RECITA DEL SANTO ROSARIO a cura di RADIO MARIA FRANCIA.
COLLEGATE TUTTE LA RADIO MARIA DEL MONDO.
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Potrete inserire fin da ora tutte le vostre intenzioni da affidare alla MADONNA🌹🌹🌹
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10 Febbraio 2022: editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.
Il Libro dei SALMI un tesoro composto da 150 preghiere: invocazioni, lodi, richieste, lamenti, ringraziamenti per tutte le situazioni della vita.💐🕯💓LA TUA?
Nella Bibbia il Libro dei Salmi ha un valore spirituale immenso🌿🕯150 preghiere, invocazioni, lodi, richieste, lamenti, ringraziamenti per tutte le situazioni della vita; scritte in ebraico e tradotte in greco nella Settanta, il termine «salmi» vda psalmoi, che deriva da psallo, «cantare con musica».
I Salmi sono preghiere scritte da persone diverse in epoche diverse, raccolti in uno dei libri dell’Antico Testamento, chiamato appunto Libro dei Salmi o Salterio. Salmo è un termine che si potrebbe genericamente tradurre “Lodi” che vengono cantate con accompagnamento del ‘salterio’, uno strumento a corda. Molti sono attribuite a Davide, talune a Salomone, altre ad altri personaggi noti e ignoti nella storia del popolo di Israele.
Maria Santissima , ha pregato con i Salmi. Non solamente perché si usava così , ma ne ha riempito il proprio amore a Dio. Pensiamo al Magnificat, il suo cantico di lode nel quale ella spontaneamente unisce parole di Salmi e cantici diversi.
Nostro Signore Gesù Cristo, ha pregato con i Salmi
nella Sinagoga, quando saliva a Gerusalemme ed entrava nel tempio, e quando celebrava la liturgia domestica della cena pasquale. Sulla croce Gesù inizia a pregare il Salmo 22: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”
Durante la lettura di un salmo:
un momento di riflessione per cercare di capire il Salmo nel suo senso letterale, così come deve averlo pensato colui che per primo l’ha pregato, l’ambiente e la situazione in cui egli è vissuto, situazione di malattia o di guerra, di vittoria o di sconfitta, di peccato o di sicurezza, di fiducia o di quasi disperazione, di gioia prorompente o di gioia serena.
A me cosa dicono queste parole? E io con esse cosa esprimo a Dio Padre?
Io sono membro della Chiesa in preghiera. La mia voce si unisce a mille voci, il mio cuore batte in sinfonia con mille cuori, la mia fede sostiene l’infedeltà di altri e la mia debolezza e il mio scoraggiamento sono confortati dall’amore e dalla lode dei fratelli.
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Guarda il video a cura di Padre Livio:
Cardinale Emerito di Abuja (Nigeria) da due anni.
Illustra il progetto di Gboko:
Siamo nell’arcidiocesi di Abuja. Fino a due anni fa ero arcivescovo di Abuja. Gboko fa parte della provincia ecclesiastica di Abuja. Conosco bene la situazione pastorale e sociale della diocesi di Gboko. È veramente una cosa molto gradevole vedere che Radio Maria in Italia ha mostrato interesse per aiutare la diocesi di Gboko per portare qui Radio Maria.
Gboko è una delle diocesi nigeriane con un’alta percentuale di popolazione cattolica, non abbiamo cifre precise ma pressappoco il 70% della popolazione di Gboko è cattolica.
Secondo me, allora, è una buona scelta. Il progetto di Gboko sarà un buon esempio, un modello che altri potranno seguire. Spero che se Radio Maria in Italia sostiene Radio Maria a Gboko, altri paesi sosterranno altre diocesi. Tutti nell’ambito della stessa Conferenza Episcopale della Nigeria e con la struttura centrale ad Abuja per Radio Maria Nigeria. Si deve iniziare da qualche parte, se si comincia bene a poco a poco il lavoro va dappertutto.
Continuiamo a pregare per il successo di questa iniziativa.
LA VERA GIOIA NON LA TROVI NELLA RICCHEZZA, NELLO STATUS SOCIALE, NEGLI ABITI E BORSETTE FIRMATI, NELLO SBALLO, NELLE AUTO, NELLO SMARTPHONE di ultima generazione…: “GESÙ CRISTO e non la ricchezza, dà la VERA GIOIA”.
