Cari amici,
cliccando qui potrete leggere la lettera Mariatona Missionaria dell’anno 2022.
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🟦 #RADIO #MARIA E’ UN DONO DELLA #REGINA DELLA #PACE E NESSUNO SE NE PUO’ APPROPRIARE⭐️
🟦 RADIO MARIA IS A GIFT FROM THE QUEEN OF PEACE AND NO ONE CAN APPROPRIATE⭐️
🟦 RADIO MARIA ES UN REGALO DE LA REINA DE LA PAZ Y NADIE SE LO PUEDE APROPIAR
tratto da https://blogdipadrelivio.it/
⭐️⭐️Cari amici, che Radio Maria sia la Radio della Regina della Pace lo sanno tutti i suoi ascoltatori, che sono decine di milioni in Italia e all’estero, dove Radio Maria è presente con 122 sedi che trasmettono in 35 lingue diverse.
Lo sa anche la #Chiesa, nella persona di ben tre Pontefici, che hanno sempre incoraggiato i responsabili di Radio Maria, in particolare il Direttore #Padre #Livio, ogni volta che sono stati accolti in Udienza.
Lo sanno gli abitanti di #Medjugorje, in particolare i sei veggenti, che ritengono Radio Maria un dono della Regina della pace.
Tuttavia è giunto il momento di chiarire che Radio Maria, in quanto Radio ispirata dalla Regina della pace, sulla quale ha messo il suo sigillo di appartenenza, ha un inizio ben preciso nella storia.
Questo avvenuto nel 1987 quando è stata fondata l’Associazione Radio Maria, con Emanuele #Ferrario primo Presidente, che ha rilevato la precedente radio parrocchiale, per iniziare un itinerario autonomo collegato alle apparizioni di Medjugorje.
Per questo Ferrario ha chiesto a Padre Livio, che già da due anni teneva qualche programma nella radio parrocchiale, di lasciare la sua Parrocchia di Milano e i suoi impegni pastorali, per mettere mano a questo progetto in qualità di Direttore.
Padre Livio accettava e, col permesso dei suoi Superiori, si recava stabilmente ad #Erba, nell’Ottobre del 1988, per dedicarsi, come Direttore e membro del Direttivo, a questa particolare missione.
La radio parrocchiale, eccezione fatta per la S. Messa , il rosario e le preghiere del mattino e della sera, non differiva affatto dalle centinaia di emittenti nate all’ombra dei campanili, la maggioranza delle quali scomparse strada facendo. Basti dire che non aveva neppure un’ agenda quotidiana delle trasmissioni.
Padre Livio si è dedicato in primo luogo a costruire il palinsesto, secondo le indicazioni dei messaggi della Regina della pace: la fede, la preghiera, l’evangelizzazione, l’appello alla conversione, plasmando un modello di Radio che in ogni continente ha avuto e sta avendo un successo straordinario.
In tutti questi anni fino ad oggi Radio Maria è stata fedele alla Regina della pace, trasmettendo i messaggi, aiutando gli ascoltatori a viverli, diffondendo ovunque nel mondo le parole di Maria.
Non erano anni facili, perché spesso Medjugorje è stata attaccata e con essa anche Radio Maria, ma noi siamo stati sempre fedeli e non abbiamo cambiato bandiera per opportunismo.
Nel medesimo tempo abbiamo sempre osservato le disposizioni dell’Autorità Ecclesiastica, facendoci forti della libertà di credere o non credere alle apparizioni che la Chiesa ha sempre assicurato.
Non passa giorno che Padre Livio non citi gli insegnamenti della #Madonna e non aiuti a capire le ragioni della sua presenza, chiamando alla conversione e aprendo il cuore alla speranza.
Grazie a Radio Maria la Regina della pace si è resa quotidianamente presente in Italia e nel mondo presso una moltitudine incalcolabile di persone. Dobbiamo forse meravigliarci se persino i veggenti di Medjugorje dicono che Radio Maria è la Radio della Madonna?
Ora che l’umanità sta entrando nel tempo della grande tribolazione è in particolare Radio Maria lo strumento col quale la Madonna sarà presente ovunque nel mondo con le sue parole di luce e di conforto.
Ovviamente nessuno è obbligato a credere a Medjugorje o ascoltare Radio Maria. Ma tutti dovrebbero avere il rispetto per questo dono della Regina della pace alla Chiesa. E’ un dono che porta il suo sigillo e nessuno se ne può appropriare.
Terminiamo con le parole di #Vicka in diretta su Radio Maria. Sono rivolte a noi ma, nel medesimo tempo, a tutta la grande famiglia di Radio Maria:
“Padre Livio, tu non sai quante grazie la Madonna ha dato a te, perché sei stato pronto a rispondere in modo che la Madonna ha trovato una sua radio.
Non sai quanto ti vuol bene e vedo che anche tu rispondi con tutto amore.
Devi continuare a trasmettere questo tuo messaggio senza stancarti perché abbiamo ancora tanto da fare”.
