Baku (AsiaNews) – In Azerbaigian, il Corridoio di Mezzo è considerato più di una semplice via di trasporto tra Asia ed Europa; Baku auspica che attorno ad esso si sviluppi gradualmente un sistema economico più ampio, che integri trasporti, energia, infrastrutture digitali, investimenti e capitale umano. Questo modello è stato illustrato dal ministro dell’economia azero Mikhail Džabbarov al 2° Forum internazionale sugli investimenti dell’Azerbaigian, affermando che i moderni corridoi economici dovrebbero integrare cinque flussi: beni e servizi, energia, dati, capitali e persone. L’Azerbaigian intende sviluppare la trasformazione interna delle materie prime, anche sfruttando le potenzialità della zona economica speciale di Alat e dei parchi industriali, per poi rifornire i mercati di Turchia ed Europa.
Il Corridoio di Mezzo, che collega Cina ed Europa attraverso l’Asia centrale e il Caucaso meridionale, rimane il fulcro di questo modello. Il traffico merci nella sezione azera continua a crescere: secondo Azcon, nella prima metà del 2026 il volume di merci in transito trasportate dalle ferrovie dell’Azerbaigian lungo la tratta Est-Ovest, che la società classifica come Corridoio Centrale, ha raggiunto 1,958 milioni di tonnellate, un aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche la capacità delle principali infrastrutture di trasporto si sta espandendo: dopo il completamento della modernizzazione del tratto georgiano della ferrovia Baku-Tbilisi-Kars, la sua capacità di movimentazione annua aumenterà da 1 milione a 5 milioni di tonnellate.
Un’ulteriore crescita non è più legata esclusivamente all’espansione delle infrastrutture fisiche. La digitalizzazione della gestione dei trasporti e delle procedure doganali, che dovrebbe ridurre i tempi di percorrenza e migliorarne la competitività, sta acquisendo particolare importanza, e l’attenzione si sta gradualmente spostando dalla creazione delle infrastrutture di trasporto in sé all’efficienza del loro utilizzo, e ai processi economici aggiuntivi che possono svilupparsi attorno ad esse.
Un altro settore di sviluppo per il corridoio economico è quello energetico: Azerbaigian, Kazakistan e Uzbekistan stanno lavorando alla creazione di un corridoio di energia verde attraverso il mar Caspio. Il progetto è visto come un’opportunità per collegare i sistemi energetici dell’Asia centrale con l’Azerbaigian e, potenzialmente, trasportare energia rinnovabile verso i mercati europei. Attualmente, la parte centroasiatica di questo sistema è in fase di studio di fattibilità. La prima fase dello studio è iniziata nella primavera del 2026, e il completamento dello studio di fattibilità è previsto per maggio 2027.
Un altro settore in cui si sono registrati progressi significativi è quello della trasmissione dati: il 6 agosto scorso è stata completata l’installazione di un cavo sottomarino in fibra ottica tra Sumgait e Aktau, sul fondo del Mar Caspio. Il cavo è lungo 380 km e la sua capacità di trasmissione dichiarata supera i 400 Tbit/s, un progetto realizzato da AzerTelekom e Kazakhtelekom nell’ambito della Via della Seta Digitale. Sono attualmente in corso l’integrazione del cavo con l’infrastruttura costiera e la costruzione delle necessarie infrastrutture a terra.
Il quinto elemento del modello riguarda il capitale umano: uno degli strumenti a disposizione è il programma statale per gli studi all’estero. Nell’anno accademico 2026/2027, 500 persone sono state selezionate nell’ambito di questo programma: 125 studenti universitari, 353 studenti di master e 22 dottorandi. Di questi, 155 studieranno presso università classificate tra le prime dieci al mondo.
I vari elementi si trovano, comunque, in diverse fasi di realizzazione: la componente dei trasporti è già operativa e in espansione, la componente digitale è prossima al lancio, mentre i progetti energetici più importanti richiederanno diverse fasi di preparazione e investimenti. La trasformazione del Corridoio Medio in un sistema economico più ampio rimane un processo a lungo termine, ma la direzione è già stata delineata: l’Azerbaigian spera di sfruttare la sua posizione tra l’Asia centrale e l’Europa non solo per il trasporto merci, ma anche per lo sviluppo dell’energia, delle infrastrutture digitali, degli investimenti, della produzione manifatturiera e del capitale umano legati al percorso.