Il bellissimo discorso di Benedetto XVI alla GMG 2016
Prima parte:
Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi: «Siate sempre lieti nel Signore!» (4,4). La gioia, in effetti, è un elemento centrale dell’esperienza cristiana. Anche durante ogni Giornata Mondiale della Gioventù facciamo esperienza di una gioia intensa, la gioia della comunione, la gioia di essere cristiani, la gioia della fede. È una delle caratteristiche di questi incontri. E vediamo la grande forza attrattiva che essa ha: in un mondo spesso segnato da tristezza e inquietudini, è una testimonianza importante della bellezza e dell’affidabilità della fede cristiana.
La Chiesa ha la vocazione di portare al mondo la gioia, una gioia autentica e duratura, quella che gli angeli hanno annunciato ai pastori di Betlemme nella notte della nascita di Gesù (cfr Lc 2,10): Dio non ha solo parlato, non ha solo compiuto segni prodigiosi nella storia dell’umanità, Dio si è fatto così vicino da farsi uno di noi e percorrere le tappe dell’intera vita dell’uomo. Nel difficile contesto attuale, tanti giovani intorno a voi hanno un immenso bisogno di sentire che il messaggio cristiano è un messaggio di gioia e di speranza! Vorrei riflettere con voi allora su questa gioia, sulle strade per trovarla, affinché possiate viverla sempre più in profondità ed esserne messaggeri tra coloro che vi circondano.
1. II nostro cuore è fatto per la gioia
L’aspirazione alla gioia è impressa nell’intimo dell’essere umano. Al di là delle soddisfazioni immediate e passeggere, il nostro cuore cerca la gioia profonda, piena e duratura, che possa dare «sapore» all’esistenza. E ciò vale soprattutto per voi, perché la giovinezza è un periodo di continua scoperta della vita, del mondo, degli altri e di se stessi. È un tempo di apertura verso il futuro, in cui si manifestano i grandi desideri di felicità, di amicizia, di condivisione e di verità, in cui si è mossi da ideali e si concepiscono progetti.
E ogni giorno sono tante le gioie semplici che il Signore ci offre: la gioia di vivere, la gioia di fronte alla bellezza della natura, la gioia di un lavoro ben fatto, la gioia del servizio, la gioia dell’amore sincero e puro. E se guardiamo con attenzione, esistono tanti altri motivi di gioia: i bei momenti della vita familiare, l’amicizia condivisa, la scoperta delle proprie capacità personali e il raggiungimento di buoni risultati, l’apprezzamento da parte degli altri, la possibilità di esprimersi e di sentirsi capiti, la sensazione di essere utili al prossimo. E poi l’acquisizione di nuove conoscenze mediante gli studi, la scoperta di nuove dimensioni attraverso viaggi e incontri, la possibilità di fare progetti per il futuro. Ma anche l’esperienza di leggere un’opera letteraria, di ammirare un capolavoro dell’arte, di ascoltare e suonare musica o di vedere un film possono produrre in noi delle vere e proprie gioie.
Ogni giorno, però, ci scontriamo anche con tante difficoltà e nel cuore vi sono preoccupazioni per il futuro, al punto che ci possiamo chiedere se la gioia piena e duratura alla quale aspiriamo non sia forse un’illusione e una fuga dalla realtà. Sono molti i giovani che si interrogano: è veramente possibile la gioia piena al giorno d’oggi? E questa ricerca percorre varie strade, alcune delle quali si rivelano sbagliate, o perlomeno pericolose. Ma come distinguere le gioie veramente durature dai piaceri immediati e ingannevoli? Come trovare la vera gioia nella vita, quella che dura e non ci abbandona anche nei momenti difficili?
2. Dio è la fonte della vera gioia
In realtà le gioie autentiche, quelle piccole del quotidiano o quelle grandi della vita, trovano tutte origine in Dio, anche se non appare a prima vista, perché Dio è comunione di amore eterno, è gioia infinita che non rimane chiusa in se stessa, ma si espande in quelli che Egli ama e che lo amano. Dio ci ha creati a sua immagine per amore e per riversare su noi questo suo amore, per colmarci della sua presenza e della sua grazia. Dio vuole renderci partecipi della sua gioia, divina ed eterna, facendoci scoprire che il valore e il senso profondo della nostra vita sta nell’essere accettato, accolto e amato da Lui, e non con un’accoglienza fragile come può essere quella umana, ma con un’accoglienza incondizionata come è quella divina: io sono voluto, ho un posto nel mondo e nella storia, sono amato personalmente da Dio. E se Dio mi accetta, mi ama e io ne divento sicuro, so in modo chiaro e certo che è bene che io ci sia, che esista.