Regina della Pace
Prega per noi e per il mondo intero
GUARDA IL VIDEO – 1500€ da MARCELLO
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QUI LO SCAFFALE DEDICATO A TUTTE LE OPERE DI BENEFICENZA REALIZZATE DA ARTISTI LOCALI PER RACCOGLIERE
FONDI A FAVORE DI RADIO MARIA UCRAINA SEDE DI KIEV E PER APERTURA DI DUE NUOVE RADIO MARIA IN NIGERIA SUD EST/SUD OVEST: GBOKO (già aggiudicata) e IBADAN (clessidra missionaria quasi colma)
GRAZIE
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Guarda il video a cura di Padre Livio:
C’è un paese dove un cristiano viene ucciso ogni due ore. Il genocidio dei centomila, condannati anche all’invisibilità
“È tempo che l’occidente salvi i cristiani della Nigeria”, titola lo Spectator di questa settimana. Salvarli? Perché, sono in pericolo? Nessuno sembra essersene accorto, come del prete copto assassinato questa settimana ad Alessandria d’Egitto. Un gruppo per i diritti umani, l’International Society for Civil Liberties and Rule of Law (Intersociety), rivela sempre questa settimana che 6.006 cristiani nigeriani sono stati orribilmente uccisi in appena quindici mesi da gennaio 2021 a marzo 2022 da islamici radicali: pastori Fulani, Boko Haram e altri gruppi terroristici. 6.006 uccisi in quindici mesi e 45.644 in tredici anni. E in un solo paese. “Si stima che altri 18.500 cristiani siano scomparsi senza lasciare tracce. Un totale di 17.500 chiese e oltre duemila scuole cristiane sono state attaccate, dieci milioni di cristiani del nord sono stati sradicati e sei milioni costretti a fuggire dalle loro case per evitare di essere trucidati a morte dai jihadisti”.
Non passa giorno nell’Africa subsahariana, in Mali, in Burkina Faso, in Centrafrica, in Nigeria, senza che i cristiani vengano massacrati. In Nigeria, il paese africano che paga il prezzo più pesante per il jihadismo, immagini terrificanti mostrano cristiani bruciati vivi da assassini assetati di odio. La cristianofobia assassina e genocida è il risultato di decenni di insegnamento dell’odio e del progresso della sharia, anche se molti derubricano le stragi alla voce “scontri fra contadini e pastori” o danno la colpa al cambiamento climatico. Paesi conquistati non solo dal barbaro jihadismo ma anche dall’islamismo di stato ufficialmente importato dai paesi del Golfo. E nell’era di informazione h24 sui cellulari, computer, televisori e social, l’umanitarismo è virale per tutti, tranne che per i cristiani perseguitati, che deve rimanere senza immagini e senza titoli, tra un occidente espiatorio e un islam radicale che li perseguita.
“Ogni due ore un cristiano è ucciso in Nigeria”, dice il rapporto 2022 della World Watch List di Open Doors, dove la Nigeria guida la classifica mondiale dei cristiani uccisi per la loro fede. I musulmani Fulani dieci giorni fa hanno ucciso 50 cristiani e rapito un sacerdote cattolico in attacchi alle comunità cristiane nello stato di Kaduna. “Hanno bruciato case, una chiesa, negozi e ucciso animali”, ha detto un testimone a Morning Star News. “Non hanno permesso che venissero seppelliti nemmeno i cadaveri e sparato alle persone in lutto che sono tornate nei villaggi per celebrare i funerali. Donne e bambini sono tra le vittime”. Poi le stragi di 80 fedeli nei villaggi cristiani documentate da Barnabas Fund.
Onu e media derubricano le stragi a scontri fra contadini e pastori. I vescovi nigeriani non la pensano così: “Vogliono islamizzare il paese”
Il sacerdote cattolico Felix Fidson Zakari è stato rapito. Cosa lo attende? “Siamo stati torturati, ero così scioccato da non riuscire neanche a pregare”, ha raccontato a dicembre padre Bako Francis Awesuh ad Aiuto alla Chiesa che soffre. I bambini cristiani rapiti sono islamizzati, convertiti e gli viene dato un nome arabo.
I jihadisti hanno ucciso tutti i maschi cristiani in due città del Niger, Fantio e Dolbel. I sopravvissuti – donne con bambini piccoli e neonati – sono fuggite nella regione dei Dori, in Burkina Faso. Aiuto alla Chiesa che soffre ha parlato con le donne, che hanno raccontato come i terroristi abbiano attaccato due volte i villaggi, “uccidendo tutti gli uomini”. A Fantio, i jihadisti hanno preso una statua della Madonna, i libri liturgici e li hanno bruciati. Questa persecuzione era precedentemente limitata a paesi come il Niger, dove i musulmani sono netta maggioranza, e la Nigeria, dove la popolazione è divisa equamente tra musulmani e cristiani. Ma si sta ora diffondendo in paesi in cui i cristiani costituiscono la netta maggioranza. Uno di questi paesi è il Congo, oggi terra di attacchi ai cristiani. Johnnie Moore, Commissario per la libertà religiosa internazionale, ha recentemente dichiarato che “migliaia di chiese sono state date alle fiamme, bambini massacrati, pastori decapitati, case e campi incendiati a decine di migliaia, persone prese di mira solo per la loro fede cristiana”. “Anche il genocidio ruandese è stato inizialmente chiamato ‘conflitto contadini-pastori’, e guarda cosa è diventato. Il Ruanda ha le dimensioni di uno stato nigeriano. Il mondo non sarà in grado di far fronte alle conseguenze. E’ in atto un genocidio in Nigeria?”. Questa è la domanda appena posta dalla baronessa Cox, membro della Camera dei Lord britannica e presidente dell’Humanitarian Aid Relief Trust, nell’ultimo rapporto della sua organizzazione: “Mentre l’attenzione del mondo si rivolge all’Ucraina, non dobbiamo dimenticare la sofferenza dei cristiani. Decine di migliaia sono stati uccisi in orribili attacchi terroristici. Milioni sfollati. I bambini non possono andare a scuola. Alcuni osservatori sono arrivati al punto di descrivere l’aumento degli attacchi come una campagna di pulizia etno-religiosa. In molti si pongono la domanda: è in atto un genocidio in Nigeria? Nonostante la portata e la natura della violenza, raramente fa notizia. La crisi resta nascosta ai media mondiali”. Questi cristiani, ha detto Marc Fromager di Aiuto alla Chiesa che soffre in Francia, “pensano di essere stati venduti per trenta barili di petrolio da parte delle autorità politiche dell’occidente”. Douglas Burton, ex funzionario del Dipartimento di stato americano esperto di Nigeria, ci racconta: “Quello contro i cristiani è un genocidio. E’ stato documentato nel libro ‘Silent Slaughter’. Ma il massacro è stato ridotto a una disputa tra pastori e agricoltori, esacerbata dal riscaldamento globale. Questa narrazione è accolta con favore dai governanti musulmani e dai loro alleati. Pulizia etnica, avanti tutta”.
