Queste parole della Regina della pace hanno un grande valore, anche se in noi suscitano qualche perplessità e, in caso di malattia, ci affrettiamo cercare aiuto nella medicina.
La mente e le mani dell’uomo, in particolare quando sono animate dall’amore, possono fare molto o poco a seconda delle circostanze.
L’uomo moderno fa fatica ad accettare i suoi limiti e ancora più a ricorrere a Dio in caso di bisogno. La presunzione gli impedisce di pregare e di chiedere all’Onnipotente quanto solo lui può dare.
Eppure Dio è ben disposto ad ascoltare le nostre richieste e ad esaudirci se ci rivolgiamo a Lui con fede, come i figli a un Padre.
Questo atteggiamento lo riscontriamo in Gesù, che guarisce i malati da innumerevoli malattie, fisiche e spirituali, perché le anime malate che vanno verso la morte sono le più bisognose.
Le malattie dell’anima, che si riverberano su tutta la persona, sono le più difficili da guarire e per queste la medicina più efficace è senza dubbio la preghiera.
La preghiera umile e animata dalla fede compie miracoli e spesso trasforma le persone, come nessuna medicina umana potrebbe fare.
È una straordinaria tradizione cristiana che lo conferma ed è urgente riscoprirla nella propria vita.
Un’Ave Maria ripetuta col cuore è un balsamo che allevia le ferite, placa le acque tumultuose del male del male, ridona la pace e ricolma di gioia celeste.

