L’entusiasmo non manca😁….
Insieme alla Santa Messa la Gospa, fin dalle prime settimane delle apparizioni, ha voluto ripristinare in tutta la sua importanza il sacramento della Confessione.
Al riguardo si possono vedere le fotografie di lunghe file di penitenti, nei prati adiacenti alla Chiesa parrocchiale, già nel mese di Agosto del 1981, quando la Madonna , con una apparizione particolare, aveva mostrato ai parrocchiani la necessità di purificarsi dei loro peccati.
Da allora una caratteristica distintiva di Medjugorje sono le file di penitenti ai Confessioni fuori dalla Chiesa. La Madonna vuole che la partecipazione alla Santa Messa avvenga con l’anima in grazia di Dio per poter ricevere l’Eucaristia.
Essendo la Conversione il messaggio più importante che la Madonna ha dato a Medjugorje, come Lei stessa ha precisato, appare evidente la necessità della Confessione, dove vengono rimessi tutti i peccati e l’anima ritorna ad essere il tempio della Santissima Trinità.
Infatti il cammino di Conversione è lungo e dura tutta la vita. Di qui il sostegno della Confessione, che segna le tappe del cammino di santità fino alla vita eterna.
Ogni parrocchia dovrebbe avere la sollecitudine, come avviene a Medjugorje, di sensibilizzare i fedeli al Sacramento della penitenza e, nel medesimo tempo, di trovare i modi appropriati perché i fedeli vi possano accedere.
Sabato, 11 Ottobre 2025
Il cammino di conversione
Caro amico,
nella prospettiva della fede, la salvezza eterna non è una tua opera, ma la tua adesione alla persona viva di Gesù Cristo la cui santità, bellezza e immortalità ti vengono donate, in una misura sovrabbondante.
Il tuo cammino di conversione consiste in una sempre più stretta unione di vita e di amore con Gesù Cristo, dal quale siamo stati guariti, salvati, trasformati e divinizzati. Questa divina trasfigurazione della tua persona è incominciata in questa vita e si compirà in pienezza con l’ingresso nell’eternità.
Vostro Padre Livio
Uno degli aspetti più preoccupanti del cattolicesimo occidentale, in particolare in Europa, è la diserzione dalla Messa domenicale, in particolare da parte dei ragazzi e dei giovani.
Infatti l’Eucaristia è cuore della Chiesa ed è un mistero di fede di infinita grandezza, perché il pane e il vino consacrati sono il Corpo e il Sangue di Cristo offerti per la salvezza del mondo.
Dio, nella sua grande misericordia, l’ha voluto far comprendere alla nostra generazione, che ha abbandonato la Santa Messa, attraverso san Carlo Acutis, un ragazzo di quindici anni che andava a Messa ogni giorno e che si è dedicato a mettere in rete la straordinaria ricchezza dei miracoli eucaristici.
Una delle prime disposizioni che la Madonna ha dato alla Parrocchia di Medjugorje, è stata quella di chiamare la popolazione alla Messa quotidiana, celebrata ogni sera dopo l’apparizione, preceduta e conclusa dal Santo Rosario completo.
La Gente si lamentava, ma la Madonna è stata inflessibile, invitando i parrocchiani a riflettere sullo stato di peccato in cui si trova il mondo.
Che dire della situazione attuale, ben più grave, con un mondo immerso nell’incredulità e a rischio di autodistruzione?
La Messa domenicale è un invito alla mensa celeste, a cui partecipa tutto il Cielo e vi parteciperemmo anche noi, non solo la Domenica, ma anche tutti i giorni, se avessimo un briciolo di fede.
(9 Ottobre 2025)
Cari amici e ascoltatori di Radio Maria,
ci siamo riuniti questa settimana Harissa, in Libano, per pregare insieme il Santo Rosario, uniti a tutti gli ascoltatori delle diverse Radio Maria nel mondo, trasmesse in oltre novantacinque Paesi dei cinque continenti. È stato un momento spirituale speciale, nel quale abbiamo sentito i nostri cuori unirsi sotto il manto e la benedizione della Madonna del Libano, nel suo santuario consacrato. Abbiamo percepito nel cuore la forza del suo amore e la sua premura materna per le nostre vite.
