L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Cari amici,

nel giorno di Natale la Regina  della pace  è venuta,  come fa sempre in questa solenne festività, tenendo il piccolo Gesù in braccio e ha aperto il messaggio con queste parole:  “ Vi porto mio Figlio Gesù. perché vi benedica e vi riveli il suo amore  che viene dai Cieli”. La Madonna non si stanca di ripeterci che solo Gesù è la nostra  pace, perché solo Lui,  col suo perdono e il suo amore,   riconcilia gli uomini con Dio e fra di loro. Invano l’umanità cerca  la  pace allontanandosi da Gesù,  nell’illusione di poter  costruire un mondo senza Dio. Questo è l’inganno  del tentatore ed è per questo che i  cuori sono sempre più inquieti e agitati dall’odio, dalle cupidigie e dalle invidie. Lo sguardo materno della Madre si posa con dolore sugli uomini lontani da Dio e sulle anime ammalate, che vanno verso la morte spirituale.

La Madonna ci invita ancora una volta a incamminarci con Lei lungo la via della salvezza, verso la quale siamo chiamati dal nostro Dio e Salvatore.

Vostro Padre Livio

Messaggio del 25 Dicembre 2019

Messaggio del 25 Dicembre 2019 della Regina della Pace rivolto al veggente Jakov di Medjugorje.

Nell’ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l’apparizione una volta all’anno, il 25 Dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest’anno. La Madonna e venuta con il Bambino Gesu tra le braccia. L’apparizione è iniziata alle 14 e 25 ed è durata 9 minuti. La Madonna è venuta con il piccolo Gesù fra le braccia. La Madonna attraverso Jacov ha trasmesso il seguente messaggio:

“Cari figli, oggi in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito ad aprire i vostri cuori e pregate Gesù affinché fortifichi la vostra fede. Figli, attraverso la preghiera col cuore, la fede e le opere comprenderete che cosa significhi vivere una sincera vita cristiana. Spesse volte, figli, le vostre vite ed i vostri cuori sono presi da tenebra, dolore e croci. Non vacillate nella fede e non domandatevi il perché pensando che siete soli e abbandonati ma aprite i vostri cuori, pregate e credete fermamente e allora il vostro cuore sentirà la vicinanza di Dio, e che Dio non vi abbandona mai e che è al vostro fianco in ogni momento. Attraverso la preghiera e la fede, Dio risponderà ad ogni vostro perché e trasformerà ogni vostro dolore, tenebra e croce in luce. Vi ringrazio.”

 

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Messaggio del 25 Dicembre 2019

Messaggi Medjugorje 25 del mese apparizione MARIJA

Messaggio del 25 Dicembre 2019 rivolto alla Parrocchia attraverso la veggente Marija di Medjugorje.

“Cari figli!

Vi porto mio Figlio Gesù perché vi benedica e vi riveli il Suo amore che viene dai cieli. Il vostro cuore brama la pace che diminuisce sempre più sulla terra. Per questo gli uomini sono lontani da Dio, le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale. Sono con voi, figlioli, per guidarvi su questo cammino di salvezza al quale Dio vi chiama.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 

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L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

Caro amico, per te che, in questa vigilia di Natale, con la confessione stai uscendo dalla palude del male, col peso di una vita sbagliata sulle spalle, è fondamentale rafforzarti nella fiducia in Dio. Credere all’amore di Dio è la grande sfida della fede.

Anche chi è molto avanti nel cammino di santità può essere tentato su questo punto fondamentale e rischiare di vacillare sotto il peso della propria indegnità. Come ogni virtù soprannaturale, anche quella delle fede è un dono di grazia, ma che ha bisogno di un continuo esercizio da parte nostra.

Quando dunque ti sfiora il dubbio che Dio non ti abbia perdonato o non ti possa perdonare a causa dei peccati che hanno devastato la tua vita,  devi fare lo sforzo del cuore e gettarti nelle grandi braccia della sua misericordia.

