e la porta del Cielo. Ritorniamo a frequentarle. Se conoscessimo l’amore di Gesù non smetteremmo di adorarlo e di ringraziarlo.

Padre Livio