La nostra gioia è stata ancora più grande quando, subito dopo la preghiera del Rosario, ci è giunta la notizia dell’annuncio della visita di Papa Leone XIV in Libano. Si tratta della sua prima Visita Apostolica fuori Roma — un messaggio di Pace e di Unità che parte dal cuore della Chiesa e raggiunge la Terra dei Santi. Questa storica visita porta speranza da Roma al Libano e rinnova lo spirito del popolo libanese, che ha affrontato tante prove e difficoltà: dal crollo economico all’esplosione del porto di Beirut, dalle tensioni nel sud del Paese fino alle sofferenze che toccano l’intera regione, in particolare la vicina terra di Gaza e gli altri Paesi limitrofi.
Il Libano, nonostante le sue piccole dimensioni, raccoglie quasi tutte le Chiese cristiane ed è l’unico Paese d’Oriente con più sedi patriarcali. Questa visita sarà un’occasione per il Santo Padre di incontrare i capi delle Chiese orientali e le autorità libanesi in un momento di preghiera e di rinnovamento, ricordando al mondo intero che il Libano non è solo una nazione, ma una vocazione: una chiamata al dialogo e all’unità.
Per Radio Maria, in Libano e nel mondo, questa visita è fonte di grande gioia. Non è soltanto un evento da raccontare, ma un momento di grazia da vivere e condividere. È un’occasione particolarmente significativa per noi, che siamo custodi della fede cattolica e la diffondiamo ai nostri ascoltatori in tutto il mondo, accompagnando la loro vita spirituale e portando la speranza dal cuore della Chiesa a ogni persona.
Accogliamo dunque con cuore aperto questa visita benedetta, elevando le nostre preghiere per il Libano, per la sua pace, la sua stabilità e un futuro luminoso, degno della terra dei santi e della sua gente buona. Con ogni preghiera, ogni buona intenzione e ogni supplica, contribuiamo a realizzare la nostra vocazione in Medio Oriente e a far risplendere il Libano di speranza e di fede.
Radio Maria è felice di accompagnare e custodire questo nobile messaggio.
Preghiamo insieme affinché questa visita porti frutti di benedizione e di Pace per il Libano e per tutta la regione.
Venerdì, 10 Ottobre 2025
La vita Divina
Caro amico,
il cammino di santità consiste essenzialmente nella trasformazione della persona umana in un figlio di Dio, mediante l’unione con Gesù Cristo.
La vita Divina, di cui è ricolma la santa umanità del Redentore, deve poco a poco compenetrare tutto il tuo essere e trasformarlo ad immagine del Figlio di Dio fatto uomo.
È un processo dove Grazia e buona volontà cooperano in un combattimento spirituale che cesserà solo all’ultimo istante.
Vostro Padre Livio
Ciò che mi ha sempre colpito nella testimonianza dei Veggenti di Medjugorje è la loro serenità quando ne parlano. Eppure sono padri e madri di famiglia con figli e nipoti.
Questo fatto è particolarmente significativo perché i primi due Segreti riguardano Medjugorje e non pare che si tratti di cose di poco conto.
La Madonna ha insegnato loro a guardare i Segreti con lo sguardo della fede, attraverso il quale vediamo la mano della Divina Provvidenza, che permette un male per ottenere un bene maggiore.
Infatti, attraverso i Segreti, Dio vuole convertire il mondo che, senza questi interventi, continuerebbe la sua corsa verso la morte e la perdita eterna dell’anima.
Anche noi dobbiamo guardare il futuro con questo sguardo, affidandoci totalmente a Maria e invocando la sua protezione. La rivelazione di ogni Segreto, tre giorni prima che accada, è una manifestazione straordinaria della Provvidenza divina che indica una via di salvezza.
In altre parole, Dio permette al male di fare la sua esibizione, ma nel medesimo tempo ci dà la possibilità di evitarlo manifestandolo in anticipo. Alla fine perirà chi si è ostinato nel rifiuto di Dio.
Il rifiuto di Dio e del suo amore è una possibilità della libertà umana. L’umanità sta percorrendo questa strada, sempre più affollata, che conduce alla catastrofe esistenziale.
Dio non può certo rimanere indifferente e per questo ha inviato Maria per dare una possibilità di salvezza a chi la desidera. Noi dobbiamo aiutarla perché si realizzi il suo piano di misericordia.
Giovedì, 9 Ottobre 2025
La vita di Dio
Caro amico,
la vita di Dio non si vede e non si tocca, ma è reale ed è talmente efficace che trasforma le persone che la accolgono dentro di sé.
