In cammino verso Betlemme
Caro amico, l’Onnipotente si è avvicinato a te con grande rispetto, spinto da un amore sconfinato.
Ti è venuto incontro non per giudicarti e tanto meno per condannarti, ma solo per risollevarti. E’ vero, tu non gli hai chiesto aiuto, ma egli ha voluto incrociare la tua strada perché ne ha il diritto e persino il dovere. E’ lui infatti il tuo Creatore e il tuo Padre e tu sei la sua creatura, anzi suo figlio. Poteva abbandonarti? Poteva lasciarti precipitare nell’abisso senza fare tutto il possibile per impedirlo?
Dio ti ha cercato come un padre e una madre cercano il figlio che si è smarrito e che non trova la casa.
Di che cosa hai paura? Temi che Dio ti tolga la tua autonomia e la libertà di vivere la tua vita? Sospetti che la sua onnipotenza ti schiacci e che la sua presenza sia ingombrante? Liberati da questi fantasmi mentali e disponiti alla vera conoscenza di colui che è amore prodigo e senza confini.
E’ infatti l’Amore che bussa alla porta del tuo cuore. Lo fa con tocchi soavi, quasi impercettibili. L’Onnipotente non è un prepotente, ma un mite e umile di cuore. E’ cosi discreto che quasi si nasconde. Non vuole imporsi, ma solo farsi vivo. Vuole che tu tenda le orecchie e, nel silenzio, colga il sussurro della sua chiamata. Non vuole entrare tuo malgrado, ma che tu senta il desiderio di lui. Vuole che tu faccia qualche passo verso la porta per sentire meglio e fugare ogni dubbio. Vuole che tu desideri che Qualcuno venga a visitarti e a dirti una parola di consolazione.
Vostro Padre Livio