Un rapporto al Parlamento inglese spiega: “E’ in atto un genocidio in Nigeria”. Un rapporto parla di centomila morti in vent’anni
L’International Organization for Peace Building and Social Justice, l’International Committee on Nigeria e l’All-Party Parliamentary Group for International Freedom of Religion or Belief in un rapporto rilevano che 100 mila cristiani sono stati uccisi in Nigeria in vent’anni. Boko Haram, al Qaida, Fulani e altri gruppi estremisti sono responsabili della morte di oltre 96 mila cristiani in 21 mila attacchi separati. 100 mila in vent’anni, se pensiamo che l’International Christian Concern valuta in 50-70 mila il numero di cristiani uccisi soltanto negli ultimi dieci anni (le violenze islamiche iniziarono a Kano nel 2003-2004).
Dieci anni fa Robert Sarah, arcivescovo della Guinea e già presidente della Conferenza episcopale dell’Africa occidentale, ci aveva avvertito: “L’islam ha un solo progetto: fare dell’Africa un continente islamico. C’è effettivamente una volontà e una strategia ben elaborata per islamizzare e persino arabizzare l’Africa. E ci sono i mezzi finanziari e la propaganda mediatica disponibili per la riuscita di questo piano”.
I grandi gruppi terroristici hanno iniziato con i primi studenti mandati nelle scuole islamiche dell’Arabia Saudita
Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti offrono borse di studio ai giovani africani per frequentare le scuole religiose negli stati del Golfo. Secondo un rapporto dell’Africa Center for Strategic Studies, il numero di studenti dell’Africa orientale iscritti alle università islamiche del Golfo è passato da diverse centinaia nel 2010 a diecimila in soli quattro anni.
“L’Africa subsahariana è stata a lungo considerata immune al richiamo della militanza islamista a causa delle sue pratiche religiose non ortodosse – radicate nel sufismo – e delle sue culture tradizionali e oggi l’area è diventata il fronte in più rapida crescita della jihad globale, e forse la più letale”, ha scritto sul Wall Street Journal Yaroslav Trofimov. A guidare questo cambiamento c’è una trasformazione cruciale del modo in cui l’islam viene praticato dai 250 milioni di musulmani che vivono a sud del Sahara, una popolazione che si prevede aumenterà del 60 per cento in trent’anni.
In Niger e in molti paesi vicini, il ritmo di questa forma di islamizzazione è stato “vertiginoso”. Issoufou Yahaya, uno storico del Niger, dice che quando ha studiato all’Università di Niamey alla fine degli anni 80, non c’era una sola moschea nel campus. “Oggi abbiamo più moschee qui che aule”, ha detto Yahaya, che dirige il dipartimento di Storia dell’università. Il proselitismo degli enti di beneficenza sauditi e, in misura minore, del Qatar, hanno inondato l’Africa di denaro. “L’islam ci viene imposto”, ha detto ad Aiuto alla Chiesa che soffre il vescovo del Congo Melchisedech Paluku Sikuli. “Le moschee vengono costruite ovunque”.
Gambia, Senegal e Mauritania sono al 90 per cento islamizzate, ma la quota decresce man mano che si scende, raggiungendo un nove per cento di presenze in Sudafrica. L’obiettivo dell’islamizzazione è espandersi verso sud, fino a costruire un gigantesco continente afromusulmano.
La Izala Society, nata nel nord della Nigeria alla fine degli anni 70, ha guadagnato terreno in diversi paesi vicini. Uno dei principali sceicchi influenzati da Izala era Ja’afar Adam, laureato all’Università islamica di Medina che presiedeva una famosa moschea nella città nigeriana di Kano. Uno dei suoi allievi era Mohammed Yusuf, il predicatore che ha fondato Boko Haram e che ha devastato gran parte della Nigeria, del Camerun, del Ciad e del Niger. La sharia venne introdotta nello stato di Zamfara dopo che la dittatura militare lasciò il potere nel 1999. Nell’arco di tre anni, 12 dei 36 stati della federazione nigeriana seguirono l’esempio adottando la sharia.