Sgorga dal Cuore di Gesù con una abbondanza straripante e non vi è persona che non possa abbeverarsi a questa fonte perenne che zampilla per tutti.
In che cosa consiste questa vita divina che è in grado di trasformare radicalmente l’esistenza umana?
Trattandosi di una realtà soprannaturale non è facile esprimerla con le parole umane. Essa è luce, è verità, è bellezza, è santità, è amore, è felicità.
Vostro Padre Livio
I sei Veggenti di Medjugorje sono al centro dell’opinione pubblica da quasi mezzo secolo e il fatto di vedere la Madonna è tale da renderli persone sottoposte ad una attenzione particolare.
Il loro compito, quello assegnato dalla Madonna, è di testimoniare la sua presenza viva e reale, anche se non visibile agli altri, e di riferire i suoi messaggi.
In questo senso possiamo senz’altro dire che hanno adempiuto nel migliore dei modi al loro compito, senza mai contraddirsi e con continuità, cosa che richiede una grazia particolare da parte del Cielo.
Il dono di vedere la Madonna e di parlare con Lei è indubbiamente una grazia immeritata e la Gospa lo ha sottolineato dicendo che non ha scelto i migliori.
Tuttavia questo previlegio fa di loro delle persone particolari, verso le quali sono necessari attenzione e rispetto, lo stesso che la Madonna ha nei loro riguardi.
È errato ritenere i Veggenti “santi” solo per il fatto di vedere la Madonna. Anche loro hanno dei difetti e anche loro fanno degli errori. I messaggi della Madonna che invita alla santità non prevedono eccezioni.
Tuttavia non possiamo sottovalutare i loro meriti, che vanno indubbiamente oltre i loro difetti, che una certa comunicazione ingrandisce puntando a squalificarli.
Il merito principale dei Veggenti, che alla Gospa interessa in modo particolare, è quello di aver mai negato di vedere la Madonna e di riferire i suoi messaggi, nonostante le intimidazioni, le irrisioni e le diffamazioni di una opinione pubblica spesso ostile.
È la presenza dei Veggenti che ostacola tutti i progetti volti a oscurare la presenza viva della Madonna, tipico di una mentalità modernista avversa alle manifestazioni. del “Soprannaturale”
(7 ottobre 2025)
Mercoledì, 8 Ottobre 2025
Il dono della vita di Dio
Caro amico,
il cristianesimo consiste nel dono della vita divina alla creatura umana che si trova in una situazione di morte spirituale.
La vita stessa di Dio, che è eterna comunione di verità, di santità e di amore, viene donata al mondo che giace sotto il potere del male e della morte…
Colui che la dona è il Figlio di Dio fatto uomo. Chi crede in Lui riceve una vita che non esiste sulla terra e che l’uomo non potrebbe mai né trovare né produrre.
Vostro Padre Livio
Milad Shjarawi, presidente di Radio Maria Nazareth, spiega ad Interris.it l'importante missione di una radio cattolica in Terra Santa
Il conflitto tra Palestina e Israele continua. Dopo quasi due mesi, le ferite da una parte e dall’altra solo ancora molte e profonde. La maggioranza delle persone è schiacciata dalla guerra e l’unico vero desiderio è quello di riempire il cuore di pace, sentimento in grado di cambiare le sorti di questa martoriata terra.
Interris.it ne ha parlato con Milad Shajrawi, presidente di Radio Maria Nazareth, cristiano arabo palestinese che si definisce anche israeliano in quanto vive in Israele e ne possiede il passaporto. All’età di 21 anni si è trasferito a Padova per studiare ingegneria civile, qui ha conosciuto una ragazza di Bassano del Grappa che più tardi diventò sua moglie. Insieme a Nazareth hanno costruito la loro famiglia, attualmente composta da due figli e cinque nipoti. Da 46 anni Milad è ingegnere civile, ma è anche uno dei traduttori dell’ambasciata italiana a Tel Aviv e da cinque anni è diventato presidente di Radio Maria Nazareth.
Milad, da ingegnere a Radio Maria. Come è avvenuto questo passaggio?
“Il presidente di tutte le radio Maria del mondo Vittorio Viccardi è venuto qui a Nazareth e ha chiesto gli venisse indicata una persona per iniziare questa avventura. I religiosi del posto che mi conoscono e sanno che parlo anche l’italiano hanno indicato il mio nome. Nel 2018 abbiamo costituito l’associazione The Voice of Mary from Nazareth e abbiamo iniziato a cercare i volontari. Io sono felice di essere stato scelto perché fa parte del mio percorso di fede che con grande umiltà e riconoscenza continuo a percorrere anche durante questo momento difficile”.
