72. La serena fiducia di chi prega

P. Livio a Medjugorje

Ho un ricordo indelebile di una telefonata a Radio Maria dove una mamma si disperava per suo figlio gravemente malato, per il quale la medicina non dava più speranza.

Ascoltavo con intima partecipazione questo dialogo angosciante col conduttore dietro il microfono e mi chiedevo quale risposta avrebbe dato per consolarla.

Con molta semplicità, ma con profonda partecipazione, disse queste parole: “Non si disperi, Signora, c’è sempre la preghiera”. Ecco, mi sono detto, la risposta della fede!

Per chi crede in Dio c’è sempre una luce di speranza anche nelle situazioni più disperate. Dio è Padre e noi siamo i figli del suo amore: c’è forse qualcosa che un Padre negherebbe ai suoi figli che ne hanno bisogno?

E’ con questo atteggiamento che dobbiamo affrontare i momenti difficili della vita, specialmente quelli in cui l’aiuto del Cielo è necessario per non venirne travolti.

Penso agli apostoli sulla barca sbattuta dalle onde sul lago di Galilea, mentre Gesù dorme tranquillo.  Che fare? Per salvarsi bisogno svegliarlo.  Si rivolgono Lui e gridano: “Salvaci Signore, siamo perduti!”

Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia (Matteo, 8, 25 – 26).

La fede degli apostoli era minima, ma a Gesù basta per compiere il miracolo. Così è per la nostra fede, che spesso è quella di un lucignolo fumigante.

A Gesù basta per compiere i miracoli più grandi, purché salga sincera dal profondo del cuore.

Non c’è nulla che Dio non possa fare per i suoi figli che lo invocano nelle loro necessità, come è testimoniato in ogni pagina del Vangelo.