In visita in Svizzera dal 12 al 20 marzo su invito di Aiuto alla Chiesa che soffre, il sacerdote nigeriano Obiora Francis Ike ha avvertito l’occidente: “Uscite dalla vostra comfort zone, svegliatevi, vedete il pericolo: in Nigeria i terroristi jihadisti, finanziati dai politici locali e dai paesi del Golfo, vogliono islamizzare il paese. L’occidente non è intenzionato a sostenere i cristiani in Africa!”.
Il vescovo cattolico Kundi: “Qual è il numero accettabile di morti per qualificarsi come genocidio secondo il diritto internazionale?”
Le testimonianze delle ragazze cristiane sono le più terribili. “E’ arrivato un momento in cui avevamo visto così tanti cadaveri che non avevamo più paura di morire”. E’ la frase agghiacciante riferita da una ragazza cristiana di Chibok sopravvissuta al rapimento di massa di Boko Haram. Anche l’arcivescovo anglicano di Jos, Benjamin Argak Kwashi, , ha detto che “questa cosa è sistematica pianificata, calcolata. La loro intenzione è islamizzare la Nigeria”. Julius Yakubu Kundi, vescovo di Kafanchan, ha appena parlato del “desiderio di sterminare i cristiani” a La Croix. “Noi cristiani stiamo gradualmente diventando una specie in via di estinzione condannata allo sterminio”. Chiede il vescovo Kundi: “Qual è il numero accettabile di morti per qualificarsi come genocidio secondo il diritto internazionale? Qual è il criterio utilizzato dalla comunità internazionale per assegnare un valore a una vita?”.
Per i seguaci wokisti della punizione permanente dell’Uomo Bianco chiamato ad autoflagellarsi per espiare colpe passate imprescrittibili, l’occidente colpevole ad vitam aeternam, nella “intersezionalità delle vittime” non basta neanche più essere nero. Non devi essere stato ucciso in quanto cristiano.
LE NUOVE LOCALITA’ IN CUI PORTEREMO LA PAROLA DI DIO SONO LA DIOCESI DI ONITHA E LA DIOCESI PORT HARCOURT.
Sottostazioni di Radio Maria Nigeria con studio.
La Nigeria è il paese più popoloso dell’Africa: conta circa 205milioni di persone.
I cristiani in Nigeria sono circa 98/100milioni di persone, metà del paese è cattolico.
Nel nord del paese, all’interno della città di Maiduguri, la popolazione cristiana è minoritaria.
Ad Arnaud ci sono tre gruppi islamici [Boko Haram, ISWAP(Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale), gruppo di etnia Fulani]. Questi gruppi che sono al centro della persecuzione dei cristianisono sono sette molto feroci.
Prima di Boko Haram in Nigeria c’era un clima di tolleranza tra cristiani e musulmani, con la presenza di queste sette feroci, a partire dal 2009, la persecuzione dei cristiani ha assunto invece un carattere drammatico. Il fondatore di Boko Haram ha fomentato i suoi seguaci a perseguitare i cristiani dicendo loro che i cristiani costituiscono un problema per la società poichè faranno diventare i musulmani degli schiavi. Tutto questo ha fatto quindi scaturire sentimenti di odio.
Dal 2014 ad oggi il numero di cristiani uccisi si aggira intorno a 45.000persone.
Boko Haram vuole sterminare i cristiani e i villaggi in cui vivono diventando così, insieme ai Fulani, una minaccia per i cattolici in Nigeria.
Al sud di Kaduna i cristiani vengono sottomessi e uccisi in modo feroce.
La persecuzione contro i cristiani è una cosa orchestrata.
In Nigeria i cristiani vivono con grande tristezza, le persone sono sottomesse, non possono uscire dai loro paesi, le strade per loro non sono più sicure.
I gruppi islamici hanno bruciato le chiese, le scuole…
Un’altra cosa che recentemente preoccupa in Nigeria è il rapimento dei sacerdoti.
Nei villaggi cristiani c’è un grande sterminio di bambini, donne…
Si formano dei gruppi di vigilanza per difendere e far da guardia alle chiese ma è molto difficile riuscire a difendersi perché la popolazione non possiede armi sofisticate come invece le possiedono i gruppi islamici.
Noi come chiesa non diciamo alla popolazione cristiana di portare le armi e di combattere. Sappiamo che difendersi è importante ma la chiesa non è un muro.
Durante questa persecuzione il numero di cristiani è in crescente aumento come ad esempio lo si è riscontrato in un villaggio di nome Pulka.
Più la Chiesa viene perseguitata e più la fede cattolica aumenta anche in silenzio.
Questo avviene per opera del Signore.
Quasi tutte le parrocchie avevano le scuole elementari ma adesso molte sono state bruciate.
Tanti musulmani vogliono istruirsi presso le nostre scuole perché pensano che le scuole cattoliche hanno forti radici e noi non facciamo distinzioni tra cristiani e musulmani. Le scuole sono aperte a tutti.
Le scuole superiori si trovano più nelle grandi città mentre le scuole elementari si trovano nei villaggi.
Nel 2014, formalmente nel giugno 2015 quando Boko Haram era già diventata un’organizzazione completamente “militare”, si affilia all’ISIS (stato islamico).
Il traffico di esseri umani porta a Boko Haram molte armi perché vengono pagati con esse dagli jihadisti. Questo aumenta dunque la loro capacità militare.