Questo amore infinito di Dio per ciascuno di noi si manifesta in modo pieno in Gesù Cristo. In Lui si trova la gioia che cerchiamo. Nel Vangelo vediamo come gli eventi che segnano gli inizi della vita di Gesù siano caratterizzati dalla gioia. Quando l’arcangelo Gabriele annuncia alla Vergine Maria che sarà madre del Salvatore, inizia con questa parola: «Rallegrati!» (Lc 1,28). Alla nascita di Gesù, l’Angelo del Signore dice ai pastori: «Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore» (Lc 2,11). E i Magi che cercavano il bambino, «al vedere la stella, provarono una gioia grandissima» (Mt 2,10). Il motivo di questa gioia è dunque la vicinanza di Dio, che si è fatto uno di noi. Ed è questo che intendeva san Paolo quando scriveva ai cristiani di Filippi: «Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!» (Fil 4,4-5). La prima causa della nostra gioia è la vicinanza del Signore, che mi accoglie e mi ama.
E infatti dall’incontro con Gesù nasce sempre una grande gioia interiore. Nei Vangeli lo possiamo vedere in molti episodi. Ricordiamo la visita di Gesù a Zaccheo, un esattore delle tasse disonesto, un peccatore pubblico, al quale Gesù dice: «Oggi devo fermarmi a casa tua». E Zaccheo, riferisce san Luca, «lo accolse pieno di gioia» (Lc 19,5-6). E’ la gioia dell’incontro con il Signore; è il sentire l’amore di Dio che può trasformare l’intera esistenza e portare salvezza. E Zaccheo decide di cambiare vita e di dare la metà dei suoi beni ai poveri.
Nell’ora della passione di Gesù, questo amore si manifesta in tutta la sua forza. Negli ultimi momenti della sua vita terrena, a cena con i suoi amici, Egli dice: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore… Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,9.11). Gesù vuole introdurre i suoi discepoli e ciascuno di noi nella gioia piena, quella che Egli condivide con il Padre, perché l’amore con cui il Padre lo ama sia in noi (cfr. Gv 17,26). La gioia cristiana è aprirsi a questo amore di Dio e appartenere a Lui.
Narrano i Vangeli che Maria di Magdala e altre donne andarono a visitare la tomba dove Gesù era stato posto dopo la sua morte e ricevettero da un Angelo un annuncio sconvolgente, quello della sua risurrezione. Allora abbandonarono in fretta il sepolcro, annota l’Evangelista, «con timore e gioia grande» e corsero a dare la lieta notizia ai discepoli. E Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!» (Mt 28,8-9). E’ la gioia della salvezza che viene loro offerta: Cristo è il vivente, è Colui che ha vinto il male, il peccato e la morte. Egli è presente in mezzo a noi come il Risorto, fino alla fine del mondo (cfr Mt 28,20). Il male non ha l’ultima parola sulla nostra vita, ma la fede in Cristo Salvatore ci dice che l’amore di Dio vince.
Questa gioia profonda è frutto dello Spirito Santo che ci rende figli di Dio, capaci di vivere e di gustare la sua bontà, di rivolgerci a Lui con il termine «Abbà», Padre (cfr Rm 8,15). La gioia è segno della sua presenza e della sua azione in noi.
Figlio è una delle parole più usate nell’Antico Testamento. La Bibbia – commenta Mons. Ravasi– è per certi versi un libro di figli buoni e cattivi che vedono alla fine entrare in scena in mezzo a loro il Figlio per eccellenza, Gesù Cristo». «La casa – cresce con le pareti, fatte di pietre vive e protese verso l’alto e il futuro, che sono i figli».