Nella notte santa guarda a Dio che, nella sua immensa umiltà, ti viene incontro col volto sorridente di un Bambino. Come potrai dubitare del suo amore incondizionato e senza confini?

Come non dargli il benvenuto nella culla del tuo cuore?

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Padre Livio editoriale

In cammino verso Betlemme

Forse, caro amico, ti chiedi perché sia necessario gridare a Dio. La ragione ormai ti è chiara davanti agli occhi. Da solo non ce la faresti mai. Sei spiritualmente morto. Se la grazia non fosse venuta a visitarti, non ti saresti neppure accorto che l’abisso senza ritorno ti stava inghiottendo.

La morte spirituale e quella fisica sono in uno stretto rapporto di causa ed effetto. “ Per invidia del diavolo è entrata la morte nel mondo e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono” ( Sap 2, 24). Chi può liberare l’uomo dal peccato e dalla morte?

L’umanità ci ha tentato più volte, ma con quali risultati? La catena delle illusioni è senza fine. L’uomo non può salvare se stesso, dal male, dall’infelicità e dalla morte. Per questo Dio è venuto a visitarci, scendendo negli inferi della condizione umana e condividendo la nostra vita in tutto eccetto il peccato. Infatti ha portato sulle sue spalle il fardello del male commesso dall’umanità, per espiarlo e bruciarlo nel fuoco del suo amore.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

L’invocazione della creatura che chiama in suo soccorso il Creatore è forse la preghiera più antica, che rimbomba fin dagli albori della storia e il cui eco non si spegnerà mai. La Sacra Scrittura trabocca di queste invocazioni che escono dai cuori straziati dei esuli figli di Eva. “O Dio vieni a Salvarmi”, “Signore vieni presto in mio aiuto” è la supplica quotidiana  della Chiesa in preghiera. “Signore salvaci!” è il grido che attraversa i Salmi. Anche gli apostoli, che temono di affondare da un momento all’altro, lo fanno proprio: “ Signore salvaci, siamo perduti”.

Come vedi, c’è una preghiera che nasce spontaneamente dalla vita e che non ha bisogno di apprendistato. Anche tu, nella tua infermità, non esitare a gridare al Cielo. Mostra al Creatore il male che ti affligge, l’angoscia che ti opprime, il peso che ti schiaccia. Grida come un bambino che nel pericolo chiama la madre. Invocalo senza covare risentimenti, perché non Dio ma tu stesso sei la causa del tuo male.

“Dal profondo a te grido, o Signore, Signore ascolta la mia voce. Siamo i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica” (Sal 130). Dio ti ascolta e corre in tuo aiuto. Ti toglie le squame dagli occhi, perché tu veda; ti cura le ferite, perchè tu riprenda forza; ti prende per mano perché tu ti alzi e riprenda a camminare, non più da solo, ma con Lui.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

L’uomo che si mette in ginocchio davanti a Dio si colloca nella luce della verità. Si riconosce creatura, che l’Onnipotente ha tratto dal nulla e dal quale dipende. Si colloca così nella giusta situazione esistenziale perché la sua preghiera sia ascoltata. Dio infatti “resiste ai superbi e fa grazia agli umili” ( 1 Pt 5,5). . Ogni volta che ti metti in ginocchio, col corpo ma soprattutto col cuore,  poni la premesse per essere ricolmato di grazie.

La luce che ti ha investito ti ha aperto gli occhi e ti ha mostrato il cumulo dei tuoi peccati. Non avresti mai immaginato di essere caduto così in basso.  “La nuvola della superba” (Caterina da Siena) ti impediva di vedere. Ora l’occhio, reso limpido dall’umiltà, ti fa scorgere anche le colpe più sottili e le malizie più nascoste. Ti rendi conto che la devastazione dell’anima è una sventura più grave delle peggiori malattie del corpo.