I nostri servizi di intelligence sanno quello che accade ma all’opinione pubblica arrivano poche informazioni. Questo spiega anche un po’ (non completamente) perché il cristianesimo è visto come un nemico: perché a questa mercificazione dell’essere umano il Cristianesimo si oppone per vocazione. Insegnando la carità e la giustizia diventa automaticamente un nemico. Questa probabilmente è la ragione per cui vengono rapiti. Se c’è un presidio di legalità e giustizia in questi paesi, normalmente è la chiesa, la parrocchia che istruiscono le persone, forniscono un quadro valoriale di riferimento. Questo li fa individualizzare come nemici per antonomasia.
Le incursioni che fanno nei villaggi li fanno sostanzialmente per rapire e questo fenomeno si sta rafforzando ed espandendo verso sud.
All’interno della chiesa, in Nigeria, la conoscenza è alta perché sin dall’inizio i Vescovi della Nigeria ci hanno dato una mano quando tanti villaggi sono stati saccheggiati: i Vescovi e i preti hanno accolto le persone. All’interno della chiesa nigeriana c’è una grande conoscenza di questa persecuzione e i Vescovi si prestano ad aiutare. Il governo invece spesso non dialoga con la Chiesa per trovare una soluzione.
Non tutti però sono a conoscenza di questa persecuzione perché le informazioni che arrivano al di fuori della Nigeria dicono che è in corso una guerra di etnia non una persecuzione della fede.
Radio Maria è un’opportunità unica per poter arrivare poter parlare a tante persone di e in questa tremenda persecuzione: portare il Vangelo, la voce della Regina della Pace.
AI CUORI IMMENSI DEGLI ASCOLTATORI MISSIONARI DI RADIO MARIA
NIGERIA: due Radio Maria a GBOKO E IBADAN
SE ANCHE TU VUOI METTERE IL TUO GRANELLO NELLA CLESSIDRA MISSIONARIA DI RADIO MARIA
inserisci nella causale: “CLESSIDRA” o “NIGERIA”
GRAZIE PER I VOSTRI ATTI DI CARITÀ, PER I VOSTRI GESTI DI GENEROSITA’
Situazione: Già presente una sede centrale di Radio Maria ad Abuja che voi italiani avete donato nelle precedenti iniziative.
Questa sede trasmette in inglese lingua ufficiale della Nigeria e per ora ha una frequenza sulla capitale Abuja.
Abbiamo acquistato con le vostre donazioni 11 frequenze. Per attivarle ci vogliono altrettante sedi con regie cappella studi di trasmissione sale di servizio, un ripetitore e un auto che funziona da studio mobile per i collegamenti di Sante Messe e preghiere comunitarie coi vari villaggi.
Queste sottostazioni trasmettono parte in lingua nazionale prendendo il segnale dalla sede centrale di Radio Maria Abuja e in parte trasmettono in idioma cioè in dialetto locale. In Nigeria dovremo procedere con la realizzazione di sottostazioni tante quante sono le lingue locali.
Ogni sottostazione e’ una vera e propria sede di Radio Maria con un sacerdote direttore.
Questa nuova clessidra missionaria è di 400.000 per realizzare le prime due sottostazioni. In NIGERIA RADIO MARIA ASPETTAVA da 18 anni l’assegnazione delle frequenze e la conferma di poter incominciare è arrivata solo recentemente.
É straordinario come in Africa ci sia il forte interesse della Chiesa per Radio Maria. Gli africani hanno scoperto il volontariato e la responsabilità di portare avanti il progetto di Radio Maria nel loro paese.
GRAZIE ASCOLTATORI MISSIONARI DI RADIO MARIA![]()
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AGGIORNAMENTI CLESSIDRA MISSIONARIA:



















































Al centro del petto di Maria possiamo notare un medaglione che ritrae un piccolo Gesù, con le braccia allargate e che fuoriescono dal bordo del medaglione, aperte quasi in un abbraccio ideale verso l’osservatore. È il centro dell’icona.
L’abito della Vergine è verde, con pieghe ed ornamenti, mentre il manto è di color porpora. In questa icona la Vergine poggia i piedi su un cuscino rosso, tipico del trono dell’imperatore di Costantinopoli. In questo caso sta ad indicare non solo la sovranità e la regalità sul mondo, ma anche sull’intero universo.
Nell’icona sono presenti altre due figure, rappresentate in due cerchi bianchi, in alto, ai lati della testa di Maria; possiamo riconoscere gli arcangeli Michele e Gabriele. – 600€ DA MICHELE
QUI LO SCAFFALE DEDICATO A TUTTE LE OPERE DI BENEFICENZA REALIZZATE DA ARTISTI LOCALI PER RACCOGLIERE
FONDI A FAVORE DI RADIO MARIA UCRAINA SEDE DI KIEV E PER APERTURA DI DUE NUOVE RADIO MARIA IN NIGERIA SUD EST/SUD OVEST: GBOKO (già aggiudicata) e IBADAN (clessidra missionaria quasi colma)
GRAZIE

























CORSO di FORMAZIONE PER 37 STUDENTI DI 10 SCUOLE SUPERIORI CATTOLICHE : GIORNALISMO
STANNO PER DIVENTARE REPORTER PER IL PROGRAMMA: ”IL CORRIERE DEGLI STUDENTI CATTOLICI” SCRIVERANNO STORIE ed AVVENIMENTI DEI LORO CAMPUS TRASMETTENDO LE NOTIZIE IN DIRETTA

– 24 Marzo 2022
KENYA a qualche ore della festa dell’Annunciazione, è stata inaugurata Radio Maria nell’arcidiocesi di Kisumu in Kenya. Così, Radio Maria è presente in tre arcidiocesi (Nairobi, Nyeri e Kisumu) su quattro della Chiesa in Kenya. Forse, con la generosità degli ascoltatori, Radio Maria arriverà anche nell’arcidiocesi di Mombasa, la seconda città importante di Kenya. Infatti, tante diocesi in Kenya stanno chiedendo la possibilità di avere Radio Maria.
