“Il Figlio di Dio inviato nel mondo viene rifiutato proprio da quanti avrebbero dovuto accoglierlo a braccia aperte. Chi è venuto per portare la salvezza, riceve una condanna; chi vuole donare la vita, viene messo a morte. Mentre ci fa riflettere sulle tante crudeltà che rovinano il mondo e la storia dei popoli, l’insegnamento di Cristo rivela la sempre più grande misericordia del Padre suo”. Lo ha detto Papa Leone XIV, stamane, introducendo l’Angelus domenicale.
Nonostante i nostri rifiuti – ha aggiunto il Papa – “l’Onnipotente guida la storia, soccorrendoci in tutte le nostre cadute: Dio non butta mai via la nostra vita! La vigna da coltivare con giustizia è la Chiesa, che costruiamo o danneggiamo con le nostre scelte”.
Leone XIV coglie l’occasione per ricordare San Francesco d’Assisi, nell’800/mo anniversario della morte, “al quale Gesù stesso chiese di riparare la sua Chiesa. Ispirato dal Crocifisso, Francesco edificò anzitutto la propria vita sul fondamento di Cristo, condividendone la povertà, la letizia e le sofferenze, fino al mistico segno delle stigmate. Uomo di preghiera ardente, pieno di carità verso tutti, fu esempio per i primi frati che condivisero la sua ascesi come autentica condizione per la riforma della Chiesa. San Francesco l’ha riparata in virtù della fede nel Signore Gesù, sanando le crepe della discordia con la testimonianza dell’amore fraterno”.
“Il carisma di san Francesco – ha concluso Papa Leone – porta frutto ancora oggi, dopo otto secoli: lo testimoniano non solo la grande e vivace famiglia francescana, ma i molti doni che la sua eredità spirituale diffonde nel Popolo di Dio. Mentre dunque celebriamo l’anno giubilare francescano, chiediamo con perseveranza il dono della pace e impegniamoci sinceramente a costruire la concordia fra i popoli”.
“Dal 1° al 7 ottobre – ha detto il Papa dopo aver impartito la benedizione – la Fondazione Aiuto la Chiesa che soffre promuove l’iniziativa dei bambini che recitano il Santo Rosario per la pace nel mondo. Ringrazio di cuore in tutti i bambini e le bambine che in tante parti del mondo si uniscono a questa preghiera. E seguiamo tutti il loro, esempio invocando l’intercessione della Vergine Maria perché i popoli siano liberati dal flagello della guerra. In particolare preghiamo per la Terra Santa e per le vittime innocenti della violenza”.
“Nei prossimi giorni in occasione del decimo anniversario dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia avrà luogo in Vaticano un incontro a cui ho convocato i capi delle chiese orientali cattoliche e i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo. Sarà un momento di discernimento sinodale per individuare i passi da compiere per annunciare oggi il Vangelo con le famiglie e le giovani generazioni: affido alla vostra preghiera questo impegno e soprattutto le famiglie che con l’aiuto di Dio sono segno di speranza e ricchezza inestimabile per la chiesa e per la società”.
Infine il saluto ai partecipanti alle “iniziative che celebrano l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Ricordo in particolare, quelle che hanno avuto luogo ad Assisi alla presenza delle massime autorità dello Stato italiano”.
