Domenica, 6 Dicembre 20
Gesù piange con chi piange e soffre con chi soffre
Caro amico, la bontà di Gesù ha aspetti di concretezza che colpiscono. Si manifesta in modo particolare nel suo atteggiamento verso le persone di ogni genere che si rivolgono a Lui per avere un aiuto.
Gesù si fa prendere dai problemi e dalle sofferenze della gente. I miracoli che compie non sono una esibizione di potenza, ma la risposta a una preghiera, a un bisogno, a un grido disperato. Gesù li compie perché si intenerisce e si lascia coinvolgere.
La sensibilità del suo cuore è commuovente e la sua partecipazione al dolore umano lo compenetra fino alle lacrime. Gesù piange con chi piange e soffre con chi soffre. La sua onnipotenza divina è una manifestazione di amore. Gesù la mette al servizio delle misere e delle povertà di chi incontra e si aggrappa a Lui come all’estrema possibilità di salvezza.
Le corde più profonde del suo cuore vibrano ogni volta che una persona lo supplica, a volte solo con lo sguardo, perché non osa chiedere apertamente. Il Maestro buono guarda i volti della gente che lo segue, fissa negli occhi, scruta nel cuore, afferra ogni situazione.
Il suo sguardo non è quello di un giudice severo, ma di un fratello che è vicino e condivide. La sofferenza degli altri diventa la sua. Compie i miracoli per donare gioia a chi soffre. Non si conosce nessuno dei grandi dell’umanità che, come Gesù, si sia preso a cuore le croci di coloro che nessuno guarda perché ritenuto insignificante.
Vostro Padre Livio