La Santa Messa dell’inaugurazione di Radio Maria a Kisumu è stata presieduta dal l’arcivescovo Maurice Muhatia Makumba che ha definito Radio Maria “l’angelo della verità e dell’annuncio della salvezza.”
GRAZIE
Ecco cosa succede:
DEDICATO A TUTTE LE FAMIGLIE, BAMBINI, GIOVANI, SCUOLE:
Scrivi un tuo pensiero, tema, riflessione, poesia filastrocca, slogan per la Clessidra Missionaria di Radio Maria ed invialo a [email protected]
oppure scrivi a Clessidra Missionaria- Radio Maria via Milano 12 – 22036 Erba (Como)
in diretta ogni sabato dalle 14.15 alle 14.50!
IL PIÙ BELLO SARÀ PREMIATO OGNI SETTIMANA IN DIRETTA IL SABATO POMERIGGIO!!!
♥ I sorrisi della Clessidra Missionaria
Allargano i cuori
Radio Maria risveglia le coscienze
E noi ne siamo riconoscenti
Giulia
♥ Clessidra Missionaria
♥ L’Aia di casa
L’aria buona di montagna,
magicamente
si troverà nell’aia
della nostra casa,
come la Clessidra Missionaria.
Il cuore apre gl’occhi all’amore
e il colore è la forza creatrice
del nostro Creatore
così apriamo la mano
come un bambino
verso il salvadanaio.
Stefano
♥ Carissimi,
ispirata dall’amore verso la nostra mamma celeste, invio queste mie parole con la speranza possano giungere ai cuore dei miei fratelli di fede.
Gianna M.
CLESSIDRA MISSIONARIA FEBBRAIO 2022
MADRE DOLCISSIMA
Madre dolcissima,
frutto d’eterno amore,
a Te grati figli,
spalanchiamo il nostro cuore.
Tu che accettasti il dono,
di Cristo Re e nostro Signore,
riempi questa clessidra,
della generosità di ogni ascoltatore.
Giunga nel posto più lontano,
l’amore che non ha confini,
alimenta con fuoco d’amore,
il cuore di tutti, anche dei più piccini.
Da ogni ripetitore, che sarai in grado di far alzare,
possa Dio che è amore,
guidare il sacerdote ad ogni nuovo Altare,
O Vergine Santa,
conosco solo questa via,
possa lo Spirito Santo,
soffiare sempre su Radio Maria.
Amen
♥ Mi chiamo Karol
ascolto Radio Maria quando finisco i compiti
e la nonna mi dice sempre: senti questi bambini come sono contenti?
È proprio vero… la Clessidra ci piace tanto.
♥ Ciao clessidra di Radio Maria💙
a volte mi chiedo: ma questi bambini quale lezione ci danno? Sorridono e cantano con voce e cuore pieno! Hanno poco o niente e mi trasmettono una tale gioia.
Li ascolterei sempre
Ludovica
♥ La Clessidra missionaria
non è immaginaria!
Ai suoi colori: verde e bianco
noi camminiamo affianco.
Gli aiuti generosi
portano Radio Maria nei paesi più bisognosi.
Impegniamoci tutti
i tanti sforzi alla fine daran i loro frutti!
Sara
♥ Le rose sono rosse, le viole sono blu, con la clessidra missionaria Radio Maria arriva fin laggiù dove bimbi, adulti e vecchiettini l’aspettano con gioia per ascoltare la parola di Gesù e sentire la Madonnina ancora più vicina.
Emilia M. Pescara
♥ Ciao Clessidra di Radio Maria
Siamo tre fratellini : io Simona di 13 anni, Marco 11 Davide 6.
Ascoltiamo sempre le voci dei ragazzi di Radio Maria in Africa e ci piacciono tantissimo i loro canti così ritmati e pieni di allegria. Ci sembrano così uniti! Noi invece facciamo tanta fatica. È bella la Clessidra Missionaria perché ci fa pensare a chi ha poco eppure canta e danza per noi.
Con tanto affetto da tutta la nostra famiglia
♥ Cara Clessidra Missionaria di RM
sono Sabrina e ho 19 anni.
Ho visto sulla vostra pag Facebook un reportage su come una radio Maria Africana sta portando avanti un corso di formazione per giornalismo reporter a studenti di diverse scuole. Davvero entusiasmante sapere che addirittura collaboreranno dai loro campus . È un’opportunità preziosa.
Grazie perché radio Maria è davvero fonte di speranza e di un futuro per questi paesi.
Sabrina
♥ Da Giorgia 8 anni
Con la clessidra missionaria
anche i bambini più lontani sono miei amici.
Quando cantano su Radio Maria io ascolto sempre e cerco di imparare così anche io canto con loro.
