L’ANGOLO DEL DIRETTORE

In cammino verso Betlemme

Dio è una voce che ti illumina ma è anche una voce che ti chiama. Nel cammino della vita ti eri perduto “in una selva oscura, chè la diritta via era smarrita”. Anche Adamo, ingannato dal serpente, si era allontanato, nascondendosi nell’oscurità, perché Dio non lo vedesse. “Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse. “Dove sei?” (Gn 3, 11). L’Onnipotente sapeva dove si trovava la sua creatura, ma l’ha chiamata, perché si rendesse conto che non l’ aveva abbandonata alla sua stoltezza.

La chiama perché non vi è nulla di più terribile che sentirsi soli e circondati da una tenebra minacciosa. Mi chiedi come si manifesta la voce di Dio e come sia possibile ascoltarla. Innanzi tutto la puoi udire nel silenzio interiore, quando le passioni sono messe a tacere e il cuore, che si sta aprendo alla grazia, tende le orecchie per afferrare la voce dello Spirito. Metti il silenziatore alle voci del mondo che si agitano dentro di te. Le parole che vengono dagli uomini, caro amico, sono quasi sempre zavorra che il fiume del tempo trascina via. Sono ben poche quelle che non passano e che danno vita alle anime. Lascia che entrino nel tuo santuario interiore e che ti ammaestrino. Sono le parole di verità, di misericordia e di speranza. Ognuna di esse è un soffio che ti dà vita e forza. Il cuore se ne nutre avidamente come di un cibo da sempre agognato. “Tu sei mio” ti dice l’Onnipotente e nel momento in cui la sua voce raggiunge il fondo dell’anima, essa incomincia a  rivivere.

Vostro Padre Livio