Anche nella Bibbia i figli si confrontano con i padri (Isacco ,Abramo ,figliol prodigo), i fratelli litigano fra loro (da Caino e Abele a Giuseppe). Oggi i nostri ragazzi almeno cinque ore al giorno davanti al computer, comunicano in modo diverso rispetto agli adulti. Papa Giovanni: «Voi dite sui vecchi le stesse cose che dicevamo noi da ragazzi. È giusto. Ma un giorno altri ragazzi diranno lo stesso di voi».
Il Signore Gesù non è stato solo bambino ma anche adolescente e giovane, morendo poco più che trentenne, un’età che oggi è giovanile. Praticava il mestiere del falegname o carpentiere ,parlava l’aramaico, l’ebraico.
Molte sono le storie della Bibbia in cui i giovani si confrontano con i vecchi.
Essere un giovane cristiano oggi è sembra incredibile, camminare in un mondo buio, incattivito: puoi splendere come una luce! La Bibbia è piena di versetti di speranza, di forza per i giovani:
Siate forti e coraggiosi, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore, il tuo Dio, è colui che cammina con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà”. Deuteronomio 31:6.
“Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il Signore: “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza”. Geremia 29:11.
“Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare.” 1 Corinzi 10:13.
“Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica”. Filippesi 4:13.
“Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù”. Filippesi 4:6-7.
“Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato. I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano”. Isaia 40:29-31.
“Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per spiegare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore integro verso di lui”.
2 Cronache 16:9.
Nessuno disprezzi la tua giovane età; ma sii di esempio ai credenti, nel parlare, nel comportamento, nell’amore, nella fede, nella purezza”. 1Timoteo 4:12.
“Gesù gli disse: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente””. Matteo 22:37.
“Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l’amore, la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro”. 2 Timoteo 2:22
“Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, fortificatevi”. 1 Corinzi 16:13.
“Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno.” 1 Giovanni 2:14.
Come potrà il/la giovane render pura la sua via? Badando a essa mediante la tua parola. Ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciare che mi allontani dai tuoi comandamenti. Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te”. Salmi 119:9-11.
“La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero”. Salmi 119:105.
31 Gennaio 2022: editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.
diretta di P.LIVIO CON SUA EMINENZA IL CARDINALE ERNEST SIMONI✨✨✨
notate nelle foto che Padre Livio oggi fa anche da regista….👍


RITROVARE LE PROPRIE STORIE FAMIGLIARI LEGGENDO
LA STORIA DELLA FAMIGLIA DI
ABRAMO: la sua paternità
GIUSEPPE: la gelosia dei fratelli
MOSÈ : ragazzo fragile senza identità che si sente chiamare per nome da un rovo ardente.
Ogni famiglia è unica
Nella Sacra Scrittura trovi tanti versetti e citazioni sulla famiglia.
Scoprili in:
Genesi
Esodo
Proverbi
Efesini
Colosseo
Giosuè
Salmi
Perché anche la tua famiglia ha una vocazione nella Famiglia di Dio
AI CUORI IMMENSI DEGLI ASCOLTATORI MISSIONARI DI RADIO MARIA STA PER RIPARTIRE LA CLESSIDRA MISSIONARIA DI RADIO MARIA, SOTTO IL MANTO AZZURRO DELLA NOSTRA REGINA🙏✨
SI RIPARTE DALLA NIGERIA CON LA REALIZZAZIONE DI DUE SOTTOSTAZIONI DI RADIO MARIA PRECISAMENTE A…🌍🇮🇹🙏
NELLE PROSSIME ORE SCOPRIREMO INSIEME LE ZONE: collocazione geografica, motivazioni…vi mostreremo foto video e……
PER INFO:
⭐️[email protected]
🇮🇹031 610600
⭐️www.radiomaria.it
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💓🇮🇹🌍GRAZIE AGLI ARTISTI CHE STANNO REALIZZANDO OPERE PER LE PROPOSTE DI BENEFICIENZA ✨🇮🇹🌏
Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Il primo passo della preghiera è aprire il Cuore a Dio
Caro amico,
aprire il cuore a Dio è il momento decisivo della vita. Forse anche tu hai sperimentato che cosa significhi condurre un’esistenza senza Dio e senza preghiera.
La tua vita era completamente immersa nelle cose effimere, in balia dei desideri della carne.
Tutto intento a soddisfare la fame di mondo, avevi chiuso il cuore a ogni richiamo soprannaturale.