Comprendi che cosa significhi  l’enigmatica espressione di “peccato mortale”, che avevi imparato da piccolo al catechismo. Stai facendo l’esperienza di che cosa sia la morte dell’anima perché, nonostante la grazia della conversione che sta operando, ti senti paralizzato e incapace di uscire dalla plaude nella quale annaspi. Hai preso coscienza della gravità della tua situazione, ma non sai come apportarvi un rimedio. Sei come uno che, dopo una caduta rovinosa, vorrebbe rialzarsi e riprendere il cammino, ma sente che le gambe spezzate non rispondono alla sua volontà.

Che fare? Caro amico, fai ciò che hanno fatto innumerevoli anime nei primi passi della loro conversione. Incomincia a pregare. Lancia verso il Cielo il tuo grido di aiuto. Chiama Dio in tuo soccorso. Fallo con le tue parole, quelle che ti uscirebbero spontanee dalla bocca se stessi per annegare e non trovassi un appiglio al quale afferrarti. Grida a squarciagola, senza rispetto umano

Vostro Padre Livio

Adoriamo Gesù bambino – vero Dio vero Uomo

Padre Livio Fanzaga Radio Maria editoriale

20 Dicembre 2019: Editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Medjugorje Padre Livio Madonna

In cammino verso Betlemme

La luce soprannaturale della fede ha rischiarato la tenebra nella quale vivevi senza vederti e ti ha mostrato fino a quale livello di degradazione sei giunto. Provane vergogna e disgusto. Il male è un maledetto paese del quale non devi più sentire il fascino ingannevole. Ora che è stata tolta la maschera e che lo conosci per quello che è, non devi più farti attirare dalla sua falsa luce. Ripudialo! Anzi odialo! Un solo odio infatti è concesso al cristiano: l’odio del peccato. Non esitare a odiarlo e a detestarlo.

Non solo il male in se stesso, ma quello che hai commesso tu, quello che ha sfregiato il tuo volto, quello col quale anche tu hai contribuito a inquinare il mondo.

Se l’Amore misericordioso non fosse venuto in tuo soccorso, se il tarlo del peccato avesse potuto compiere la sua opera fino alla fine, quale sarebbe stato il tuo destino? Il peccato è il tuo nemico per eccellenza.
E’ il veleno mortale iniettato da colui che è “peccatore fin dal principio! (Gv 3,8).

Sei debole, ma questo primo passo non è difficile. Ti viene quasi spontaneo, come uno che scuote se stesso scoprendosi coperto di fango. E’ tuttavia un passo importante perché sei in grado di distinguere il bene dal male, amando l’uno e odiando l’altro.  Sai ciò che ti giova e ciò che nuoce. Distingui la luce dalle tenebre e il vero dal falso. Una volta scoperto l’inganno e l’astuzia dell’ingannatore, non sarà facile attirarti di nuovo nella rete.

Ora però devi incominciare a camminare sulla nuova via, quella della salvezza, che per sua natura è stretta e in salita. Sappi che da solo non farai molta strada.

E’ giunto il momento di metterti in ginocchio e di incominciare a pregare.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

Ora è giunto il momento di “alzarti”, come ama esprimersi il Vangelo, quando giunge la chiamata della conversione. “Mi alzerò e andrò da mio Padre” (Lc 15, 18), è la decisione del figliol prodigo.
Anche Levi, il futuro evangelista Matteo, che sedeva al banco delle imposte, alla chiamata di Gesù si alza prontamente, senza tergiversare e senza ritardare: “Seguimi. – gli disse – Egli, alzatosi, lo segui” (Mc 2,14).

E’ il momento della risposta libera. Più precisamente è il momento della  volontà. Sei tu ora che devi assumerti la responsabilità di mettere in salvo la tua vita, dopo la grazia che è venuta in tuo soccorso. Sembra tutto chiaro, ma è proprio ora che comprendi che cosa volesse dire Gesù affermando che “chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” (Gv  8,34). Infatti vorresti alzarti, ma ti senti debole. Vorresti deciderti, ma il tuo libero arbitrio è incapace di auto-determinarsi.

