Sabato, 13 Giugno 2026
Il Salvatore ci salva dandoci la volontà di compiere il bene
Caro amico,
per comprendere l’intensità della contraddizione interiore è necessario intendere nel loro significato originario i termini di “carne” e di “corpo” che qui indicano non una parte ma l’intero essere umano, in quanto è ferito dal peccato ed è incapace di compiere il bene.
S. Paolo descrive, come mai nessuno prima, l’essenza del dramma esistenziale per quanto concerne la salvezza.
Esso consiste nel fatto che noi desideriamo fare il bene, ma non riusciamo a volerlo. Non solo, arriviamo persino a fare il male che non vogliamo fare, invece del bene che desideriamo compiere.
Da questa situazione non riusciamo a uscire e per questo possiamo ben dirci degli “sventurati”.
Che fare? Quando l’apostolo prorompe nel grido di giubilo: “Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo” che cosa intende dire? Forse che il Salvatore ci salva pur lasciandoci nel nostro peccato, come lascia intendere Lutero? Questo non è possibile perché egli è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo.
Il Salvatore ci salva dandoci quella volontà di compiere il bene che non è alla nostra portata, ma che tuttavia possiamo e dobbiamo invocare e, una volta ottenuta, mettere a frutto.
Vostro Padre Livio