Vi voglio tanto bene
Giorgia
♥ Cara Radio Maria
Mi sono impegnato seriamente con mia moglie per la clessidra Radio Maria in Angola
E a distanza di tempo sentire le voci e vedere le immagini sui socials della Radio Maria nata grazie anche al nostro aiuto, ci ha fatto sentire operanti in questa grande missione: un grande albero pieno di germogli e di frutti . E noi ne facciamo parte attiva.
Luigi e Marta
♥ Carissime ragazze della Clessidra Missionaria
Il vostro entusiasmo è contagioso.
Non sono più giovane ma partecipo di cuore come posso oramai da tempo alla Clessidra di Radio Maria ricordando alcuni periodi della mia vita trascorsa nelle terre di missione in Africa e ogni volta che ascolto le voci dalle Radio Maria lontane mi prende quasi la malinconia.
Ora vivo la missione attraverso voi giovani !
Dio vi benedica e protegga la vostra vita
Avanti avanti avanti senza stancarvi perché la missione è importante.
Vi abbraccio
Nonna Giovanna
Durante il periodo di Ebola Radio Maria Sierra Leone è stata utilizzata dagli insegnanti per insegnare agli studenti. Quindi la Radio faceva questo lavoro di lottare contro Ebola e quindi dando le misure, comunicando alla popolazione le misure di prevenzione. Ma siccome gli studenti erano a casa Radio Maria è stata utilizzata come una radio scuola, dove gli insegnanti secondo un programma parlavano agli studenti utilizzando Radio Maria. Adesso siccome c’è il Coronavirus con il lockdown, ancora gli insegnanti stanno utilizzando Radio Maria. Vorrei aggiungere un altro paese, il Kenya. Adesso Radio Maria in Kenya, precisamente nella città di Nairobi e nella diocesi di Nyeri e anche nella diocesi di Muranga, Radio Maria è utilizzata adesso come una scuola e quindi gli insegnanti stanno mandando stanno comunicando con gli studenti utilizzando Radio Maria.
In Africa Radio Maria sta pensando alla cura del corpo e alla salvezza dell’ anima. Cosa significa? Per il primo aspetto della cura del corpo Radio Maria sta sensibilizzando fortemente la popolazione a mettere in pratica le misure di prevenzione contro il Coronavirus. Questo è molto importante per Radio Maria in Africa, perché la popolazione ascolta bene ciò che dicono i vescovi o il direttore di Radio Maria. In altre parole, il popolo africano dà molta credibilità a ciò che dice Radio Maria. É per questo motivo che le Radio Maria di Africa hanno modificato il palinsesto per intensificare le campagne di prevenzione al fine di evitare che molte persone siano contaminate dal Coronavirus, sapendo che le infrastrutture sanitarie sono molto molto insufficienti o inesistenti in alcuni posti più poveri. Questa campagna di sensibilizzazione è accompagnata da esempi visibili. Ad esempio, durante alcune celebrazioni liturgiche vediamo i sacerdoti o i vescovi che indossano le mascherine. In Africa il Coronavirus e il lockdown stanno creando anche un problema di fame e la malnutrizione dei bambini. La Chiesa adesso in tanti Paesi ha quasi un solo mezzo, quindi Radio Maria per stimolare la generosità e invitando i fedeli di vivere la fede cristiana con una preghiera ai fatti, i gesti concreti, ad esempio dando il pane a qualcuno che non ce l’ha. Ancora le Radio Maria stanno trasmettendo le testimonianze di generosità in modo che la persona che fugge dal Coronavirus non sia uccisa dalla fame. Su questo tema della fame il programma alimentare mondiale dice che tra tre mesi, ad esempio all’ est dell’ Africa (in Burundi, Gibuti, Etiopia, Eritrea, Kenya, Ruanda, Somalia e Uganda) circa venti milioni di persone non avranno il cibo sufficiente. Ora vorrei parlare della salvezza dell’ anima. In effetti le Radio Maria dell’ Africa pensano alla salute, al benessere del corpo, all’ importanza delle cose materiali, ma danno anche un’ importanza forte alla preghiera, in particolare la Messa e il Rosario. Ora che le chiese sono chiuse, nelle diocesi di cui è operativa Radio Maria, i vescovi e i parroci riescono ad animare la vita spirituale dei fedeli tramite Radio Maria. Radio Maria riesce a dare la speranza cristiana e il coraggio agli ammalati nell’ ospedale o nelle case di quarantena al fine di evitare che l’ isolamento possa creare ansia, stress e le paure. L’ esperienza ha dimostrato che le persone alimentate continuamente dalla Parola di Dio, dalle preghiere e dalle parole che creano la speranza cristiana riescono ad affrontare le difficili prove della vita in Africa. A causa dei frutti di Radio Maria in Africa gli ascoltatori stanno inviando migliaia di messaggi di gratitudine, perché per loro Radio Maria è un dono di Maria. Anche in questo momento difficile Maria è con loro, li accompagna come accompagnato Gesù sulla via della Croce. Anche se le Radio Maria stanno ricevendo questi messaggi di gratitudine, stanno affrontando gravemente situazioni economiche. Prima le Radio Maria ricevevano le donazioni in denaro o in natura nelle parrocchie. Ora che le parrocchie sono chiuse, le offerte sono rare, ad esempio il Madagascar, anche se questo paese è molto povero, prima del coronavirus Radio Maria Madagascar era quasi autosufficiente. Ora che non può ricevere donazioni in natura come riso, fagioli, mais, le offerte sono diminuite di oltre il 50%. Tuttavia, è inimmaginabile che questa Radio non possa essere in onda adesso, perché è diventata la cattedrale della diocesi di Ambositra, dove si trova la sua sede. Concludo con queste parole del vescovo Ambositra che recentemente diceva: «Cari fedeli, ringrazio la Madonna per averci dato Radio Maria, che è uno strumento necessario, efficace durante questo periodo in cui viviamo ora, nessuno poteva immaginare che la sede di Radio Maria sarebbe diventata la mia cattedrale, dove cercherebbero la Messa. Adesso, tramite Radio Maria, vi benedico tutti affinché possiate avere il coraggio di affrontare questo problema mondiale».
