Merz a sorpresa visita Kiev – «Putin fermi questa guerra»

Raid russi, i diplomatici italiani: restiamo. Zelensky: gli Usa vogliono un trilaterale a ottobre

BERLINO – È quando sente le sirene, quando alza gli occhi al cielo cercando di vedere da dove arriva la minaccia, e poi scuotendo la testa fa quattro passi abbottonandosi la giacca, come nelle occasioni solenni, che Friedrich Merz trova le parole migliori di tutto il viaggio. Zelensky è al suo fianco, davanti allo scheletro dell’Accademia delle Scienze, incenerita dalle bombe russe solo lunedì.

«Signor Putin, ponga fine a questa guerra insensata. Siamo pronti a colloqui. Siamo pronti a parlare insieme della fine di questa guerra. Ma questi attacchi barbari contro la popolazione civile devono cessare». E così Friedrich Merz, a braccio, tira fuori parole quasi reaganiane, che ricordano il celebre «Mister Gorbachev, tear down this wall», «butti giù questo muro», pronunciate dal presidente Usa a Berlino nel 1987: consapevolmente o no, è a quella frase che sembra ispirarsi Merz, che per «Ronnie» ha una venerazione.

Sono i video a raccontare la domenica di Kiev. Il discorso del cancelliere, arrivato a sorpresa con un piccolo seguito. E il drone, ripreso dalle telecamere, che si schianta sul ponte sul Dnipro tra le auto e si incendia in una gigantesca palla di fuoco mentre suona la sirena che Merz sente. «Crimini di guerra commessi ogni giorno», dice . Gli infernali cecchini dal cielo che tirano a sorte sugli abitanti della capitale. Per farli scappare, riuscendoci sempre più. Merz è arrivato senza preavviso, da leader solitario: «Potete contare su di noi», ha detto, a suggellare un impegno che aveva preso in settimana a Münster. Sabato pomeriggio — festa nazionale dell’unità tedesca — si è recato in Polonia, punto d’ingresso in Ucraina. E mentre l’aereo della Bundesrepublik era in volo verso Est, Mosca sembra aver indirizzato un messaggio a lui in persona. «Il ministero degli Esteri russo invita i cittadini stranieri e il personale diplomatico ad astenersi dal recarsi in Ucraina o soggiornarvi. La responsabilità per qualsiasi possibile conseguenza negativa ricade interamente su coloro che scelgono di ignorare questo avvertimento».

In serata l’ambasciata italiana ha fatto sapere: «Prendiamo atto con preoccupazione della minaccia del ministero degli Esteri russo ma restiamo a Kiev». Merz quella minaccia l’ha ignorata. Ha portato con sé la ministra dell’industria Katherina Reiche, il ceo di Siemens Energy e quelli di Helsing e Quantum, le start up dei droni. Un miliardo di aiuti militari, l’impegno di aiutare a riparare le infrastrutture energetiche bombardate (con 350 milioni di fondi). Zelensky, al suo fianco, ha raccontato che gli americani vogliono far ripartire il trilaterale con Russia e Ucraina entro fine ottobre, «a livello tecnico». In questo disegno, affidato a Witkoff e Kushner e fallimentare finora, non c’è posto per gli europei. E se Merz a New York ha fatto incontrare il suo ministro degli Esteri Johann Wadephul con Lavrov, nessuna apertura negoziale è arrivata da Putin, dopo quattro anni di guerra.

In casa, l’AfD e parti della Linke lo attaccano per il viaggio: «Promette altri miliardi provenienti dalle tasse dei tedeschi, soldi che mancano alle casse pensionistiche e sanitarie», dice Alice Weidel, AfD. Ma su Kiev, il cancelliere non cambia idea: la difesa dell’Europa inizia a Kiev. «Il nostro sostegno all’Ucraina non è fine a sé stesso. Lo forniamo soprattutto per proteggere la libertà e la sicurezza delle persone nel nostro Paese».