Caro amico, risalire la china del male non è facile, perché ti senti privo di forze. Anche i più piccoli sforzi costano fatica e sudore di sangue. La riabilitazione della volontà è un lungo esercizio, che richiede tempo, pazienza e soprattutto aiuto della grazia. Eppure non ti devi scoraggiare. Colui che ha bussato alla porta del cuore è pronto a prenderti per mano.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

La luce della grazia ti ha consentito di scoprire la verità sulla tua situazione esistenziale. Ti sei reso conto di aver indirizzato la tua vita su una strada senza sbocchi. Sei immerso nell’immonda palude del male che prima non scorgevi. Ti senti stanco e svuotato. Vorresti gettare la spugna e arrenderti come uno che ha perso la voglia di combattere.

Tuttavia c’è un fatto nuovo nella tua vita, che alimenta nel cuore la fiammella della speranza. Non sei più solo, come lo eri stato negli anni precedenti, quando ti eri allontanato da Dio, illudendoti di far fortuna nel mondo. Allora eri circondato da molta gente e non ti mancavano mai gli amici, con i quali sperperavi gli anni migliori. Proprio quando ti sei trovato solo con te stesso, come il figliol prodigo quando contendeva le carrube ai porci, hai sentito la nostalgia della casa paterna. Hai avvertito Dio vicino a te, proprio quando gli altri erano distanti e forse persino indifferenti al tuo dramma interiore.

Questa misteriosa presenza è la tua forza e la tua speranza. Ora sai che la vita non è un labirinto nel quale vagare a vuoto e non è necessariamente una strada che si dissolve nel nulla. C’è una direzione e una meta. Tu incominci a intravederla e senti sempre più forte una voce interiore che ti invita. Hai fatto la fatica di aprire la porta del cuore. Hai anche il coraggio di iniziare una vita nuova?

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Caro amico, ora che ti sei aperto all’immensità del Cielo, guardi con orrore all’oscuro carcere nel quale ti eri rinchiuso. Che impressione ti fanno ora le felicità che hai inseguito come chimere e che mai ti hanno rallegrato? Ciò che ti sembrava oro luccicante ora lo vedi come una spazzatura nauseabonda.
Hai ribrezzo di ciò che per tanto tempo hai desiderato. Rifuggi con orrore da ciò che hai inseguito.

La luce divina che si è accesa dentro di te, ti rivela la vastità del male che stava ti distruggendo. Come un morbo silenzioso avanzava e ti corrodeva dall’interno, come avviene a quegli alberi, apparentemente solidi e frondosi, che schiantano improvvisamente a terra. Vedi l’orrore del peccato che devasta e conduce alla morte. Quando ne eri schiavo, pensavi di essere libero. Quando ti immergevi in esso, ti illudevi di godere la vita.

Ora sai che il male è una realtà orrenda , che non si può commettere impunemente. Vedi su di te la lebbra che ti corrode e ti chiedi come abbia potuto esaltare ciò che ti distrugge. Ora sai che il male fa male e che non è possibile rovesciare l’ordine divino delle cose.

Stai vivendo  un momento di verità che non devi mai più dimenticare. Ora vedi la tua vita come Dio la vede. Nella sua infinita misericordia ti mostra l’inganno del quale sei vittima. Nel medesimo tempo ti prende per mano per tirarti fuori. Ti indica una via dove splende la luce vera. E’ un nuovo inizio. E’ il dono di una nuova nascita. E’ il momento della tua corrispondenza alla grazia.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

La decisione della fede è per sua natura oscura, diversamente non sarebbe libera. Lungo il cammino della vita c’è abbastanza luce per scommettere su Dio e abbastanza  oscurità per negarlo. Gli argomenti a favore e contro attraversano tutto il corso della storia umana, senza che gli uni prevalgano sugli altri. Alla fine è la tua libera volontà a fare la scelta di campo.