Cari ascoltatori di Radio Maria Italia, mi chiamo Don Adeodato Muhigi, direttore editoriale di Radio Maria Goma nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Come in molti Paesi del mondo, il nostro è stato influenzato dalla pandemia di Covid-19 e anche la malattia da virus Ebola non è stata ancora sradicata. Data questa situazione, lo Stato congolese ha preso una serie di decisioni per combattere la diffusione di questa pandemia. Una di queste decisioni è la chiusura delle chiese. I sacerdoti non possono più celebrare l’Eucaristia per i loro fedeli, i Sacramenti del Matrimonio e del Battesimo sono rinviati, pertanto tutti i fedeli sono obbligati a rimanere a casa, anche la domenica. Non possono uscire per partecipare alla Santa Messa. L’unico mezzo che il vescovo usa per trasmettere il suo messaggio ai fedeli è Radio Maria. Anche i messaggi di consapevolezza per combattere contro questa pandemia passano dalla nostra Radio. È ora che sentiamo fortemente l’importanza di questo strumento di evangelizzazione. Per questo motivo ribadiamo i nostri ringraziamenti per aver partecipato al finanziamento di questo progetto di Radio Maria Goma che ci consente non solo di evangelizzare, ma anche di informare e formare i nostri contemporanei. Ricordiamo che attualmente l’unica “parrocchia” che funziona è Radio Maria. Essa accompagna i fedeli nella preghiera, nel comportamento di dover combattere contro malattie e nella pacificazione della regione. In breve, la nostra Radio è più utile che mai per accompagnare e dare speranza ai nostri compatrioti confinati. Purtroppo solo il 40% della nostra diocesi riceve il segnale di Radio Maria della frequenza materna. Ci sono persino posto in cui non arrivano segnali. Il giorno in cui il segnale Radio Maria coprirà l’intera nostra diocesi saremo felici. Grazie!
Un caro saluto cari ascoltatori di Radio Maria Italia, sono una suora del Ruanda. Sono una suora oblata dello Spirito Santo, volontaria e ascoltatrice di Radio Maria Ruanda. Cari ascoltatori, vi voglio dare la mia testimonianza come ascoltatrice di Radio Maria Ruanda. Durante questo periodo di confinamento a causa di Coronavirus, tutte le chiese sono chiuse e Radio Maria Ruanda è stato un grande aiuto per la vita cristiana. Ci ha offerto opportunità da casa di vivere i momenti più importanti della vita cristiana, seguire e ascoltare la Messa due volte al giorno in settimana e quattro volte al giorno la domenica in diverse lingue. Quasi tutti i cattolici del Ruanda seguono la Messa, il Rosario, le preghiere della mattina e della sera, e altri insegnamenti che aiutano ai cristiani a rimanere nella speranza. Quindi ci sono i messaggi di speranza, i messaggi di affidamento alla Madonna con Radio Maria Ruanda. La gente ha capito che l’uomo ha bisogno del Signore e che le sue forze non bastano. Cari ascoltatori di Radio Maria Italia, in questo periodo quasi tutta l’animazione pastorale spirituale della Chiesa cattolica in Ruanda è possibile grazie a Radio Maria Ruanda. Passano anche i messaggi di prevenzione contro Coronavirus. Questa Radio chiaramente aiuta molto. Per questo voglio ringraziare gli ascoltatori di Radio Maria Italia per aver dato le offerte per crearla. Voglio ringraziare davvero per tutto ciò che è stato seminato, ha veramente portato tanti, tanti frutti. Chiedo la benedizione del Signore su di voi per la vostra generosità. Che il Signore vi dia sempre un cuore di continuare a fare il bene che le persone che hanno bisogno, perché con questo Covid c’è tanta fame, tanta miseria. Continuate in questo cammino, avete scelto bene e il Signore è con voi. Oggi come oggi, se non ci fosse Radio Maria Ruanda saremmo nel buio totale, saremmo come i bambini malnutriti. Invece con Radio Maria Ruanda il nostro attaccamento al Signore, il nostro attaccamento alla Madonna è cresciuto anche adesso nelle nostre case vogliamo vivere accompagnati dalla Madonna per poter continuare a lodare, a cantare insieme il Magnificat per le grandi cose che Lui continua nella nostra vita. Non perdiamo la speranza per via del Covid-19. Vorrei chiedere agli ascoltatori di Radio Maria Italia di continuare a sostenere l’Africa in questo periodo e rimanere in una prospettiva di speranza. La speranza non è un’illusione. Chi ha speranza, chi ha fede è certamente più forte degli altri. Vi affido alla cura della nostra Madre Maria. Ciao.