Saresti rimasto in questo stato fino alla fine della vita, se Gesù non fosse venuto a cercarti e non avesse bussato alla porta del tuo cuore.
Caro amico, si può avere il cuore chiuso anche se crediamo in Dio e recitiamo le preghiere.
Si tratta di una fede astratta confinata nella mente e di una preghiera che nasce già morta.
Non sono pochi i cristiani che vivono in questa situazione di morte spirituale, perché nel loro cuore il peccato ha posto le sue radici, dando lo sfratto a Dio.
Vostro Padre Livio
Prima di cominciare la lettura…
Raccogliersi e stare in silenzio per qualche minuto davanti al Signore:
libera la mente dai pensieri, preoccupazioni.
Stai tranquillo nel Signore.
Un po’ di adorazione: con le tue parole coi Salmo 145/150
Fai esame di coscienza: parole, opere, azioni e chiedo perdono a Dio.
Leggere un brano della Bibbia
Medito quanto letto: scegli una frase una citazione che ti ha colpito. Memorizza o scrivila sul tuo diario spirituale.
Poi prega: per te, per la tua famiglia, per la tua comunità, per un ammalato…
Chiudi con una preghiera di ringraziamento o con un canto di lode.
L’esempio di Sant’Agostino
Milano Agosto del 386.
Al di là del muretto di cinta del suo giardino c’è calma e silenzio, ma la sua anima è nella tempesta.
“Mi ritirai dunque nel giardino e Alipio dietro, passo per passo. Sentivo che una tempesta, grondante un’ingente pioggia di lacrime, stava per scoppiare. Per scaricarla tutta con i suoi strepiti mi alzai e mi allontanai da Alipio, parendomi la solitudine più propizia al travaglio del pianto, quanto bastava perché anche la sua presenza non potesse impacciarmi. Mi gettai disteso, non so come, sotto una pianta di fico e diedi libero corso alle lacrime. Dilagarono i fiumi dai miei occhi, sacrificio gradevole per te, e ti parlai a lungo, se non in questi termini, in questo senso: ‘E tu, Signore, fino a quando? Fino a quando, Signore, sarai irritato, fino alla fine? Dimentica le nostre passate iniquità’ ” (Conf. VIII, 8.19; 12.28).
Ad un tratto la sua attenzione fu attratta da
“una voce come di fanciullo o fanciulla, non so, che diceva cantando e ripetendo più volte: ‘prendi e leggi, prendi e leggi’.
Mutai d’aspetto all’istante e cominciai a riflettere con la massima cura se fosse una cantilena usata in qualche gioco di ragazzi, ma non ricordavo affatto di averla udita da nessuna parte. L’unica interpretazione possibile era per me che si trattasse di un comando divino ad aprire il libro e leggere il primo passo che vi avrei trovato.
Così tornai concitato al luogo dove stava seduto Alipio e dove avevo lasciato il libro dell’Apostolo. Lo afferrai, lo aprii e lessi tacito il primo versetto su cui mi caddero gli occhi.
Diceva: ‘Non nelle crapule e nelle ebbrezze, non negli amplessi e nelle impudicizie, non nelle contese e nelle invidie, ma rivestitevi del Signore nostro Gesù Cristo e non assecondate la carne nelle sue concupiscenze’.
Non volli leggere oltre, né mi occorreva.
Appena terminata infatti la lettura di questa frase, una luce di certezza penetrò nel mio cuore e tutte le tenebre del dubbio si dissiparono” (Conf. VIII, 12.29).
La scelta era fatta e per sempre. “Mi volgesti a te così appieno, che non cercavo più né moglie, né altra speranza di questo mondo” (Conf. VIII, 12.30).
Anche in Alipio, già deciso a non sposarsi e a dedicare la sua vita alla ricerca della sapienza, è avvenuta una trasformazione. Si rallegra della decisione del suo amico, vanno insieme da Monica e le rivelano la decisione presa. “Le raccontiamo lo svolgimento dei fatti: esulta e trionfa. E cominciò a benedirti, o Signore, perché avevi concesso alle sue lacrime molto più di quanto aveva chiesto” (Conf. VIII, 12.30).
LA LETTURA DELLA BIBBIA HA CAMBIATO IN QUALCHE MODO LA TUA VITA?
1° giornalino GENNAIO/FEBBRAIO 2022