E’ una opzione del cuore che decide del tuo destino eterno. Tuttavia, dopo che l’hai compiuta, una grande luce ti investe. La fede ha ancora le sue notti oscure, ma è divenuta una convinzione intima, che la rende simile a una casa costruita sulla roccia. Avendo avuto il coraggio di deciderti per Dio, ti trovi improvvisamente nelle sue braccia. La certezza di Dio la puoi avere solo se lo scegli.

Se non apri la porta, non lo puoi incontrare. E’ in questa situazione che ti rendi conto che cosa significhi essere liberi. Dio ci ha messi nelle nostre mani e attende che ci mettiamo liberamente nelle sue.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

Caro amico, solo con la decisione di aprire a chi bussa alla porta del cuore imprimi una svolta radicale alla tua vita.  Chi si lamenta di non aver mai avuto la grazia della fede, dovrebbe esaminarsi se non ci sia stato un momento in cui è mancato il coraggio di una scelta.

Dio infatti ama immensamente ogni persona, che ha creato a sua immagine, predestinandola a conoscerlo e ad amarlo. Dio chiama con infinita pazienza chi si allontana da lui sulla via della rovina.

Non nega la luce a chi lo cerca con cuore sincero. Si perde eternamente solo chi avrà resistito fino alla fine ai richiami del suo amore. Nel momento in cui la luce della grazia ti ha illuminato e una voce piena di bontà ti ha chiamato, si sono dissolti i pregiudizi e i dubbi nei quali era irretita la tua vita. Hai compreso che, solo rispondendo a una misteriosa chiamata, si entra nella luce della verità che fa liberi.

Se avessi esitato, se avessi rimandato ancora una volta, se avessi atteso di avere quelle certezze che al momento ti mancavano, saresti rimasto nella tenebra della menzogna e della morte.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

Caro amico, non dimenticare la delicatezza con la quale Dio si è avvicinato alla tua anima, senza tentare di condizionarla o di sottometterla. Conserva il ricordo della tenerezza infinitamente più grande di quella di qualsiasi padre e di qualsiasi madre. Sappi che non troverai mai altrove qualcosa di simile. Dio solo sa amare. Egli si è avvicinato a te per riempire del suo amore il tuo cuore. Non vi è altra medicina che ti possa guarire.

Caro amico, gli uomini giudicano e condannano. Anche tu hai sempre fatto così, pronto a vedere la pagliuzza nell’occhio degli altri, ma non la trave che ingombrava il tuo. Temevi che anche Dio facesse lo stesso. Ora scopri, con tua grande gioia, che Dio è diverso. Gesù lascia che la donna peccatrice si accovacci dietro i suoi piedi e, piangendo, li bagni di lacrime e poi li asciughi con i suoi capelli, mentre li ricopre di baci e li cosparge di profumo. Ma il fariseo che gli sedeva accanto disse fra sé: “ Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è e di quale genere è la donna che lo tocca” ( Lc 7,39).

Gesù invece sapeva bene chi era quella donna, come sa chi sei tu. Sei una sua creatura, creata per il cielo, ma precipitata nell’abisso. Egli è disceso fino in fondo della nostra abiezione per riportarci alla luce, alle vita e alla speranza. Ora che hai scoperto l’esistenza di un tale amore non hai più nulla da cercare.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Padre Livio editoriale

In cammino verso Betlemme

Caro amico, Dio è amore. Di questo Amore che irradia se stesso già avverti il calore. I suoi raggi ti illuminano e ti riscaldano. Il tuo cuore sussulta, come mai era accaduto prima. Colui per il quale sei stato creato è presente. Il ghiaccio si scioglie, le autodifese crollano, gli occhi si gonfiano di lacrime. Colui che temevi, che disprezzavi e contro il quale mormoravi non ti fa più paura. Non senti più repulsione, ma attrazione. Non lo rimuovi, negandone persino l’esistenza, ma lo cerchi.