Da dove nasce il bisogno di fondare una radio cattolica in Terra Santa?
“La scelta di Nazareth non è un caso. Questa città è considerata la culla dell’annunciazione a Maria e l’incipit del messaggio di Gesù all’uomo. Radio Maria è la riposta alla volontà di toccare i cuori degli uomini per portarli alla conversione, che significa lottare ogni giorno contro tutte le malvagità che accadono nel mondo. Perché ciò succeda abbiamo bisogno di nutrire la nostra anima con la parola di Dio e Radio Maria vuole fare proprio questo, con un un messaggio di pace e di speranza”.
Come una radio può riuscire in questo intento?
“Si tratta di uno strumento capace di arrivare a chiunque in ogni momento della giornata, molto di più della tv, perché può essere ascoltata anche fuori casa, come per esempio al mattino mentre si raggiunge il luogo di lavoro. Pensiamo poi alla compagnia che può fare ad un anziano solo che avverte il bisogno di sentire la parola viva di Gesù Cristo. In un momento poi critico come quello che stiamo vivendo oggi, la radio ha un compito ancora più profondo perché ha il dovere di stare vicino alla gente parlando di pace”.
Secondo lei la gente di questa terra vuole la convivenza tra i due popoli?
“Anche se qualcuno vuole farci pensare il contrario questa integrazione già c’è. Basti pensare che negli ospedali in Israele ci sono più medici arabi che ebrei. Questo fa sì che quando per esempio c’è una festa ebraica, gli ebrei possono festeggiare, mentre quando a celebrare sono gli arabi o i cristiani, gli ebrei lavorano. Purtroppo poi arriva la guerra e vengono a galla i dissapori e i conflitti”.
Quanto è strano che la terra che ha dato i natali al figlio di Dio sia tormentata da così tanto odio?
“Sembra un paradosso, ma in realtà è così. Io credo che ci sia un forte bisogno di accettare la grazia di Dio che arriva attraverso la conversione dei cuori. A impedire ciò sono i sentimenti negativi che allontanano l’uomo dagli insegnamenti di Gesù. Nel corso della mia vita ho visto moltissime guerre, e quella in corso è solo l’ultima in ordine cronologico, ma nonostante ciò, ancora in me vive la speranza che qualcosa stia finalmente cambiando”.
Il messaggio di Gesù può cambiare i destini delle persone?
“Noi tutti abbiamo bisogno di un faro da seguire e quando il giorno fa capolino questa necessità è ancora più forte. Oggi noi stiamo attraversando una notte più tenebrosa e lunga del solito, ma la vicinanza a Dio ci aiuta a vedere la luce. Dopotutto accade anche nella vita di ogni giorno, qualsiasi sfida si affronti, se vissuta nell’unione con il Signore, diventa più facile perché non ci si sente soli”.
I suoi figli vivono in Italia. Lei e sua moglie avete mai pensato di raggiungerli?
“Loro ci chiedono di andare a Bassano del Grappa, ma noi vogliamo condividere questo delicato momento con la nostra gente perché sentiamo che la nostra missione è quella di rimanere qui. Potremmo anche pensare di fare un piccolo viaggio in Italia, ma le cose possono cambiare in qualsiasi momento e il solo pensiero di non poter più tornare a casa ci porta a non muoverci dalla nostra casa a Nazareth”.
Radio Maria Nazareth: il ruolo della radio cattolica in Terra Santa
Martedì, 7 Ottobre 2025
La misericordia di Dio
Caro amico,
prima il tuo cuore era occupato dalle passioni e dai desideri della carne, che ti trascinavano qua e là come belve affamate e mai sazie.
Ora è divenuto il tempio del Dio vivente che irradia la Sua gioia e la Sua pace.
Hai ritrovato la tua libera volontà e la tua capacità di compiere il bene, che prima era ridotta in schiavitù dalle passioni.
Vivevi nella tenebra della menzogna, in uno stato di morte spirituale. Adesso tutto è diverso. Sperimenti una nuova nascita, facendo rivivere la grazia ricevuta nel tuo battesimo. Sei un figlio di Dio, che ha conosciuto la Sua misericordia.
Vostro Padre Livio