Sabato, 24 Luglio 2021
“Una preghiera breve e intensa è meglio di una lunga ma distratta”
Caro amico, non di rado ti capita di terminare la preghiera nella medesima condizione spirituale con la quale l’hai incominciata.
Sei ancora paralizzato dalla debolezza della carne. La tua mente è rimasta prigioniera delle distrazioni e delle preoccupazioni della vita.
Anche se hai moltiplicato le parole, la tua anima è ancora sprofondata nel sonno stanco della tiepidezza.
Spesso risulta più efficace una preghiera brevissima fatta col cuore, sotto l’impulso dello Spirito, di una lunga preghiera dove operavano la lingua e le labbra, ma dove Dio era assente.
Non ti scandalizzare se affermo che molto spesso, quando gli uomini pregano, Dio non li ascolta.
Infatti, come potrebbe ascoltarli se la loro mente e il loro cuore sono lontani da lui?
Vostro Padre Livio