Man mano che si avvicina al tuo cuore, l’attesa e il desiderio si fanno  più forti. Chi è Dio? Avevi giù sentito dire che “Dio è amore” , ma sulle tue labbra era apparso un sorriso scettico e irridente. Ora incominci ad afferrare che l’amore è una proprietà divina, che l’amore è Dio stesso. Senti che è vero, perché la certezza del cuore te lo conferma. Ti stupisci di non indietreggiare mentre Dio si avvicina. La sua luce ti ha mostrato a te stesso. Davanti ai tuoi occhi sei apparso come sei, eppure non senti il bisogno di coprirti. Al contrario manifesti tutte le tue brutture e le tue piaghe, come fa l’ammalato col medico.

Se ti vedessero gli uomini, anche i migliori, come ti guarderebbero? Persino tu hai orrore di quello che vedi guardandoti. Eppure sei certo che Lui non ti disprezza, non ti giudica e non ti condanna. Senti su di tè la sua comprensione, la sua pietà, il suo perdono

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

Caro amico, chiuso com’eri nel tuo egoismo, non avevi la più pallida idea di che cosa fosse l’amore. Ti sei mai chiesto che cosa significhi amare?  Hai riflettuto sul posto che l’amore ha nella vita umana?  Hai cercato l’amore perché anelavi alla felicità. Ma a quante delusioni sei andato incontro! Hai sperimentato amori vagabondi e fallimentari, che ti hanno lasciato l’amaro in bocca.

Alla fine sei stato tentato di non credere più né alla felicità né all’amore. Ti sei adeguato alla mentalità corrente, che ha trasformato l’amore in una merce di scambio. “Forte come la morte è l’amore…le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che disprezzo” (Cantico dei Cantici, 8, 6.7).

Forse ti meravigli di queste parole che non trovi nei capolavori della letteratura universale, ma nelle pagine della Sacra Scrittura. E’  nella Parola di Dio infatti che si rivela il mistero dell’amore, che è il cuore di tutto ciò che esiste. Tu ti stai avvicinando a questa presenza misteriosa e gli hai già aperto la porta.

Se avrai il coraggio di andare incontro e di accettare la prova a cui verrai sottoposto, scoprirai che la felicità non è un’illusione, ma la meta della vita. Comprenderai che la tua sete di un amore assoluto, inattaccabile ed eterno viene soddisfatta, sia pure a piccoli sorsi, già nel pellegrinaggio attraverso la valle oscura della vita.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Et macula originalis non  est in Te

Cari amici, Maria è la “Piena di grazia” fin dal suo apparire sulla terra. Quale sarà stata la sua bellezza di giovane donna? Lo splendore dell’anima si effonde sul volto, nella luce degli occhi, nella bontà del sorriso. Il corpo umano, animato dall’anima, ne riflette lo luminosità naturale. L’anima di Maria, immune da ogni macchia di peccato originale e circonfusa della santità di Dio, quale splendore non avrà riversato sull’intera sua persona?

Solo il Cielo ha potuto ammirare la bellezza sublime di Maria nel momento in cui si apre a ricevere il Verbo nel suo grembo. Da quel momento la bellezza divina di Maria è quella della Madre. Il suo volto materno, che Gesù ha contemplato, gli occhi dolcissimi che Egli ha incontrato, il sorriso che l’ha confortato, sono un dono per tutti gli uomini di tutti i tempi.

La bellezza di Maria è una bellezza materna. E’ una bellezza che per sua natura è chiamata a generare. Maria è la “Tutta bella” e il Cielo ci ha donato questa madre perché generasse figli che le assomigliano. Gli uomini sono predestinati a divenire figli di Maria e a riflettere in se stessi la somiglianza con la madre.

Maria vuole che ogni suo figlio rifletta il suo splendore di grazia. Le bellezze che gli uomini inseguono sono come quelle dei fiori di primavera, che oggi sono meravigliosi, ma di essi domani non vi è traccia. Le bellezze che incantano gli uomini sono quelle senz’anima, illusorie e destinate alla corruzione. Sono le bellezze dei sepolcri imbiancati.

Guardando al volto della Madre noi comprendiamo che cosa sia la vera bellezza. E’ la bellezza della grazia, della santità, della purezza, della bontà. Sul volto di Maria si riflette l’amore puro e incondizionato. Maria è infinitamente bella perché infinitamente ama. Il suo Cuore di Madre è ricolmo dell’amore di Dio. La bellezza di Maria è la sovrabbondanza dell’amore.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

Pensa, caro amico, a che cosa potrebbe essere paragonata la tua vita senza Dio. L’immagine che mi viene in mente è quella di una gelida e oscura notte invernale, senza mai vedere la luce del sole e sentire il suo calore. Hai aperto la porta del cuore al mistero di una presenza. Hai avuto il coraggio della decisione e sei stato premiato.

Che cosa sarebbe successo se avessi rimandato ancora una volta? La tua agonia si sarebbe prolungata, aumentando l’angoscia e la sofferenza. Quando, nel cammino della vita, ti trovi davanti a un  fosso da saltare, puoi scegliere fra due  possibilità. O hai il coraggio di saltare e il cammino prosegue. Oppure rimandi il salto e allora rimani fermo al medesimo posto. Se poi cedi alla tentazione di accamparti,  non arriverai mai alla meta. Sono le scelte che costruiscono o distruggono la vita degli uomini.

Decidendoti di aprire il cuore a Dio, hai innescato una rivoluzione che non avresti mai immaginato. Quando l’Onnipotente entra nella vita di una persona, tutto cambia radicalmente. Nessun altro cambiamento potrebbe essere paragonato a questo per importanza. Vivere con Dio o senza Dio, non è la medesima cosa. Hai mai immaginato che cosa sarebbe la terra senza il sole? Il fatto che il sole sia fedele all’appuntamento del mattino non è cosa da poco. Quando eri nelle tenebre, facevi le spallucce quando incrociavi un credente.

Forse lo guardavi con commiserazione Ora ti stai rendendo conto personalmente che cosa significhi dare spazio a Dio. Non lo hai ancora incontrato, mai la sua luce ti ha investito, la sua voce si è fatta sentire e il suo calore incomincia a riscaldarti.

Vostro Padre Livio

L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

Quando senti Dio che ti parla, tutto il resto scompare. La sua voce ti prende il cuore e lo fa suo. E’ la voce di un Dio innamorato, non di un Dio adirato. E’ la voce di un Padre, non di un padrone. E’ la voce di salvezza, non di condanna. E’ una voce che ti chiama, che ti invita ad avvicinarti. E’ la voce del pastore che cerca la pecora smarrita e quella della madre che non trova più il suo bambino. Pensavi di non credere in Dio, in realtà covavi nel tuo profondo una sorda ostilità.

La tua ostentata indifferenza  era un fastidio e forse  un timore represso. Quando si percorre la via del peccato, la sua voce non ci dà tregua. Non è facile metterla a tacere. Tu ci hai provato, perché non sopportavi il pungolo quotidiano e le notti insonni. Cercavi di sopire i rimorsi, ingannando te stesso e sapendo di farlo. Così ti sei indurito e hai messo da parte Dio a muso duro, come uno che, stanco di una presenza importuna, gli sbatte la porta in faccia.

Pensavi di aver tolto di mezzo il problema di Dio, mettendoci sopra una croce, ma in realtà guardavi all’Onnipotente con gli occhi torvi del nemico. Ora ti stupisci per la sua voce dolce e soave, che accarezza la tua anima con parole che avevi mai udite su questa terra. E’ la voce del Dio dell’amore, del perdono e della pace.

Vostro Padre Livio